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Gilles Villeneuve
Libro degli ospiti
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guestbook@ventisetterosso.it
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06/09/2001
Elena F.
Finalmente un bel sito semplice, dedicato al canadese volante! Grazie e continuate così!

webmaster: Grazie Elena, il sito è ancora in costruzione ma ogni giorno ci saranno delle novità.
23/09/2001
Maurizio
Bellissimo sito dedicato alla leggenda che visse nel mito, se si potessero accludere anche alcuni filmati, sarebbe splendido. Ciao "Rosso 27", quel fatidico giorno del 1982 a Zolder, una lacrima ha solcato il mio volto, ti ricordo come se fossi nato ieri, oggi o anche domani.

webmaster: Grazie Maurizio per il tuo pensiero. Per quanto riguarda i filmati, ci sto pensando ma il sito è ai suoi primi passi. Diciamo che ci sono ancora parecchie cose da inserire in un futuro prossimo.
01/10/2001
Consuelo
Ciao a tutti, volevo solo dirvi che questo sito di Gilles è veramente bello e ben organizzato (vi scrive una che ne cerca quotidianamente di nuovi). Mi piace incredibilmente Gilles anche se ho solo 16 anni e non ho avuto la fortuna di vederlo correre. Lui era diverso (anzi è diverso perché vive ancora nei nostri cuori), spero mi rispondiate e vorrei tanto che mi consigliaste qualche libro o comunque mi poteste parlare di lui. Vi sono grata fin d'ora.

webmaster: Ciao Consuelo, spero che il contenuto del sito possa già soddisfare la tua sete di notizie su Gilles, comunque eccoti alcuni titoli dei libri dedicati al campione canadese:
> "Gilles Villeneuve" collana "I grandi dello sport" di Nestore Morosini, edizioni FOR-VEM s.a.s.
> "Gilles vivo" di Cesare De Agostini, Conti editore.
> "Gilles fra mito e leggenda" di Silvio Rossi, Forte editore.
> "La cometa Gilles" di Enzo Russo, edizioni Edis.
> "Gilles Villeneuve, la vita di un pilota leggendario" di Gerald Donaldson, Giorgio Nada editore.
> "Villeneuve, a racing legend" di Allan de la Plante, Turn Five Inc.
04/10/2001
Mario C.
"27 Rosso" è molto più di un numero. Per me e per molti di voi è e sarà sempre il sogno, il brivido, lo sguardo oltre le nuvole. So che lo conserveremo nel nostro cuore per sempre. E grazie a voi, che quel sogno continuate ad alimentare. Ciao Gil.

webmaster: Questo sito è dedicato a Gilles e a tutti coloro che ancora ricordano le sue imprese e il suo modo di essere. Grazie Mario per quello che hai scritto.
05/10/2001
Vittorio S.
Grazie per il bel sito dedicato a Gil, l'ho trovato molto emozionante.

webmaster: Ti assicuro Vittorio che ci sto mettendo tutto il mio impegno per ricordare Gil nel modo migliore, senza troppi fronzoli e senza troppa retorica.
12/10/2001
David T.
Villeneuve correva negli anni in cui da bambino iniziavo a seguire la Formula 1. Ero tifoso di Patrese, ma le corse di Gilles mi emozionavano sempre. Questo sito riesce a ricreare tutta l'atmosfera di quegli anni ormai così lontani. Complimenti.

webmaster: Grazie David, sono contento che ti piaccia il sito. A breve ci saranno altre sorprese interessanti.
14/10/2001
Daniele V.
Sono davanti al sito del 27 unico e ho le lacrime agli occhi. Questo è tutto...

webmaster: A volte basta poco per trasmettere i propri sentimenti e farli trasformare in emozioni ed è quello che sto provando a fare. Grazie Daniele.
01/11/2001
Gian Piero
C'era una volta Gilles Villeneuve. È rimasto un posto nel cuore di tutti gli appassionati di formula uno dopo quasi vent'anni dalla scomparsa del grande campione. Ha raggiunto le stelle dei piloti che ci hanno fatto sognare: Jim Clark, Francois Cevert, Ronnie Peterson, Patrick Depailler, Didier Pironi, Ayrton Senna, etc...

webmaster: Sono tanti i piloti che ci hanno entusiasmato ma Gil ci ha regalato sensazioni uniche ed irripetibili. La mia generazione è cresciuta ispirandosi al suo modo genuino e sincero di proporsi e queste sono cose che ti rimangono dentro per sempre, perché fanno parte di te stesso.
22/11/2001
Gianluca V.
Ciao webmaster (non ho trovato il tuo nome sul sito), prima di tutto complimenti... possiamo considerarci amici e colleghi sia perché abbiamo entrambi la stessa sfrenata passione (la Formula 1 in genere), sia perché gestiamo entrambi un sito in onore di un mito che, a quanto pare (considerando i commenti che giungono), non morirà mai. Non ho niente di particolare da aggiungere se non confermare quello già detto e scritto dalle migliaia di persone sparse per la rete. Non so perché per Gilles sia finita così, aveva ancora molto da dare ma ormai una ragione me la sono fatta grazie anche ad un bambino di 7 anni da cui ho sentito la spiegazione più bella: "Si vede che Gesù bambino aveva bisogno di un autista". Salut Gilles, sarai sempre nel mio e nel cuore di tutti noi.

webmaster: Il mio nome non è importante, è però importante sapere che c'è ancora tanta gente che condivide ed apprezza il contenuto del sito. Mi fa piacere sapere che anche tu sia parte attiva delle testimonianze di affetto e passione nei confronti del pilota canadese.
10/12/2001
Michela C.
Ciao sono anche io una tifosa di Gilles Villeneuve, il famoso figlio distruttore, come lo chiamava Enzo Ferrari. Trovo il tuo sito spettacolare e con molte informazioni ma dovresti mettere più sfondi e qualcosa in più nella sezione multimedia; a proposito io ho una cassetta che è intitolata "Gilles come era" ed e stata realizzata dalla Domovideo, adesso è introvabile ma tanto penso che tu ne sia già in possesso.

webmaster: È molto difficile trovare sfondi a carattere artistico riguardanti il tema, probabilmente riuscirò ad aggiungere ancora qualcosa in un prossimo futuro. Per quanto riguarda la sezione multimedia, sto inserendo un poco alla volta alcuni filmati riguardanti Gilles, i quali sono tratti da una produzione della AVO film. Purtroppo non sono in possesso della videocassetta di cui tu mi parli ma ogni vostro aiuto è ben accetto per divulgare il maggior numero di informazioni possibili sulla vita del pilota canadese. Per contattarci direttamente ed eventualmente inviarci del materiale scrivete al seguente indirizzo: contribute@ventisetterosso.it
29/12/2001
Bruno M.
L'unica cosa che riesco a dire è COMPLIMENTI!!! Era da un po' che cercavo un sito fatto così bene, tutto dedicato a lui. Per il momento non mi viene altro che dirti GRAZIE.

webmaster: In questo periodo ho trascurato i contenuti per rendere la grafica del sito più gradevole. Comunque continueremo ad aggiornarlo per completarne tutte le sezioni. Grazie Bruno per le tue parole di apprezzamento.
29/12/2001
Davide P.
Credo che chi si avvicina alla Formula 1 moderna (se si può chiamare così) non possa rendersi conto di cosa è stato Gilles per gli appassionati. Io che ho avuto la fortuna di vivere non lontano da Imola ho potuto vedere le sue gesta dal vivo più volte in quei quattro fantastici anni e quindi per me il ricordo è ancora più nitido. Complimenti per il sito! SEMPRE GILLES. Ciao a tutti.

webmaster: Ogni periodo ha avuto i suoi eroi, ma con questo sito vogliamo far conoscere a tutti coloro che non hanno vissuto sportivamente quegli anni, che cosa rappresentasse Gilles per gli appassionati di questo tipo di competizioni. Le vostre testimonianze sono molto importanti nel raggiungimento di questo scopo.
18/01/2002
Junior V.
Ciao Gil, io corro e mi ispiro a te! Ci provo e voglio farcela! Ti ammiro! Forever! Vorrei tanto sfidarti e sono convinto che un giorno lo farò.

webmaster: Quel giorno è ancora lontano, comunque tifiamo per te!
18/01/2002
Simone G.
Con gli occhi rossi e con il magone ti scrivo di getto questa mail solamente per complimentarmi con te per il lavoro che hai fatto nel realizzare il sito su Gil. Non ho altro da aggiungere, se non un sentito GRAZIE.

webmaster: Grazie anche a te e spero che la tua malinconia si trasformi in gioia nel vedere quante altre persone sono legate al ricordo di Gilles.
18/01/2002
Giovanni B.
Dire che, per molte persone che lo hanno visto correre e per tanti altri che non hanno avuto questa fortuna (me compreso), sia stato il più grande fenomeno sportivo che avessero mai conosciuto, non rende bene l'idea, dire che fosse un pilota è riduttivo, dire che era un essere umano è riduttivo. Dire che è GILLES VILLENEUVE è dire tutto. Bel sito.

webmaster: Mi pare che tu sia stato molto esplicito e tutto ciò, detto da una persona che, mi pare di aver capito, non ha visto correre Gil, mi ha fatto molto effetto. Grazie.
18/01/2002
Jacopo B.
Complimenti, il sito è interessante e molto aggiornato, si vede che è stato fatto con passione ed entusiasmo.

webmaster: È stato veramente fatto con il cuore, te lo assicuro.
18/01/2002
Vincenzo N.
Ciao a voi tutti, vi dico solo che Gilles era un pilota fantastico, ho ancora i video delle gare, purtroppo anche il giorno dell'incidente. Ciao e buona fortuna.

webmaster: Approfitto della tua partecipazione per dire che nel sito non ho volutamente inserito nessun riferimento all'incidente ne tantomeno alle polemiche che erano scaturite nei giorni successivi. Ricordiamo Gil per quello che ha fatto e non per come ci ha lasciato.
18/01/2002
Marino
Eterno Gilles, salivi sulla 27 ed eri uno di noi, frantumavi il record stradale Montecarlo-Maranello ed eri uno di noi, vivisezionavi il vecchio pick-up o la motoslitta per farli andare più veloci ed eri uno di noi, ai box abbracciavi spontaneamente un disabile sulla sedia a rotelle ed eri ancora uno di noi: per questo sei nei nostri cuori, piccolo grande canadese volante. Ciao.

webmaster: Sì è vero, Gilles è stato unico anche nelle cose più semplici, quelle di tutti i giorni...
19/01/2002
Lucina
Complimenti per "Ventisetterosso"! Tornero' spesso a visitare il sito.

webmaster: Grazie per la tua visita.
19/01/2002
Vera P.
Vi saluto per il bellissimo sito, è sempre un gran piacere poter ricordare Gilles, il favoloso!

webmaster: Grazie anche a te.
22/01/2002
Pinuccio
Complimenti per l'iniziativa, sarò senz'altro tra i visitatori più assidui; per me rivivere insieme ad amici con la stessa passione gli anni di Gilles, è fantastico. Ricordo che nel 1979, nel G.P. di Monza quando Scheckter vinse il mondiale, ero andato come al solito dal venerdì precedente, partendo da Roma, da solo e con il sacco a pelo. Ho visto le prove dalla variante in fondo al rettifilo dei box, che allora si chiamava Good-Year e, quando passò Gilles ed il sibilante Boxer Ferrari, sono scese delle lacrime sul mio viso tanto che mi sono vergognato. La domenica sono riuscito, alle otto di mattina, a salire nella terrazza sopra i box, dimenticando di acquistare panini e bibite, sono rimasto fino alla fine della corsa senza mangiare e bere, ma ho potuto fare delle foto stupende da tre metri sopra il box Ferrari ed aggiudicarmi una visiera del casco di Gilles che un meccanico stava per gettare dopo che "LUI" l'aveva cambiata. La tengo come una reliquia. Ciao a tutti gli amici del mitico Gilles e ancora complimenti, manteniamo vivo il ricordo di colui che chi ha fatto sognare come nessun'altro.

webmaster: Ciao Pinuccio, se hai la possibilità, invia le tue foto alla sezione contributi così potremo vedere immagini inedite visto che sono state scattate da te personalmente. Grazie per gli apprezzamenti.
27/01/2002
Cinzia
Complimenti, davvero bello. Ottimo lavoro, saluti.

webmaster: Sei la benvenuta, grazie.
28/01/2002
Achille C.
Veramente un bel lavoro ed un bel sito! Ovviamente è molto meglio di tutti i libri su Gil che reperii con fatica a suo tempo. Mi ha riportato indietro di vent'anni e più, quando ero uno dei tanti ammalati della febbre Villeneuve. Complimenti ancora e ciao.

webmaster: Grazie anche a te per il tuo ricordo, non ci pensavo nemmeno, sono passati quasi vent'anni...
06/02/2002
Alessandro V.
In quel maledetto 1982 avevo cinque anni, non ho dei ricordi chiari ma i miei mi rammentano che piangevo e che ripetevo arrabbiato: "Non è vero, domani corre ancora...". Purtroppo nel 1994 ho riprovato la stessa tremenda emozione. Ora corrono insieme. Ciao aviatore.

webmaster: Non possiamo dare un valore alle emozioni, ognuno le vive e le ricorda a modo proprio. Certamente anche la morte di Ayrton Senna ha colpito enormemente gli appassionati di Formula 1, anche lui come Gilles era una persona vera.
06/02/2002
Samanta C.
Mi chiamo Samanta ed ero una grande tifosa di Gilles e adesso tifo Jacques. Questo sito mi piace molto, complimenti. È bello veder celebrato il mito di Gilles Villeneuve... ed io ancora oggi ho la febbre! Ciao.

webmaster: Devo ammettere che il fascino del cognome Villeneuve ha fatto molti proseliti.
21/02/2002
Sandro
Complimenti! Un sito ben curato e realizzato che rende onore ad un grande maestro del volante. Gilles sapeva emozionarsi ed emozionare ed ebbe il grande merito di rafforzare l'immagine della Formula 1 come sport spettacolare in cui il cuore prevale sulla tecnologia, sui soldi e sugli interessi personali. Oggi la Formula1 è l'esatto contrario. Come ci manca un Gilles Villeneuve!

webmaster: È vero, oggi ruota tutto intorno al denaro e sono ben pochi i personaggi che spiccano per personalità nel vero senso della parola. Io ho sempre pensato che bisogna essere prima campioni nella vita che nello sport e Gilles lo era.
19/03/2002
Luigi S.
Grazie. L'Italia è un Paese che valorizza la sua immagine nel mondo grazie al marchio Ferrari e finalmente è nato il miglior sito italiano sul piccolo canadese di ghiaccio, il migliore nella nostra nazione ma dovrà diventare il miglior sito del mondo visto che la febbre l'abbiamo avuta prima noi di tutti gli altri, grazie alle imprese del nostro funambolo. Grazie Gilles, tu hai rappresentato gli anni d'oro della Formula 1, grazie Gilles, tu ci hai fatto vivere momenti che nessun altra persona ci farà mai più rivivere, grazie Gilles anche se non hai vinto niente in pista hai sicuramente vinto un posto in tutti i nostri cuori, grazie Gilles anche se qualcuno non ha voluto usare il tuo numero come simbolo non fa niente, noi che ti amiamo ancora lo ricordiamo, grazie Gilles anche se ci guardi da lassù... Permettetemi di dire: "Nostro per sempre Gilles".

webmaster: Ti ringrazio per le belle parole su Gilles e sul sito. Per valorizzarne i contenuti, per far conoscere Gil in tutto il mondo e per far comprendere il significato di queste pagine a tutti coloro che non parlano la nostra lingua, il sito è stato tradotto in inglese.
25/04/2002
Luca L.
Grazie per il lavoro e per lo splendido sito. Salut Gilles.

webmaster: Grazie Luca, spero di averti ancora qui altre volte, ciao.
28/04/2002
Marco P.
Ciao, anche io sono un tifoso di Gilles e devo farvi i miei complimenti per le belle immagini contenute nel vostro sito, devo ammettere di essermi emozionato!

webmaster: Ciao Marco, grazie per averci visitato. Sono contento di essere riuscito a trasmetterti le stesse emozioni che ho provato io nel creare il sito.
05/05/2002
Antonio A.
Sono ormai venti anni che hai lasciato un vuoto incolmabile nel mio cuore di appassionato di motori. Il tuo modo di essere e di intendere la vita e le gare hanno lasciato un'impronta indelebile nel mondo delle corse e non. Per me ancora oggi sei il pilota e l'uomo di riferimento e mi fanno ridere certi paragoni con i super fenomeni di oggi. La lealtà, il coraggio, il talento, l'irriducibile voglia di combattere e vincere ad ogni costo hanno fatto di te la pietra di paragone per ogni generazione di piloti. Ho ormai passato la quarantina e non mi vergogno di affermare che sto piangendo mentre scrivo queste righe. Ciao caro Gilles, qui nessuno ti ha dimenticato. Un grazie particolare a voi che avete avuto la delicatezza di mantenerne vivo il mito.

webmaster: Caro Antonio, permettimi di dire che hai espresso egregiamente il pensiero di tanti appassionati tifosi di Gilles, il quale non è soltanto la pietra di paragone per ogni generazione di piloti ma soprattutto per tante persone che lo hanno ammirato ed amato. Grazie.
08/05/2002
Francesco S. F.
Ho scoperto solo oggi questo fantastico sito dedicato al mitico Gil. Ho rivisto le sue vittorie e il duello con Arnoux e ti giuro che mi sono commosso e sono ritornato indietro nel tempo, a quando ragazzino (ora ho 35 anni), me ne stavo al bar con tutte le persone più grandi di me per guardare la Formula 1 (quella vera!), ma soprattutto ad ammirare lui, il MITO! Grazie per quello che hai fatto e che spero continuerai a fare per ricordare Gilles.

webmaster: Grazie Francesco, sono molto contento che il sito sia di tuo gradimento e che abbia saputo trasmetterti quelle emozioni che ho provato e provo anche io nel continuo tentativo di migliorarlo e renderlo sempre più completo. Un saluto anche a te.
08/05/2002
Giuseppe G.
Vivissimi complimenti per il vostro splendido sito e per aver ricordato Gil a tutti coloro che come me lo hanno amato. Sono passati oggi venti anni ma Lui è sempre e più che mai nei nostri cuori e nelle nostre menti. Le nostre magiche rosse ci stanno dando grandi soddisfazioni dopo molti anni di tribolazione ed abbiamo dei grandi piloti ma nessuno di loro potrà mai darci quello che Gil ci ha donato durante il breve spazio di tempo che lo abbiamo avuto con noi. GILLES, NON TI DIMENTICHEREMO MAI.

webmaster: È vero, nessuno come lui ci ha dato tanto: gioia, emozioni, rabbia e soddisfazione, fino all'estremo...
08/05/2002
Enrico T.
Oggi ho potuto finalmente far vedere a mio figlio di dodici anni, tifoso della Ferrari e di Schumacher, chi sono i veri piloti... Grazie.

webmaster: Grazie anche a te per essere stato con noi.
08/05/2002
Roberto N.
Buongiorno, sono le 10.15 qui a Québec e mi sto preparando a partire per Berthierville e passare questo giorno del ricordo nella città dove è cresciuto Gilles, perché voglio dedicargli questa giornata. Sono italiano e vivo da due anni nella città di Québec ma sono nato e cresciuto a Bruxelles. Gilles era ed è tuttora il mio idolo e ricordo sempre con la stessa emozione i momenti magici vissuti da tifoso del "pilota 27 rosso". Ricordo quella mattina che lasciai la scuola per andare a Zolder dove erano in corso le prove private. All'epoca con meno di mille lire italiane potevi accedere alla pista e circolare ovunque sul circuito. Così ebbi la chance di circolare in mezzo ai box ed ai piloti di Formula 1 e di vedere da vicino Gilles ed i suoi colleghi. È difficile parlare di Gilles, delle emozioni che puoi risentire pensando a lui, pensando alle sue imprese. Posso soltanto testimoniare che quando ho incontrato Gilles è stato per me, un momento forte, molto forte, di quelli che non dimentichi mai nella tua vita. Un giornalista canadese diceva l'altro giorno che, se chiedi a chiunque cosa stava facendo quando ha saputo della scomparsa di Gilles, ognuno se lo ricorda ancora oggi perché l'affetto del pubblico per Gilles era forte, sincero, identico all'affetto che hai per un fratello, un parente caro. Mi ricordo cosa facevo quando ho saputo della scomparsa di Gilles e rivivo ancora oggi l'emozione che sentii al momento di quella brutta notizia. Come lo canta Marco Masini: "...era forte, era fortissimo, mi ricordo e te lo dico... eri il mio più grande amico". Ciao a voi tutti che vivete la mia stessa passione. Grazie per questo meraviglioso sito che dedicate al nostro amico Gilles.

webmaster: Anche io ricordo perfettamente cosa stavo facendo in quel triste momento. A volte la vita è strana perché ti fotografa proprio nei momenti che vorresti non aver mai vissuto.
08/05/2002
Pinuccio
Lunedì 9 maggio 1982, occhiali scuri, il pulmann per Roma, un sedile in ultima fila e sguardo fisso fuori dal finestrino. Il paesaggio non esisteva, le 7.00, trenta chilometri prima di arrivare a scuola, un mese agli esami di maturità, l'agitazione di tutti gli alunni del 5° anno dell'istituto De Amicis di Roma. Tutto mi scivolava sopra, insieme alle lacrime mal celate dagli occhiali; l'unico pensiero, l'unica immagine fissa nella mente era il volo di un Uomo fuori da un abitacolo rosso, tradito forse dalle cinture mal ancorate, dalla struttura troppo fragile della neonata cellula di sopravvivenza, da un pilota incapace nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, o forse tradito solo da un destino riservato agli eroi, quello di finire sul campo. Il corpo raggomitolato intorno ad un paletto della recinzione, il corpo di un campione che ci ha strappato lacrime di gioia, ci ha insegnato a credere in quello che facciamo, anche contro le consuetudini. Non ce l'ho il suo autografo, nel 1981 ho passato 6 ore fuori dal suo motorhome nell'attesa che uscisse, sono riuscito a vederlo, fotografarlo con la sua maglietta fucsia, toccarlo e seguirlo fino all'ingresso del box Ferrari di Monza, poi ho goduto delle sue staccate e della voce del 12 cilindri potente e sincero come il suo pilota. L'elicottero che seguiva l'autostrada da Montecarlo a Maranello e si abbassava per leggere le indicazioni, 360 km/h senza alettoni su una pista aeroportuale contro un F104, il piacere di suonare una tromba; questo era Gilles, il cielo lo aveva mandato ed il cielo se lo è ripreso, forse Qualcuno ha ritenuto che il suo insegnamento era già grande ed ha deciso di elevarlo al di sopra degli altri.

webmaster: Un bellissimo pensiero il tuo, un sincero ricordo di qualcuno al quale tutti abbiamo voluto bene. Grazie.
08/05/2002
Mario C.
Un pensiero per Gil oggi; non perché è l'ottavo giorno del mese di maggio, ma perché è semplicemente un altro giorno ancora. Un giorno in più dove ci accorgiamo di saper ancora piangere, senza trovarci nulla di sorprendente ed è naturale che anche il cielo stamane lo faccia. Un ricordo per Gil oggi; non per questi 240 mesi trascorsi, ma per tutto quello che ancora ci resta, molto e tutto così fortemente vivo. Il tempo scava solchi indelebili, sui nostri volti così come nei nostri cuori ma sappiamo oggi e per un giorno ancora, che ci sono cose che sopravvivono alle pieghe ingiallite dell'inesorabile trascorrere. Respiri colmi che niente può soffocare. Un attimo per Gil oggi; non per chi lui fosse, ma per quello che ancora è. Perché il suo nome non è quello di un pilota, bensì di un modo di vivere, il nome di tante imprese, delle sue gesta che noi, in assenza di aggettivi adeguati e comparabili, chiamiamo comodamente leggende. Ci sono fiamme che nessun vento potrà mai spegnere e che resteranno sempre dentro quella scatola magica che batte nel nostro petto, dove continueranno a nascondersi, oppure a farci piangere. Per un giorno ancora. La vera morte è nell'essere dimenticati. Un pensiero per Gil oggi; per vivere eternamente.

webmaster: Grazie per questo splendido commento alla memoria di un grande uomo. Da brividi...
09/05/2002
Alessandro R.
In Grecia si diceva: ”Muore giovane chi è caro agli Dei”. Anche a me piace pensare che sia così. Io Gilles non l'ho mai visto di persona, quando correva io iniziavo a guardare le corse da bambino ma per me, lui divenne subito Gilles Villeneuve. Con te Gilles è andata via una parte di me, cerco di ritrovarla e riviverla con le imprese di qualche altro cavaliere del rischio ma non è mai la stessa cosa, tu eri unico, i tuoi occhi erano diversi, magnetici. Non ti dimenticherò mai aviatore.

webmaster: Grazie per il tuo bel pensiero.
10/06/2002
"Wind"
Questo sito è stato un tuffo al cuore, sono tornata indietro di venti anni e la ragazzina che adorava Gilles è ritornata! Grazie.

webmaster: Sono contento di essere riuscito a trasmetterti le stesse emozioni che provo anche io, grazie.
13/06/2002
Nicola S.
Volevo complimentarmi per il bellissimo sito. Devo dire che è il migliore. Sarebbe molto interessante se si riuscisse a trovare del materiale sulla sfida di accelerazione tra Gilles e il caccia F104 disputata ad Istrana nel novembre del 1981. Ancora complimenti!

webmaster: Grazie per gli apprezzamenti, a breve ci sarà anche un video riguardante la sfida di Istrana.
13/06/2002
Mario B.
Gilles è sempre stato il mio mito e dal momento della sua scomparsa non c'è più stato nessun pilota che abbia saputo ridarmi le stesse emozioni. Ricordiamolo per sempre e anche attraverso questo sito facciamolo conoscere a chi non ha avuto il privilegio di vederlo correre. Grandissimo Gilles! Per sempre Gilles!

webmaster: Il sito è nato proprio per i motivi che tu hai indicato ed è un omaggio sincero e doveroso al nostro grande amico Gil.
14/06/2002
Paolo G.
Grazie del sito. Non c'è proprio nulla da fare sai. Non passa un giorno senza pensare a Gilles. E quando sento il suo nome, o vedo un servizio alla televisione, o mi capita di sfogliare qualche vecchia rivista sulla Formula 1 di quegli anni in cui vedo una sua foto, mi viene il groppo in gola. Tutti i pomeriggi di ogni 8 di maggio vado a Fiorano e lascio una rosa rossa sul suo busto vicino all'entrata della pista. Quest'anno c'erano più fiori del solito. E pioveva. In testa ho rivisto il film di quella giornata (è proprio vero: ci si ricorda bene cosa si stava facendo in quel momento...). Tutto questo ha reso quella visita ancora più triste. Sono un quasi quarantenne e non mi vergogno di provare queste cose. Specie per uno come Gilles, a cui devo sicuramente una parte importante nella formazione del mio carattere. Mi rincuora vedere che non sono il solo a provare tutto questo. Ciao.

webmaster: Siamo tutti un poco più tristi quando pensiamo a quelli che non sono più con noi. Gilles è entrato a far parte della nostra vita quasi come fosse un amico, un fratello maggiore che ci ha aperto la strada per il nostro futuro. Adesso siamo qui a ricordare quanto ci manca ed invece Lui è parte di tutti noi, in ogni momento. Non credi?
17/06/2002
Emiliano B.
Io purtroppo non ho mai visto guidare Gilles perché sono nato nel 1986, ma leggendo di lui su questo sito sto cominciando ad amarlo.

webmaster: Grazie Emiliano, essere riuscito a far conoscere Gilles anche a persone che non lo hanno seguito durante la sua carriera, mi riempie di orgoglio e soddisfazione.
18/06/2002
Maurizio M.
Salve! Vorrei farvi i complimenti e ringraziarvi per questo megafantastico sito, tutto dedicato al grande Gilles! Per me è bello sapere che c'è ancora tanta gente che si ricorda di lui... sapere che non verrà mai dimenticato. Mi ritengo fortunato per avere visto le sue gesta a suo tempo, avevo venti anni quando è volato via e ora racconto di lui ai miei figli; almeno la mia famiglia lo ricorderà così come faranno i tifosi, quelli che lo hanno visto in pista e anche quelli che, grazie ai contributi come il vostro, avranno il piacere di conoscerlo. Per sempre Gilles. Ciao.

webmaster: È anche bello sapere che ci sono persone che, come te, tramanderanno lo spirito di Gilles ai propri figli. Grazie.
03/07/2002
Eugenia F.
Vorrei ringraziarti per il tuo continuo ricordo sul nostro indimenticabile GILLES attraverso questo sito. Purtroppo non tutti lo fanno neanche adesso che sono passati venti anni dalla sua scomparsa! Vorrei solo chiederti di non smettere mai di ricordare il nostro piccolo grande canadese che ci ha fatto sognare! Ciao.

webmaster: È soprattutto grazie a Voi tutti che il ricordo di Gilles non andrà mai perso nel tempo. Venti anni? Sembra ieri.
03/07/2002
"Pan"
Non ti ha mai detto nessuno che la febbre Villeneuve la stai facendo venire tu a noi, navigatori assetati di Formula 1? Io Gilles non lo ho mai visto perché sono nata nell'agosto del 1983 e purtroppo lui se ne è andato nel 1982 ma, nonostante questo, credo di non essere meno ammalata di tanti altri. Ti prego, aggiorna più spesso questo bellissimo sito!

webmaster: Non esageriamo. Anche io sono un malato come tanti altri che però è riuscito a far sfogare la febbre dedicando un pezzetto della propria vita ad un campione, costruendo questo semplice sito. Grazie comunque. Per quanto riguarda gli aggiornamenti posso dirti che ho ancora parecchio materiale da pubblicare e ci sarà anche una piccola sorpresa in occasione del primo anno on-line del sito.
10/07/2002
Giuseppe A.
Superlativi! A 50 anni il mio rammarico è di avere sempre meno occasioni di provare emozioni. Gilles rimane una di queste, per sempre indelebile ed in grado a tutt'oggi di inumidire i miei occhi. Un abbraccio.

webmaster: Come ben dici tu, le emozioni non hanno ne tempo ne età. Grazie Giuseppe.
15/07/2002
Luca
Complimenti! È un bellissimo sito dove riesco a trovare le foto e le notizie del mio mito (lo visito abitualmente in cerca di novità da un paio di anni). Mi vengono le lacrime agli occhi tutte le volte che vedo le sue derapate ed il suo duello con Arnoux. Nessuno dei piloti moderni riesce a darmi queste sensazioni, come se guidassero auto radiocomandate. Un solo rammarico: se solo la Ferrari lo avesse indicato come prima guida in quel maledetto '82 (vedi Schumacher e Barrichello recentemente), forse oggi sarebbe ancora tra noi. Grande Gilles, non ti dimenticherò mai!

webmaster: Probabilmente sarebbe andata così ugualmente perché sono convinto che quel fatto non sia stato così determinante. È un po' come nel calcio quando si recrimina per una punizione non fischiata dal quale scaturisce la rete dell'avversario. Se ci fissiamo sugli episodi rischiamo di perdere il senso delle cose. Gilles ha sempre dato tutto sè stesso perché quello era il suo spirito vitale.
11/09/2002
Patrizia C.
Ciao. L'indirizzo del tuo sito è tra i miei preferiti! Ogni tanto lo apro... guardo... leggo... piango (quando non si è più giovanissime le lacrime sono più facili). Grazie, grazie per aver fatto conoscere a tanti giovani UN UOMO... UN AVIATORE... Grazie perché con le tue pagine mi ricordi com'ero 20 anni fa, come amavo Gil, la Formula 1. Pure adesso amo la Formula 1 ma lui... era diverso... era LUI! Ciao (una giovane 51enne che continua ad amare Gil).

webmaster: Ciao Patrizia, ti assicuro che non conta l'età per commuoversi, ma in sincerità ti dico che io avrei preferito se il tempo si fosse fermato il 7 maggio del 1982.
28/09/2002
Alberto D. S.
Complimenti per il sito, è stupendo, come stupendo è il ricordo di Gilles che mi sta accompagnando e mi accompagnerà per tutta la vita.

webmaster: Anche queste pagine non sono altro che il risultato di tutti i miei ricordi legati ad un uomo incredibile. Grazie per i tuoi apprezzamenti.
29/09/2002
Simona
Ciao, mi chiamo Simona, ho 22 anni e sono nata e vissuta in provincia di Milano con un'unica, grande passione: la Ferrari. Devi sapere che qualche tempo prima che scattasse il semaforo verde del Gran Premio di Australia 2002, in preda ad una crisi di astinenza, mi sono ritrovata a divorare tutto quanto fosse a portata di mano riguardante la Formula 1 e soprattutto la Ferrari naturalmente. Così, grazie all'aiuto di Internet ma anche della carta stampata e delle videocassette, ho imparato a conoscere in maniera più approfondita i piloti che hanno fatto la storia della Formula 1, partendo da Tazio Nuvolari ed arrivando ad Ayrton Senna, passando per Ascari, Fangio, Stewart, Lauda, Piquet, Prost e Mansell. In mezzo a questa sfilata di grandi campioni mi sono imbattuta in un ragazzotto, in realtà un tantino piccoletto e con il viso da adolescente, approdato a Maranello dal lontano Québec. Osservando rapita le sue entusiasmanti vittorie, le partenze fulminanti, i sorpassi mozzafiato, il famoso giro su tre ruote, gli alettoni piegati, ho capito subito che, nel cuore, era Lui il più GRANDE di tutti. Sono addirittura arrivata al punto di rimpiangere di non essere nata una decina di anni prima, per poter dire, adesso: "Anch'io ho la febbre Villeneuve". Invece nella primavera del 1982 non avevo ancora compiuto due anni, muovevo i primi passi e mangiavo pappine, totalmente ignara (ma poteva essere altrimenti?) che sulla pista belga di Zolder si consumava una delle più gravi tragedie che la Formula 1 abbia mai conosciuto. Così le mie ricerche si sono focalizzate sulla vita e sulle leggendarie imprese di questo pilotino canadese, a me noto solo in quanto papà di Jacques, che tanto faceva entusiasmare i ferraristi di una volta. Ho incontrato per la prima volta Gilles quasi vent'anni dopo la sua morte ed immediatamente è diventato il mio mito, il mio maestro di vita, un modello da seguire e per questo devo ringraziare anche e soprattutto te e il tuo fantastico sito, per il quale ti faccio un'infinità di complimenti. È in assoluto il migliore (non ufficiale), riguardante un personaggio sportivo e non, che io abbia mai vis(ita)to, ricco di contenuti, foto e testimonianze, completo in ogni sua parte e soprattutto in continuo aggiornamento, un vero punto di riferimento per gli appassionati. Hai fatto e stai facendo veramente un ottimo lavoro e meriti tutti i complimenti (pure di più) che sicuramente riceverai quotidianamente! Continua così, mi raccomando e non ci abbandonare! Tanti saluti dalla tua fedelissima visitatrice.

webmaster: Innanzitutto è doveroso da parte mia ringraziarti per le belle parole che hai speso a riguardo del sito e del lavoro che sto facendo, ma ne approfitto anche per dire che abbiamo ancora molto materiale da mettere on-line ed ancora qualche sorpresa per il futuro. Naturalmente aggiorneremo continuamente il sito per darti sempre le motivazioni di visitarci e rimanere in contatto con noi. Posso solo aggiungere che sicuramente anche tu sei stata contagiata dalla febbre. Grazie.
04/10/2002
Alberto C.
Ciao, complimenti per il sito, è molto curato e ricco di informazioni. Sono un tifoso Ferrari ma soprattutto sono ancora ammalato delle febbre Villeneuve. Gli anni passano ma non cancelleranno mai il ricordo di Gilles, lui era sopra la media, il migliore e lo sarà per sempre! Gil non aveva paura di morire, lui correva perché la velocità l'aveva nel sangue, spingeva sempre al massimo. Lui il titolo mondiale lo meritava davvero più di chiunque altro: nel '79 ha accettato gli ordini di scuderia senza discussioni, aiutando Jody a vincere il mondiale, poi nell''82 quando era arrivato il suo momento, c'è stato il tradimento di Pironi a Imola. Quello che più mi ha sempre rattristato e che Gil è morto triste, arrabbiato, nervoso nel tentativo di battere il tempo in prova di quel ragazzo che lui credeva essere un suo amico. Gilles non è mai stato contraccambiato per tutto quello che ha fatto ma forse non c'è stato tempo!

webmaster: Chi siamo noi per dire cosa corresse nei pensieri di Gilles in quel tragico giorno, quello che passa nella mente di un uomo non può essere ne capito ne interpretato da nessuno, si può solo supporre ma il pensiero degli altri è sempre distorto dalla nostra realtà e dai nostri sentimenti. Sono del parere che Gil si sarebbe comunque battuto per una posizione migliore in ogni caso, contro Pironi, contro tutti, era proprio questo il suo modo di concepire le corse e tutto ciò che faceva nella vita. L'unica consolazione che ci rimane per tutto quello che avrebbe meritato è che solo gli eroi lottano e si sacrificano per i propri ideali senza mai chiedere nulla in cambio. Questo era Gilles.
15/11/2002
Roberto
Ciao, hai fatto un sito meraviglioso sul grande Gilles. Ricordo quando guardavo i Gran Premi con mio padre e Gilles ci entusiasmava. Il filmato di Digione presente sul sito mi ha fatto venire ancora i brividi freddi. Ottimo lavoro: anche le foto sono eccezionali e di un gran bel formato. Non smettere di aggiornarlo, grazie.

webmaster: Innanzitutto grazie a te; per quanto riguarda gli aggiornamenti, continueremo per molto tempo perché abbiamo ancora parecchio materiale da pubblicare, ciao.
18/11/2002
Karl G.
Sicuramente il sito più completo ed interessante per il vero amante di Gilles Villeneuve. Continuate così!

webmaster: Tutto questo è possibile grazie anche ai vostri contributi e alla vostra partecipazione, ciao.
22/11/2002
Giuseppe M.
Non ho mai visto correre Gilles, quando ci ha lasciati avevo da poco compiuto quattro anni. Ma ne ho sentito parlare molto da adolescente ed è stato allora che mi sono invaghito di lui. Mi sono messo a studiarlo, divorando riviste, libri ("Gilles vivo" di Cesare De Agostini è tra le cose più care che ho), videocassette, cercando e acquistando i modellini reperibili delle sue monoposto, da buon collezionista di vetture Formula 1. Gilles è stato accolto in Formula uno tra sorrisetti di malcelato scherno, è stato criticato dai puristi, è stato persino definito uno sconsiderato. Minoranze; i grandi, veri appassionati lo hanno amato da subito e anche chi in principio storceva la bocca ha finito per apprezzarlo. Gilles era la genuinità, la passione, il piacere della velocità pura. Gilles era voglia di vivere e di vincere, era onestà, schiettezza, autenticità, era classe. Gilles era tutto ciò che oggi ci manca, nella vita e nello sport. Merita un enorme grazie per quello che ha dato e che ci ha lasciato.

webmaster: Gil era un pezzetto di tutti noi, delle persone oneste, di quelli che dicono ciò che pensano, di coloro che non si nascondono dietro ad una scusa banale, dei tanti che sognano sempre di fare qualcosa in più. Un anima limpida, uno spirito ribelle, forse per questo era considerato uno strano, uno sconsiderato come dici tu. Ma la gente lo aveva capito, sapeva di avere trovato in lui un buon amico ed è per questo che non è stato dimenticato, perché le persone che ti hanno insegnato qualcosa non muoiono mai...
25/11/2002
Laura
Il sito è meraviglioso. Ho provato dei brividi. Ogni pagina, ogni immagine, reca amore e passione. Visiterò spesso questo sito, diverso dal mio ma uguale. Io ho tanta strada ancora da fare, ma le persone come noi credo possano capire il significato di una vera, pura, sincera emozione. Gilles a me ha insegnato tante cose, sopratutto a combattere, a guardare oltre ai numeri, ai titoli, alle vittorie. Chi ama davvero le corse non può pensare ai calcoli, ma a vincere, a sfidare, a gioire. Anche a rischio della vita. Noi possiamo comprendere, forse non condividere, non abbiamo lo stesso coraggio, pur con lo stesso cuore. Grazie a te, grazie a Gil, grazie al vero, unico, magico 27 rosso.

webmaster: Hai già detto tutto tu, io ci sto mettendo il cuore per continuare la storia di questo sito dedicato a Gil, ogni giorno gli regalo un pezzetto della mia vita, questo è l'unico modo che conosco per ringraziarlo e ricordarlo.
10/01/2003
Roberto G.
Quel giorno avevo 17 anni, quel giorno ho pianto, vedere questo sito mi ha commosso di nuovo, tantissimo.

webmaster: Grazie.
10/01/2003
Elisa E.
Siete davvero grandi! Il più bel sito italiano sul Piccolo Aviatore! Molti di quelli che scrivono saranno vissuti negli anni del mitico Gilles, io no. Ho solo 15 anni (e sono una ragazza), ma da quando mi sono interessata a Gilles, è diventato un mito, IL MITO. Gilles lives 4ever.

webmaster: Era proprio questo il nostro intento: non solo far rivivere, in coloro che già lo conoscevano, la storia di Gilles, ma soprattutto farlo scoprire a tutte quelle persone che non sapevano o sapevano poco di questo grande pilota.
17/01/2003
Roberto B.
Complimenti, visitando l'ottimo sito mi sono emozionato molto. Gilles è sempre con noi... e sempre lo sarà. Grazie per tutto l'impegno che dedicate al suo ricordo.

webmaster: È sempre un piacere conoscere tante persone che, come me, condividono la passione per Gilles. Grazie.
18/01/2003
Luigi L.
Buon compleanno, auguri Gilles!

webmaster: Mi unisco anch'io agli auguri; il mio regalo è la nuova sezione "ALBUM".
20/01/2003
Federico D. C.
Grazie per avere creato questo sito che ricorda in modo veramente toccante la vita di Gilles. Sono molto felice di questo periodo di gloria della Ferrari ma le imprese di Villeneuve ci hanno regalato ben altre emozioni e ancora le viviamo anche navigando in un sito come questo. Grazie ancora e in bocca al lupo.

webmaster: Concordo con te: erano altri tempi, altri piloti, altre emozioni.
01/02/2003
Marco R.
Ciao, sono Marco di Genova, ho 42 anni e ho avuto la fortuna di vedere con i miei occhi le imprese del Mito. Nel tempo ho collezionato tutto ciò che ho trovato su Gilles e ogni tanto, sfogliando la documentazione, rivivo quei bei momenti, le emozioni passate ma mai sopite. Mi ha fatto piacere constatare che nel 2003 sia ancora vivo il ricordo di un alito di vita così breve ma così coinvolgente ed esemplare! Grazie per quello che fai, il tuo sito è veramente OK. Chi legge sappia che le vicende narrate con un po' di enfasi, dovuta alla nostalgia, sono comunque vere e spero di stimolo, per quanti apprezzano, a vedere e vivere la vita con la stessa generosità che Gilles ci ha insegnato.

webmaster: Grazie per il tuo commento al sito. Posso assicurarti che ho tentato di raccontare i fatti usando il cuore e se, a volte, sono scivolato nell'enfasi, è stato solamente per troppo amore e tanta malinconia.
03/02/2003
Karl G.
In Gilles Villeneuve c'è il ricordo della mia infanzia; lui fu il mio primo eroe! Ho una grande nostalgia per quei tempi e questo sito non può che aiutarmi nel trovare un pizzico di quel passato a distanza di più di vent'anni.

webmaster: Ricordi, sensazioni, sentimenti, mi capita spesso di confondermi pensando ai giorni trascorsi, ricordo Gil e penso alla mia gioventù, oppure ripenso alla mia adolescenza e mi torna in mente Gil e tutto si rimescola in un dolce e triste rimpianto, ma la vita è anche questo ed allora torno a sorridere perché sono ancora qui e non mi sento mai solo.
04/02/2003
Andrea C.
Se le persone che sono mancate sono ricordate per quello che hanno fatto e per quello che ci hanno lasciato, più che per la loro mancanza fisica, allora Gilles non ci abbandonerà e se a questo, uniamo i siti come "Ventisetterosso" o programmi TV come "Sfide", con il bellissimo ricordo del Nostro, allora l'aviatore sarà la nostra ombra, un simbolo indelebile. Grazie!

webmaster: Io aggiungo che fino a quando ci saranno tantissime persone che, come te, continueranno a ricordarlo, ebbene, ci saranno sempre iniziative per non dimenticarlo, perché il suo spirito non svanisca in un debole soffio vitale ma continui a perdurare in eterno.
29/03/2003
Guglielmo C.
Tantissimi complimenti per la completezza del sito e per i continui aggiornamenti. Il vostro materiale mi ha consentito di accrescere le mie conoscenze sulle gesta del grande Gilles in quanto, a causa della mia giovane età, non ho avuto la possibilità di vederlo direttamente in azione.

webmaster: Grazie, pensiamo di continuare ad aggiornare il sito per molto tempo ancora, a breve ci saranno delle sorprese.
24/04/2003
Elisabetta
Ciao, questo sito è molto bello, completo di notizie interessanti e di documenti splendidi. Amo molto la Formula 1; abito a Monza e vado sempre a vedere il Gran Premio perché in famiglia siamo tutti appassionati di corse. Mio zio ha conosciuto personalmente Gilles perché è stato fotografo all'autodromo negli anni in cui correva; erano anche diventati amici. La cosa più bella è che, attraverso un concorso di Autosprint, era riuscito a spedire una foto di Villeneuve al suo museo in Canada dove è ancora esposta. Sono felice che Gilles continui a vivere attraverso il vostro sito, un saluto.

webmaster: I tuoi apprezzamenti sono molto gradevoli e vorrei invitarti ad aiutarci nel mantenere vivo il ricordo di Gilles contribuendo con qualche foto inedita o particolare che sicuramente avrai la possibilità di ottenere; grazie comunque.
06/05/2003
Stefano M.
Non conoscevo il sito più bello su Gilles e attraverso il magnifico libro “Il piccolo aviatore” (veramente ottimo) sono finalmente arrivato qui, ritrovando storie e fotografie che cercavo da tempo. Ho sorriso ricordando alcuni episodi descritti e documentati sapientemente nel vostro sito, ma ho anche pianto, ricordando quell'8 maggio 1982 (avevo 24 anni) quando, davanti alla TV ho visto quell'ultimo volo, il più alto, il più lungo, il più spietato, che ha fatto diventare il nostro pilota preferito di sempre il più grande mito della Formula 1. Avete documentato con professionalità e con grande passione, direi con il cuore, il piccolo ma grande Gilles che manca a tutti noi. Domenica scorsa 4/5/2003 stavo guardando il Gran Premio di Spagna: in questa Formula 1 di auto-computer quasi tutte uguali, di piloti-computer diversi tra loro ma pur sempre computer, il mio già tiepido tifo per Schumacher (grande campione certamente) si è annebbiato e si è spento di fronte al ricordo di Gilles e, al Gran Premio in corso, ho preferito visitare "ventisetterosso" con grande soddisfazione. Come ci manchi Gilles! Perfino mio figlio, che ha tredici anni, si sta interessando a te, a quello che hai fatto e alle emozioni che hai dato e che dai ancora oggi rivedendo le foto e i filmati delle tue gare. Il disinteresse crescente anche in Italia per la Formula 1, nonostante il dominio Ferrari (vedasi il calo di pubblico a Imola), dovrebbe far pensare che, al di là delle giustissime regole per la sicurezza dei circuiti e dei piloti, strani vincoli impongono macchine molto uguali tra loro e impostate sull'automatismo totale, a detrimento della fantasia e dell'invenzione dei progettisti, ma soprattutto a detrimento delle qualità dei piloti, quelle vere, non quelle dei ragionieri. Ben venga il vostro ottimo sito su Gilles, dove la storia dell'uomo e del mito si fondono, dove spesso verrò, come tanti, a trovarvi. Complimenti davvero.

webmaster: I complimenti sono sempre apprezzati (così come le critiche) e mi ha fatto molto piacere che il libro "Il piccolo aviatore" abbia sortito l'effetto di accrescere e consolidare l'ammirazione verso Gilles, anche attraverso la conoscenza di questo sito. Detto questo, concordo nell'analisi della Formula 1 attuale dove i valori umani non sono valutabili così efficacemente come nel vicino passato. Purtroppo il denaro ha preso il sopravvento su tutto (e non mi riferisco solo alla Formula 1), riuscendo in questo modo a nascondere l'anima di ognuno dietro ad una facciata di ipocrisia. I piloti che hanno un cuore esistono ancora ma si nascondono, altrimenti scomparirebbero...
08/05/2003
Enrico N.
Pensavo che prima o poi mi sarebbe passata, che era solo un'infatuazione come quelle di cui i giovani hanno bisogno per entrare nella vita. Invece, a distanza di ventuno anni, ogni volta che guardo l'ora, quando leggo "13:52" penso a quel giorno di Zolder che mi è rimasto impresso dentro. Grazie infinite per questo sito, che mi sembra bellissimo e saluti a tutti.

webmaster: Ore 13:52, oggi a quell'ora il mio cuore si è fermato, è stato solo un attimo ma il brivido che mi ha percorso è stato indescrivibile.
11/05/2003
Daniele I.
Ho solo una cosa da dire in merito al sito: fantastico! Io che mi definisco un malato terminale del mitico Gilles, ho trovato una miniera d'oro in questo sito. Sono appassionato di modellismo e grazie a voi ho trovato di tutto e di più in fatto di foto e filmati. Finalmente qualcosa di vero, serio ed approfondito su Gilles e vi dico la verità, mi è venuta la pelle d'oca nel visitarlo. Continuate così.

webmaster: Devo ammettere che stiamo crescendo anche per merito del vostro continuo sostegno e dei numerosi contributi che riceviamo, grazie.
29/07/2003
Roberto V.
Un sito veramente bello, ricco di ricordi e sentimento. Mi vengono i brividi nel vedere quante persone siano tuttora legate a Gil; grazie al vostro lavoro ed al vostro splendido sito. Grazie per avermi fatto piangere ancora...

webmaster: Ti ringrazio per le belle parole e per la nostalgia che hai di Gilles.
08/09/2003
Fabiana
Ho soltanto 18 anni. Il Gilles che conosco io è il papà del mio splendido Jacques, è il mito di mia mamma, è tanti aneddoti fantastici, è una leggenda, un eroe di cui si tramandano le gesta. Ogni tanto, nella mia vita di tutti i giorni, fatta di libri, di scrittura, di cinema e di tanta Formula 1, irrompe la sua assenza; ancora più straziante data la certezza, che di lui, a me rimane solo l'immagine di un volo, una tomba, gli occhi di un figlio sfortunato che si appresta, perché il destino a volte è crudele, a lasciare con la coda fra le gambe tutto questo sogno. E così prendo fra le mani un libro, guardo filmati, mi appello silenziosamente ai suoi poster in camera; perché colmare il vuoto, quello che ci siamo creati, continua ad essere impossibile... Grazie a chiunque tenga vivo il mito, ciao.

webmaster: La tua testimonianza è un chiaro segno di come, la figura di Gil, abbia fatto breccia anche nel cuore di coloro che non hanno vissuto in prima persona gli anni della sua carriera sportiva. È innegabile che le sue gesta si perpetuino di generazione in generazione; senza averlo visto mai, la gente ne rammenta le imprese e questo capita solo per pochi personaggi; quelli che hanno lasciato un segno, negli scritti dei poeti o nel cuore della gente, nelle liriche delle canzoni o nell'anima più profonda dell'umanità; proprio come dici tu: gli EROI.
16/10/2003
Sergio G.
Sono nato nel 1977, quindi non ho memoria delle imprese del grande Gilles. Per puro caso, nel 1997, vidi uno speciale dedicatogli a 15 anni dalla sua morte. Rimasi letteralmente fulminato. Voler spiegare cosa provai nel vedere il duello con Arnoux, il giro su tre, anzi due ruote a Zandvoort, guidare senza alettone anteriore a Montréal sotto la pioggia, trattenere gli attacchi dei suoi avversari per 66 giri sul circuito di Jarama ed altro ancora, è impossibile e superfluo. L' impossibilità della spiegazione è dovuta al fatto che Gilles è stato una forza primordiale all'interno del mondo della Formula 1. Non un semplice pilota perché quello può esserlo chiunque, ma un artista che, nel cercare di trascendere le possibilità del mezzo, ha creato nuove possibilità di espressione sportiva. Sono questi i momenti in cui lo sport diventa arte. La vera bellezza di ogni suo gesto sportivo era nella possibilità di poter perdere in un attimo tutto ciò che all'interno di una gara era riuscito a conquistare, perché in lui si affermava sempre più prepotentemente la voglia di oltrepassare il limite consentito. O tutto o niente! Altro che Formula 1 moderna, dove le potenzialità dei piloti sono sempre più espresse in maniera alienante dalle tecnologie applicate alle vetture che guidano. Sono convinto che quell'8 maggio 1982, Gilles non sia morto, ma si sia tramutato in pura velocità. Noi tutti non siamo stati abbastanza pronti ad accorgercene.

webmaster: È bello leggere con quanta passione hai sintetizzato il fenomeno Villeneuve. Gilles è stato come un'onda, ha travolto ogni cosa che ha trovato di fronte al suo percorso, ha trascinato tutto e tutti in un vortice di sensazioni mai provate prima. È stata un'onda gigantesca, un'onda che non si poteva domare, è stata l'onda più grande. Ma un giorno, giunta alla sua spiaggia, l'onda si è frantumata, lasciandoci increduli. Come ha potuto fermarsi? Me lo sono chiesto mille e mille volte...
18/10/2003
Alessandro L.
Complimenti per il sito, ogni volta che mi connetto do una sbirciatina e vedo se ci sono aggiornamenti. Sono un fan accanito di Gilles ed ho conosciuto la sua storia purtroppo in una circostanza spiacevole, la morte di Ratzenberger, poiché quest'ultimo trovò la morte proprio alla curva Villeneuve sul circuito di Imola. Da allora è stato un crescendo di interesse per l'aviatore, che è diventato un esempio per me, perché con le sue gesta mi ha insegnato a non mollare mai!

webmaster: I ringraziamenti per le tue molteplici visite al sito sono d'obbligo. Ne approfitto per dirti che prossimamente ci saranno ulteriori aggiornamenti poiché abbiamo ancora molto materiale, raccolto in quest'ultimo periodo, da aggiungere.
19/10/2003
Karl G.
Più passano gli anni e più Gilles diventa una leggenda; diventa più di un qualcosa di astratto e in lui ritroviamo il nostro idolo, lo sentiamo nell'aria che ci avvolge e non piuttosto come una persona che ha vissuto in un passato ormai lontano. Le sue imprese sono diventate assolutamente impossibili da emulare nella Formula 1 di oggi e questo ci consente ancor più di rimpiangere ed ammirarne le gesta eroiche. Non per nulla in questo sito ci sono numerosissimi interventi e commenti di giovanissimi che non ricordano nemmeno il compianto canadese. Infatti, appena si scopre il mito magari attraverso una curva che gli è stata intitolata, oppure una citazione fortuita nelle rubriche televisive, basta soltanto informarsi e fare alcune ricerche per scoprire qualcosa che non si può più avere. Ed è proprio grazie al vostro sito che si può regalare un gustoso assaggio degli anni della febbre Villeneuve a coloro che non sanno ancora se Gilles sia stato un corridore oppure no!

webmaster: Grazie Karl, hai centrato in pieno l'obiettivo che il nostro (e vostro) sito si propone. Probabilmente la maggior parte delle persone che hanno vissuto gli anni in cui il talento di Gilles si esprimeva, hanno trovato in queste pagine immagini che hanno visto e rivisto più volte. Ma il fine ultimo e predominante di VENTISETTEROSSO è proprio quello di far conoscere Villeneuve a tutti coloro che lo hanno solo intravisto in qualche speciale televisivo oppure in vecchie pagine di giornale. La motivazione che ci ha stimolato ad intraprendere questa iniziativa e che continua a sostenerci è il nostro entusiasmo per un personaggio che non solo ha stravolto il modo di correre in pista (rimanendo comunque unico) ma che sopratutto ha lasciato in noi tutti una traccia indelebile della sua personalità. Le vostre testimonianze di affetto e gratitudine sono il motore che spinge il sito verso nuovi traguardi, con il pensiero a Gil naturalmente.
24/10/2003
Andrea T.
Pur avendolo consultato ancora poco, mi complimento con te per la completezza del sito e la ricchezza di immagini e video che ricordano le imprese di questo nostro grande pilota e uomo. Come disse il Grande Vecchio Enzo Ferrari: "Quando lo presi, tutti mi criticarono per la scelta fatta. Invece io ho creduto il lui e lui ci ha regalato l'amore della gente e ha dato tanta notorietà alla Ferrari". Questo forse è uno dei messaggi più toccanti del Commendatore sul nostro grande Gilles.

webmaster: In effetti Ferrari accettò l'ennesima sfida con sè stesso, assumendo questo sconosciuto canadese, e ancora una volta ebbe ragione. Però ad un certo punto del loro rapporto, si cominciò a parlare più di Villeneuve che guidava una Ferrari piuttosto che della Ferrari guidata da Villeneuve. Era solo un piccolo dettaglio ma per un uomo carismatico come Enzo Ferrari era rilevante e non certo marginale. Secondo la mia modesta interpretazione, sicuramente criticabile, nel 1982 qualcosa cambiò nel team e tutti sappiamo come andò a finire. Insomma, non riuscirono a dare a Gilles la tranquillità necessaria per svolgere al meglio il suo compito e probabilmente la vettura di quell'anno era la migliore monoposto che Villeneuve avesse mai avuto a sua disposizione prima. A te le conclusioni...
10/12/2003
Fabio C.
Certe cose si possono solo sentire dentro e non si possono spiegare. Questo sito è fantastico perché riesce a spiegare quello che io non riesco. Quando qualcuno ti chiede perché corri... non riesco a dargli una risposta. In questo sito c'è l'esempio di cosa hanno dentro i piloti e tutti quelli che hanno la passione per le corse (la vera passione, non i soldi) e la velocità. Non è da tutti capire la grandezza del mito Villeneuve; io ho solo 24 anni e purtroppo non ho avuto modo di vedere Gilles dal vivo, ma la sua fama riecheggia ancora adesso a distanza di anni dal suo incidente. Quando ho letto la biografia mi sembrava di leggere la mia vita ed ancora adesso che scrivo mi vengono i brividi. Non ci sono parole; la mia speranza è di essere almeno al 50% un Gil sia come persona che come pilota e già sarebbe un successo. Un'ultima cosa, ho trovato il mio mito: Joseph Gilles Henri Villeneuve.

webmaster: Tante volte nella mia vita mi sono riproposto di diventare come Gil ed altrettante volte mi sono accorto di non esserci riuscito. Forse non ne sono stato capace, forse non sono stato abbastanza motivato o forse, più semplicemente, non era la cosa giusta da fare. Mi sono reso dunque conto di aver sbagliato nel pensare di diventare come lui, avrei dovuto capire subito che ciò sarebbe stato impossibile, non è possibile eguagliare qualcuno, chiunque esso sia. Ritengo inopportuno tentare di emulare il proprio mito: un pilota, un cantante, il papà o il fratello maggiore. Penso che sia molto più impegnativo essere sé stessi e mettere in pratica gli insegnamenti delle persone a cui, in qualche modo, abbiamo voluto bene, questa è la vera sfida. Grazie per le tue belle parole.
05/01/2004
Carlo V.
Mi sono innamorato della Ferrari da bambino: avevo 6 o 7 anni e ricordo che rimanevo letteralmente incantato nel vedere la "Macchina Rossa" che danzava tra le curve guidata da quell'omino che, non capivo perché, mi dava gioia, felicità: Gilles Villeneuve! Permettetemi un ricordo anche di Didier Pironi: ad Imola avrà sbagliato ma resta un grande anche lui visto con gli occhi del bambino e, per questo, ancora più grande. La Rossa non mi è mai uscita dal cuore e, con lei, il ricordo e la nostalgia di Gilles: un canadese che fa innamorare un bambino della Ferrari, assurdo! Grazie Gilles, per avermi donato quella che è la mia passione, la più pura, la più pulita. In un momento, per me brutto, come questo, sono le vere passioni quelle che non ti tradiscono mai, ti fanno da guida e, potrà sembrare stupido, per me la Ferrari è la vera passione. Chiudo con un episodio che, col ricordo di Gilles, forse c'entra poco ma che mi ha fatto emozionare: giocavo con un bambino di tre anni che di lì a qualche giorno avrebbe festeggiato il compleanno. Gli chiedo qual'è il suo personaggio preferito che avrebbe voluto sulla torta e lui, per tutta risposta, con la sincerità tipica della sua età, mi dice: "Non è un cartone, è la Ferrari!" Le leggende sono tali anche per questo! Un giorno farò vedere a quel bambino le tue corse, Gilles e sono sicuro che amerà la Rossa ancora di più. Ciao Gilles, un pezzettino del mio cuore sarà sempre di tua proprietà.

webmaster: È sempre difficile, a volte inutile, dare giudizi sulle persone, a volte preferisco schivarli, nascondermi dietro l'indifferenza pensando che non sia mai successo niente, che quel qualcuno non sia mai esistito. In queste pagine abbiamo volutamente evitato ogni riferimento alle polemiche scoppiate dopo la gara di Imola e il successivo incidente di Zolder. Pironi e Mass? Lasciamo perdere... una sola cosa è certa: quel 25 aprile 1982, a Imola, doveva vincere una Ferrari ma vinse quella sbagliata. Almeno questo glielo dobbiamo riconoscere.
18/01/2004
Marco M.
Complimenti! Il più bel sito dedicato a Gilles che abbia mai visto. Mi sono emozionato e commosso nel sapere che c'è ancora chi si ricorda di lui come merita. Anch'io, come Enzo Ferrari, gli ho voluto bene e sono felice di sapere che qualcuno condivide con me questo sentimento. Oggi sono contento. Ciao a tutti.

webmaster: Oggi sarebbe stato il compleanno di Gilles, anzi, oggi è il compleanno di Gil e sicuramente anche a lui fa piacere sapere che ci siano tante persone le quali si sentono felici quando lo ricordano.
27/02/2004
Franco C.
Consulto con piacere, da fan di Gilles (mi ricorda gli anni belli e appassionanti della mia gioventù), il vostro sito e vedo che a volte ci sono appassionati che cercano informazioni su Villeneuve. Io in questi anni credo di aver recuperato, in termini di riviste, libri, poster e cartoline, quasi tutto quello che c'è in circolazione su Gil in Italia. Sono a disposizione di chi cerca documentazione sul pilota canadese; accetto anche eventuali scambi con altro materiale riguardante il Mito.

webmaster: Per quanti siano interessati alla proposta del nostro visitatore, questo è l'indirizzo email dove potete contattarlo: francocinquecinque@libero.it
07/04/2004
Alberto
Ciao, mi chiamo Alberto, ho 37 anni ed ho vissuto intensamente la "Febbre". Volevo salutarvi e dirvi che un mio pensiero di rammarico e perché no, di ammirazione, va a Didier Pironi. Ciao.

webmaster: Quando qualcuno ci lascia resta sempre una sensazione di vuoto, chiunque esso sia. Anche nel caso di Pironi, non possiamo certo infierire sul suo ricordo per i fatti accaduti dopo Imola ma indubbiamente è rimasta aperta una ferita, uno sgarbo mai chiarito... sospeso nel tempo.
13/04/2004
Ferruccio S.
Ti volevo solo dire che le parole che hai scritto nella homepage mi hanno fatto venire il magone, come padre e come figlio. Complimenti.

webmaster: Il sito è l'espressione di un sentimento profondo e fortunatamente ci sono ancora tante persone che, come te, riescono a comprendere e condividere certe passioni, grazie.
21/05/2004
Daniele R.
Mi sono guardato ben bene il sito e, devo ammetterlo, ancora mi commuovo quando vedo Gil. Ho 34 anni e penso che per quelli che, come me hanno avuto la fortuna di vederlo correre, sia impossibile dimenticarlo.

webmaster: Esattamente. Nonostante il trascorrere del tempo, Gilles è rimasto un punto di riferimento insostituibile; è stato un pilota "senza record" ma combattente e generoso. I successi rimangono scritti sui fogli di carta ma il ricordo delle persone si ferma nei nostri cuori... indelebile.
17/06/2004
Fortunato D. S.
Innanzitutto complimenti per il sito su Gilles. Bello, efficace e soprattutto coinvolgente. Non ho materiale da poter condividere via mail, ho solamente tantissimi poster. Al di là di questo vorrei dire una mia piccola impressione su di lui. Nello sport di oggi, purtroppo chi vince sembra aver ragione e soprattutto entra di diritto nella lista leggendaria di chi può dire: "Io ho lasciato in quella disciplina il mio segno incancellabile e quindi resterò per sempre nella memoria dell'umanità". Gilles è stato uno tra i pochi sportivi che con la sua carriera agonistica ha dimostrato che questa logica non è vera. Perché lui è stato un Asso del volante proprio come lo fu Nuvolari e credo di poter dire molto più di Senna. È difficile guidare una Formula 1 in un GP scrivendo contemporaneamente pagine di poesia. Ebbene Gilles è stato un Poeta del volante e permettetemi l'ardire nel fare questo paragone, ma è stato il "Poeta" per eccellenza al punto da sconvolgere il modo logico e freddo di pensare del costruttore più famoso della storia dell'auto ovvero Enzo Ferrari. Gil ancora oggi è vivo per la sua spontanea capacità di aver colpito il cuore della gente, di aver suscitato la fantasia di chi lo ha conosciuto generando così un'immensa reazione di gratitudine che lo ha visto paragonato ad un leggendario Aviatore; all'unico erede di Nuvolari; al solo uomo che poteva in parte colmare e lenire la mancanza di un figlio perduto troppo presto per Enzo Ferrari; ad un indomito combattente che anche quando la sua auto lo abbandona continua a lottare facendo a meno di una ruota; ma di più, perché aiutato dal destino, con le sue gesta è riuscito in un solo sorpasso ad unire una curva con un eroe fantastico qual'è Tarzan, il re della giungla; tanto forte e spietato nella guida ma altrettanto leale e fido compagno di squadra per un campione del mondo: Jody Scheckter. Concludo evidenziando che, Gilles, nonostante non ha mai e ripeto mai vinto un campionato del mondo è vivo al tal punto che Michael Schumacher nonostante i suoi 6 mondiali, pur vincendone altri 6, non potrà mai creare nell'immaginario collettivo una favola tanto bella e luminosa come quella del compianto pilota canadese.

webmaster: I concetti che hai espresso sono profondamente veritieri. Vorrei solo aggiungere che Gilles, a differenza di tanti altri piloti che vengono definiti "Campioni", non ha mai corso per essere il migliore di tutti ma ha corso espressamente per appagare la sua interiorità. Così facendo non ha mai suscitato quell'inconscia antipatia che si crea intorno a chi vuol essere il primo ad ogni costo. Ecco spiegato perché ancora oggi viene ricordato dai tifosi con simpatia e amorevole cordoglio. Non voleva essere il migliore ma semplicemente sé stesso. Questa è stata la sua vittoria più bella.
21/06/2004
Simone
Grazie per aver creato un sito dedicato al mio pilota di Formula 1 preferito. Io purtroppo ho 25 anni e non ho potuto vedere le gare disputate da Gil, mi sono dovuto accontentare di spezzoni di GP, di qualche intervista e di un libro. Anche se non ho vissuto in prima persona la "Febbre Villeneuve", sono molto legato a questo semplice uomo dal coraggio infinito e dall'animo genuino, che non ha mai ceduto e che si è messo sempre in gioco rischiando il tutto per tutto. Ogni volta che rileggo o ripercorro col pensiero la storia di Gil, rimango affascinato e penso sempre di più che sia una favola, soprattutto per l'incontro con Enzo Ferrari ed il rapporto che c'era fra loro. Per fortuna della leggenda, il destino ha voluto unire questi due grandi uomini!

webmaster: Indubbiamente fra Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve c'era una familiarità particolare. Il costruttore di Maranello aveva fiutato e poi coltivato un personaggio unico, un pilota che ad un certo punto della carriera stava rischiando persino di oscurare il marchio del cavallino rampante. Le loro affinità erano molteplici ma si accomunavano soprattutto per schiettezza e volontà, sembravano padre e figlio per quanto s'intendevano. Dopo la scomparsa di Gil la Formula 1 perse un punto di riferimento ma sicuramente, dopo la morte del "Grande Vecchio", anche la Ferrari non fu più la stessa.
21/07/2004
Lorenzo
Ho appena finito di vedere per l'ennesima volta un filmato trasmesso dal satellite che parla di Gilles e, come al solito, gli occhi sono diventati improvvisamente lucidi vedendo quegli irripetibili sorpassi con René ed ascoltando le parole di Enzo Ferrari dopo la scomparsa di colui che, per tutti noi, è ancora oggi un esempio, un mito. Così, consapevole di riprovare emozioni forti, mi sono collegato nuovamente a questo sito (lo avevo già visitato un paio d'anni fa, in occasione del ventennale della scomparsa di Gilles) e, senza più meravigliarmi come allora, sono scoppiato di nuovo in lacrime come un bambino, soprattutto leggendo le testimonianze di altri che, come me, sono stati affascinati da quel grande uomo, esempio di lealtà e coraggio che è stato il mitico Ventisetterosso. Non posso fare a meno di ricordare quando, da piccolo, mio papà mi portava all'autodromo di Monza per vedere le prove del G.P. di Formula 1 e rimanevo estasiato nel vedere quei bolidi sfrecciare in Parabolica a pochi metri da me. In quegli anni ha cominciato a scorrere nelle mie vene quella passione per i motori che non mi ha mai abbandonato. Quando entravo nella mia cameretta guardavo in alto e vedevo il poster con il viso di Gilles sovrapposto a quella Ferrari numero 27 e sognavo, un giorno, di diventare un pilota come lui... Quello stesso poster che in quel maledetto giorno del 1982 mi vide in lacrime quando mio padre tristemente mi disse: "Lorenzo, è morto Villeneuve." Pur avendo solo 6 anni, e non sapendo bene cosa fosse la morte, ho avuto la triste consapevolezza che non avrei mai più rivisto in azione il mio eroe e corsi via piangendo e fissando in lacrime il viso di Gilles, come per cercare un perché di quello che era appena successo. Questa immagine è fissa e indelebile nel mio cuore. Ciao Gil! Grazie Webmaster per il sito e per le emozioni che ci permetti di vivere ancora.

webmaster: Mi hai fatto tornare in mente un pomeriggio di tanti anni fa, ero in camera mia e giocavo a Subbuteo (ti ricordi? Il calcio in punta di dito), ero molto appassionato e mi divertivo parecchio, anche nei tornei. Ad un certo punto, la mamma mi chiama per dirmi che alla radio avevano appena dato la notizia dell'incidente a Villeneuve durante le prove; i comunicati erano scarsi ed imprecisi, sembrava che ci fosse ancora qualche possibilità, che fosse solo un brutto incidente. Scoppiai in lacrime, attesi trepidante fino alla sera, poi la notizia più inattesa: Gilles non c'era più, mi aveva lasciato! Piansi per un mese intero, avevo 17 anni ma non ero ancora abbastanza grande per sopportare un simile dolore. Mi ricordo ancora, come se fosse ieri, quel pomeriggio di tanti anni fa, stavo giocando a Subbuteo e quella, non lo sapevo ancora, sarebbe stata la mia ultima partita.
03/08/2004
Alessandro
Grazie per aver realizzato questo sito, con il quale Gilles vive ancora! Io sono del 1979, quando l'"Aviatore" è scomparso avevo solo tre anni, ma di lui mi ha parlato sempre mio papà, uno dei tanti contagiati dalla FEBBRE VILLENEUVE.

webmaster: In effetti, come dici tu, sembra che sia ancora in corso un vero e proprio contagio. Evidentemente il ricordo di Gil è tuttora ben presente nel cuore di tutti gli appassionati, grazie.
05/08/2004
Bianca
Questo sito è il mio preferito. Ho 46 anni ed ho vissuto la febbre Villeneuve fin dall'inizio. Forse l'unica cosa che non so di Gilles è il suo numero di scarpe; lavoravo al centralino di una ditta a quei tempi ed il mio ufficietto di 2 metri per 3 era tappezzato dei suoi poster. Lo adoravo ed ancora oggi, dopo 22 anni, mi manca tanto. Mi mancano la lealtà e la presenza di una persona così piena di valori. Ho visto la trasmissione "Sfide" l'altra sera, mi si è stretto il cuore, ma poi ho pensato che, in chi lo ha apprezzato, il ricordo vive sempre. Ho un figlio di 19 anni che nella sua camera ha il poster di Gilles e dice che non lo toglierà mai; anche se non lo ha conosciuto, quando sente parlare di lui alza le antenne. Gil ci manchi.

webmaster: Il ricordo di Gilles Villeneuve è sempre vigoroso, immutato nel tempo; la sua forza è stata quella di attrarre su di sé l'affetto della gente ed oggi, nonostante che in Formula 1 si siano succedute molte generazioni di piloti, la nostalgia per il piccolo canadese continua a sedurre ed affascinare anche coloro che non lo hanno mai visto gareggiare ai suoi tempi.
10/12/2004
Mariano C.
Ho ritrovato un vecchio disco in vinile leggero, uscito con un Autosprint. L'ho messo sul piatto del giradischi (ed anche questo è strano in tempi di cd, dvd e diavolerie laser) e, da lì come per incanto, è uscita la voce di Gilles: "Io credo che quando io fare un incidente, dentro la stampa o dentro la televisione o dentro la testa della gente, è come se io ha fatto cinque incidenti..." Ho 38 anni, ne avevo sedici nel 1982, ma non c'è tachipirina per la FIEVRE...

webmaster: Sì, è vero, sono passati tanti anni; quel disco in vinile è ormai quasi un pezzo d'antiquariato, eppure, nel riascoltare quelle parole, mi ritornano in mente le sensazioni che ho vissuto in quel periodo. Il ricordo struggente di quella voce mai sopita nel cuore di ognuno di noi.
26/12/2004
Vera F.
Grazie per aver fatto questo sito in onore dal grande Gilles. Fa rivivere emozioni mai dimenticate, ma conservate nel cuore perché Gilles era il mio idolo e lo sarà per sempre; ciao a tutti.

webmaster: Ogni giorno riceviamo testimonianze di affetto ed ammirazione come la tua. Gilles è sempre il filo conduttore di una passione che non ha mai smesso di fare proseliti nonostante l'inesorabile trascorrere del tempo.
23/01/2005
Andrea R.
Gilles per me è stato "l'evento" della Formula 1, nessuno era stato come lui fino ad allora e nessun altro sarà come lui dopo. Ha dato la vera interpretazione di questo sport e ne è diventato la leggenda. Quello che tuttora il suo ricordo suscita nelle persone è incredibile. Complimenti per il sito, è un vero punto di riferimento, grazie.

webmaster: La vera forza di Gil è stata di mostrare a tutti non tanto quello che era in grado di fare, ma piuttosto quello che era il suo modo di essere. Questo non è certo semplice, si rischia di scoprirsi, di far affiorare le proprie debolezze e, quando si è un personaggio pubblico, non sempre è facile farsi accettare. Gilles ci è riuscito, ha dimostrato di essere una persona genuina, motivata solamente dall'entusiasmo e dalla voglia di far bene.
21/04/2005
Cristiano Q.
"C'è nel cielo una stella, si chiama Villeneuve, tutti sanno dov'è, tutti sanno qual'è. È una piccola stella, la stella Villeneuve, ma lassù nel cielo e nei nostri cuori, quella piccola stella non morirà mai". Era scritto su un cartello appeso ai cancelli di Fiorano nei giorni successivi all'8 maggio '82. L'ho imparata subito a memoria e da quel giorno è il mio ricordo più bello dell'amore per Gilles. Complimenti per il sito, davvero notevole, ciao.

webmaster: Furono tante le testimonianze d'affetto che, nei giorni successivi alla scomparsa di Gil, sommersero, nel vero senso della parola, l'accesso alla pista privata della Ferrari. Ancora oggi siamo qui a dimostrare che tutto ciò non fu retorico, come tante volte accade, ma un intenso e profondo sentimento nei confronti del pilota canadese che non è mai venuto meno a distanza di anni.
17/05/2005
Anna N.
Mi chiamo Anna, ho 35 anni ed ho indirettamente gravitato nel mondo delle corse sin da bambina; fin dai primi anni settanta sentivo masticare di motori a vari livelli in casa mia, la nostra piccola azienda meccanica stampava per le grandi industrie. Tempo dopo mio padre lavorò a livello dirigenziale per il gruppo Maserati. Quando Lauda tornò alle corse ridiedero il filmato alla tele... quel rogo mi colpì e forse da piccola innocente pensai che i piloti fossero immortali. Non passò molto tempo che già conoscevo a memoria i numeri, i nomi dei piloti, dei motori, marche di gomme e il tipo di carburanti. Poi arrivo lui! Il piccolo, dolce e temerario Gilles; il mio amore per lui e per il suo coraggio senza pari divenne sconfinato. Un amore sano, s'intende, un amore alto e puro. Anche se, come tanti, tappezzai la mia camera dei suoi poster e misi un suo adesivo sulla mia prima bici, credo di essere fra quelli, come ho già detto mille volte, che hanno il suo nome impresso a caldo sul cuore. Sono sempre stata una ragazzina atipica; carina ma non troppo, ero sempre intenta a riparare quel motorino che mio padre non voleva che usassi... studiosa ma non abbastanza... pensavo sempre a come costruirmi una vita diversa dal solito, bravissima a disegnare, a fare le vignette e a scrivere le poesie (a lui ne dedicai a migliaia). In quel periodo ascoltavo i grandi successi di John Denver, che per dolcezza e spirito, lo vedevo come l'alter ego di Gilles. Raccolsi centinaia di giornali, di ritagli e di foto, con cura e meticolosità; poi un giorno, come un fulmine a ciel sereno, il terzo dopo la morte di Gil e quella del mio adorato nonnino (unica figura familiare vera di casa mia), mi dissero: "Ci trasferiamo!" e infatti non siamo più tornati. Addio al mio cortile con il quale facevo le gimcane spaccando i parafanghi alle bici e facendo saltare le catene gareggiando poi con la mia più cara amica Annalisa, per vedere in quanto tempo le avremmo rimontate. Chi avrebbe mai detto che anche un semplice trasloco avrebbe fatto sparire tutto quanto avevo raccolto su Gil in tutti quegli anni? Qualcuno mi disse che poco ancora e non ci avrei pensato più e quei ritagli sarebbero rimasti nella mia mente come cartaccia. Sono passati più di vent'anni, sono "grande" e sposata, ma non so cosa darei per riavere anche un solo pezzo di quello scatolone pieno di ritratti di Gilles, ma in un certo senso ecco che mi rispondo che i piloti lasciano il segno comunque, soprattutto Gilles che è immortale nelle nostre piccole vite empatiche! Ed è così che rido alla faccia di chi adesso ha, al mio posto, quello scatolone (vuol dire che non ha capito niente di cosa significa avere un beniamino come Gil) o alla faccia di chi, pensando fosse cartaccia, lo ha gettato al macero! Il mondo delle corse per me terminò l'8 maggio 1882, ma ... Ciao Gilles, non ho mai smesso di pensare al tuo coraggio, alla tua vita limpida ed al tuo sguardo pulito da ragazzo perbene, alle tue peripezie affrontate con enorme dignità, con estro mirabile ed inconsueto, sempre con un disarmante sorriso genuino stampato in volto; anche a me a volte mi viene detto che sono un po' pazza, oppure incosciente: me lo hanno detto decine di persone mentre prendevo in braccio un cane totalmente paralizzato, abbandonato, investito da un'auto e che adesso corre più della mia cucciolona mastina di 6 anni! Ebbene, non solo una volta ho potuto dimostrare l'esatto contrario, ma tutte le volte che mi è stato detto "pazza-incosciente" da uomini o donne tiepidi ed insipidi come non mai, gli ho risposto: "Perché non chiedi chi era Gil?... Perché?..." Perché lui non mollava mai! Uno strano destino il mio, dentro quello scatolone c'erano i biglietti mai utilizzati di Monza 1982, avevo rotto le "cosiddette" a tutti per avere i pass dei box di Imola, ma dovetti accontentarmi di quelli di Monza '82, uno strano destino il mio!

webmaster: Qualche riga per descrivere una vita. Sei riuscita con poche parole ad esprimere la sofferenza che hai imprigionato dentro di te da quel tragico giorno di maggio. Non bastano gli anni che passano a far svanire i nostri ricordi e non basta l'aspettativa per il futuro a farci dimenticare chi siamo stati e chi abbiamo amato, ma è sufficiente sforzarsi di essere migliori per non essere dimenticati...
16/06/2005
Gianfranco F.
Di Gilles non ho mai potuto vederne le prodezze ed il coraggio mentre correva però, grazie ad un amico trovato in chat, ho potuto capire il carattere ed il temperamento di Gil attraverso questo sito. Molto bello davvero. Gilles mi ha fatto comprendere che cosa significa la vita e cioè non arrendersi mai neanche all'evidenza più grande. Verso di lui mi sento in debito e non posso fare altro che cercare di essere come lui nella vita. È un po' come Achille interpretato in un film da Brad Pitt, dove un bambino lo chiama perché c'è un guerriero grande e grosso che vuole sfidarlo ed il bimbo lo prega di non andare perché fa paura. Achille gli risponde dicendo: “Se hai paura sarà per questo che non sarai ricordato”. Anche quando gioco a calcio mi ispiro a Gil anche se è uno sport diverso, ma questo non mi impedisce di essere onesto, leale, di non arrendermi mai neanche se perdo 100 a 0 e soprattutto tenace come Gilles. Per il momento mi piace ispirarmi a lui, perché campioni ce ne sono stati tanti, ma nel suo genere è tuttora l'unico. Ringrazio sia te che il mio amico incontrato in chat per avermi fatto conoscere Gil. Il nickname del mio amico era Aviatore perché Gilles era soprannominato così. Vi ringrazio ancora e spero di ritornare qui per leggere tante altre notizie sul mitico campione.

webmaster: Hai proprio colto l'essenza di Gil; l'Aviatore correva in quel modo forsennato, spregiudicato, senza paura, proprio perché era così che aveva concepito tutta la sua vita. Non riusciva a fingere, era sempre sincero, si impegnava sempre al limite, in ogni occasione, che fosse una gara o nella vita di tutti i giorni. Ha dato agli altri tutto quello che poteva, tutto sè stesso, fino all'estremo sacrificio...
12/07/2005
Giampaolo
Ciao, veramente complimenti per il sito sul quale sono giunto per caso. Quel tragico giorno stavamo correndo una gara di kart in un paese tra le Marche e l'Umbria. Rileggere le tue emozioni è stato come rivivere le mie. Ti saluto con cordialità.

webmaster: Il mio primo pensiero nel dedicargli questo sito è stato quello di condividere con gli altri quelle stesse emozioni che ognuno di noi ha vissuto nel vederlo correre, inseguendo quel sogno che purtroppo non si è mai avverato, ma siamo in tanti a ricordarlo ogni giorno per dirgli che quel sogno non è ancora terminato. Grazie a tutti quelli che, come te, riescono ancora ad emozionarsi nel nome di Gil.
21/09/2005
Simone C.
Davvero un sito fantastico, ricco di belle foto, filmati e notizie dettagliate. Complimenti davvero! Ho una piccola richiesta: un bel sito su Michele Alboreto, altro grande campione (anche di umanità) indimenticabile. Complimenti ancora e grazie per aver creato un sito così, con un rimpianto: magari la Formula 1 odierna fosse quella dei duelli del grande Gilles. Un saluto.

webmaster: Sicuramente Michele Alboreto aveva in comune con Gilles la sincerità e la schiettezza. Non dimentichiamoci che nel controverso processo alla scuderia Williams, riguardante l'incidente mortale di Senna, fu l'unico pilota che prese le difese del campione brasiliano imputando tutte le colpe al team inglese che in quel di Imola '94 rattoppò (nel vero senso della parola) il piantone dello sterzo sulla vettura di Ayrton. Sicuramente Alboreto, dopo aver trovato un posto nel cuore dei tifosi, ha sicuramente già trovato spazio anche sul web.
12/12/2005
Francesco P.
Nel 1982 avevo 15 anni. Erano già quattro anni che spendevo le mie paghette per comprare Autosprint e Rombo. Per me la Formula 1 era una febbre. Ricordo la genesi di quella splendida macchina turbo, scelta perché la vettura con il "Comprex " era troppo complicata. Ricordo Gilles, implacabile, sfidare le leggi della fisica e la sfortuna. Lo ricordo in quel di Cernobbio a Villa d'Este, durante una gara promozionale di motoscafi di Tullio Abbate, piccoli sea-star da 7 metri; non ce n'era per nessuno, era velocissimo. Quel maledetto giorno ero in giro in bicicletta con gli amici. Lo seppi nel tardo pomeriggio e piansi. Pregai che non fosse vero. Ricordo le immagini del funerale, ricordo un modellino di 126 C2 in mezzo ai fiori. Ricordo la copertina nera di Rombo, ricordo quelle maledette immagini del volo, del sedile, del paletto. Ero inconsolabile. Ricordo che per me la Formula 1 finì lì e rimase in quel periodo. Ancora adesso, ogni volta che in TV c'è un servizio su Gilles, mi commuovo.

webmaster: Sentimenti che condivido con te e che in tanti abbiamo provato. Gil era uno di famiglia, un parente stretto, un fratello ed un padre. La sua perdita non è mai stata colmata ed il suo ricordo è indelebile nei nostri cuori... vive in noi, nei nostri pensieri ogni volta che lo rammentiamo.
18/02/2006
"olivari"
Ho scoperto il sito per caso, sono un grande fan di Gilles. Complimenti, il sito è fatto benissimo.

webmaster: Come avrai potuto notare la struttura del sito non è professionale ed accattivante come tanti altri che sfruttano tecnologie e professionisti del settore. Abbiamo però voluto badare più ai contenuti che alla grafica e penso che, grazie anche al contributo dei visitatori, stiamo riuscendo a renderlo sempre più completo. I complimenti comunque fanno sempre piacere.
04/03/2006
Andrea
Purtroppo quando Gil è scomparso avevo solo quattro mesi, ma grazie a questo sito ed alla passione di mio papà, ho scoperto cosa vuol dire la "febbre Villeneuve"; invidio tutte le persone che hanno potuto seguirlo ed ammirare le sue imprese! Ciao.

webmaster: La "febbre Villeneuve" continua a colpire a distanza di tanti anni e nessuno ne è immune, ci vuole poco per esserne contagiati; basta guardare un video con sorpassi mozzafiato, leggere qualche frase detta con la sincerità di un bambino ed ammirare le immagini di momenti vissuti e mai dimenticati per non guarire mai più. Questo era ed è Gilles Villeneuve.
08/05/2006
Adelfio
8 maggio 1982, a Zolder, durante le prove del GP del Belgio, muore a soli 32 anni Gilles Villeneuve, tra i più amati piloti della Ferrari. A 24 anni dalla sua scomparsa, il suo ricordo è sempre vivo in noi che lo abbiamo amato.

webmaster: Tutti questi anni non hanno mitigato il dolore per la perdita del pilota che più di tutti ha incarnato la magia dell'eroe buono, di colui che si è battuto per i propri ideali, senza compromessi, senza paura. Questo era il suo coraggio: lottare e soffrire non per essere il migliore, ma per essere migliore.
08/05/2006
Elisabetta G.
Ciao Gilles, oggi ti ho portato una rosa per dirti, ancora una volta, che ti voglio bene, che sei sempre nel mio cuore e che non ti dimenticherò mai, ma anche per ringraziarti dei due piccoli miracoli che ci hai regalato ad Imola il giorno del Gran Premio. Con mio marito ed i miei due bambini, infatti, il 23 aprile siamo andati a vedere la gara e, pur essendo stati lì in pratica solo un giorno, siamo riusciti perfino a vedere Jacques, che ci ha fatto l'autografo e con cui abbiamo fatto anche alcune foto, ma non solo: il mio grande desiderio, più grande forse di quello di vedere la gara, era quello di andare a visitare la piazza che il comune aveva intitolato a Gilles e la relativa mostra, ma non sapevo davvero se ce l'avremmo fatta. Con due bambini, infatti, alla fine della corsa eravamo stanchissimi, oltre che stracarichi di cose più o meno necessarie. Per cui mio marito non era proprio d'accordo sulla possibilità di mettersi a cercare dove potesse essere la piazza, oltretutto in mezzo al traffico dovuto alla fine della gara e nella totale ignoranza circa le strade di Imola, che conoscevamo solo per quando, "ai bei tempi", venivamo con il treno, armati di tenda e sacchi a pelo. Fatto sta che, quando siamo arrivati alla macchina, ci siamo accorti che piazza Gilles Villeneuve era lì davanti! Da dove eravamo posteggiati all'arco da cui si entra nella piazza, saranno stati sì e no venti metri! Sono stata felicissima e non ho potuto fare a meno di pensare che, con il mio immenso desiderio di vederla e con tutta Imola a disposizione per posteggiare, come poteva essere solo un caso quello di essere finiti proprio lì?! Quindi grazie Gilles... di tutto.

webmaster: Grazie per la tua coinvolgente testimonianza di una giornata felice nel nome di Gilles.
05/06/2006
Luigi B.
Ciao, sono un grande fan di Gilles. Da poco ho un computer ed ho subito cercato nel web qualcosa su di lui. Ho trovato il vostro sito: è fantastico e fatto da chi gli voleva veramente bene. Grazie di cuore. Io ho parecchio materiale video su Gilles: filmati VHS e DVD fatti da me con montaggi amatoriali; posseggo anche vari libri e tutti i numeri di Autosprint dagli anni settanta ad oggi. Purtroppo non ho ancora uno scanner per potervi inviare qualcosa. Comunque, per chi ama Gilles e volesse mettersi in contatto con me, lascio il mio indirizzo di posta elettronica, ciao a tutti.

webmaster: Eccoti accontentato, naturalmente aspettiamo qualche contributo non appena sarai attrezzato per farlo: gabinonuberone@libero.it
19/06/2006
Michele M.
Ciao Ventisetterosso, sono Mike. Anch'io sono stato colpito dalla febbre Villeneuve guardando sui DVD le imprese del piccolo canadese, tra i quali cito il mitico duello con Arnoux nel 1979 a Digione. Avevo 5 anni quando successe quell'incidente incredibile a Zolder nel 1982, ma quando lo rivedo in TV mi sembra come se egli fosse ancora presente tra noi perché voleva volare oltre, nella leggenda, anche dentro ai nostri cuori, per sempre. Gilles, piloti come te non ce ne saranno mai più!

webmaster: Ogni stagione automobilistica ha avuto i suoi eroi, piloti per il quale si è detto: "Mai più come lui". Tutto questo prima e dopo il tempo di Gil, ma quanti come lui hanno veramente lasciato il segno? Quanti come lui vengono ricordati con l'affetto ed il dolore del giorno dopo? Sembra sempre ieri l'incidente di Zolder, ma sono passati 24 anni e Gilles vive e vince ancora. Tutto questo è la sua vittoria più bella.
01/08/2006
Angelo
Oggi è un giorno di festa per i Ferraristi: splendida doppietta in Germania e campionato riaperto. Spinto dalla mia passione sono arrivato su questo bellissimo sito per rinnovare il ricordo indelebile del nostro Gilles. Ho letto le poesie e visto le immagini e, stasera come quell'8 maggio di 24 anni fa, è uscita una lacrima. Il tempo non può cancellare certe emozioni, emozioni rimaste uniche, nonostante le vittorie di questi anni. Perché Gilles era la Ferrari! Nessun altro pilota è riuscito ad identificarsi così tanto nella mitica macchina che guidava. Oggi vince la Ferrari, allora vinceva Gilles! La mattina di domenica 9 maggio 1982, mi svegliai presto con un'infinita tristezza e con la speranza che si fosse trattato solo di un brutto sogno. Accesi la radio e come prima canzone trasmisero "Paradise"... e capii. Resta tuo il nostro cuore, GILLES.

webmaster: I tempi sono cambiati, ma i ricordi non si cancellano; oggi vincono le vetture, le gomme, l'elettronica e la tecnologia in genere ha preso il sopravvento sulle capacità del pilota, il quale è diventato un'estensione del mezzo. Negli anni '80 quando le Formula 1 erano ancora in una fase di sviluppo tecnico non esasperato, il pilota guidava con i muscoli e con il cuore ed il coraggio poteva ancora fare la differenza. Non so se fosse meglio prima o è meglio adesso, ma io non mi diverto più...
06/09/2006
Tomas B.
Non avevo nemmeno 10 anni ed anche io in quel maledetto sabato sera dell'8 maggio 1982 piansi amaramente. Per me, con la fine di Villeneuve, è terminata la Formula 1 migliore. Ora faccio molta fatica ad appassionarmi e non mi bastano le vittorie di Schumacher. Accetterei anche altri 10 anni senza campionato mondiale ma con un Villeneuve che desse quelle emozioni che nessun altro è più riuscito a dare. Un saluto a tutti e ancora grazie Gilles! Un grazie particolare a voi che avete creato questo sito: mi avete fatto emozionare...

webmaster: Il numero di vittorie non conta quanto il modo in cui sono state ottenute. È vero, Schumacher ha vinto tanto, non ci sono dubbi, se guardiamo i numeri è in cima a tutti. Ma i pochi successi di Villeneuve sono stati raggiunti in maniera limpida, cristallina. Quante polemiche invece Michael Schumacher si porta dietro da quando ha debuttato in Formula 1? Quante ombre ci sono su alcuni suoi comportamenti in pista durante una carriera lunga ben 15 anni? Gilles ha corso per sole 6 stagioni, e nemmeno complete, nella massima formula. Non me ne vogliano i tifosi del pilota tedesco, sono solo cifre, fredde ed inutili se non per riempire di inchiostro le pagine di un libro, non certo per riempire i cuori di tremende emozioni. A Gil è mancato solamente il tempo per scrivere più volte il suo nome nell'albo del campionato mondiale, era solo una questione di tempo... ma il suo cronometro si è fermato definitivamente nel 1982.
06/10/2006
Debora
Ciao a tutti, volevo ringraziarvi e farvi i complimenti per questo splendido sito che avete realizzato perché è molto completo e risponde a tante mie curiosità. Grazie per le foto, i filmati e la biografia. Quando mi sento triste ed ho voglia di rifugiarmi da qualche parte, entro in "Ventisetterosso" e trovo Gilles, che attraverso i video e le immagini riesce a distrarmi. Ho sentito per la prima volta la voce di Gil grazie a voi, complimenti ancora. Ciao e grazie.

webmaster: In fondo, gentilissima amica, hai colto lo spirito del nostro lavoro e cioè, quello di dare a tutti la possibilità di conoscere meglio oppure di scoprire un personaggio le cui gesta appartengono ormai al passato. Purtroppo quello che non possiamo trasmettere a tutti coloro che non hanno vissuto quei tempi in prima persona, sono le emozioni ed il batticuore che Gilles era in grado di trasfondere in tutti noi. Grazie per le tue belle parole.
31/10/2006
Francesco E.
Oggi ho quarant'anni. Fino al 1982 ero un fanatico della Formula 1 e riconoscevo tutti i piloti dal casco (molto meglio e più velocemente di Poltronieri!). Dopo Zolder il gelo; non ho più guardato un GP per anni. Poi c'è stato Senna ed ho ricominciato a buttare l'occhio sulla TV, ma sempre con molto distacco. Schumacher, seppur un grande, non mi ha mai entusiasmato. La vera Formula 1 non c'è più stata per me. Hai ragione, webmaster, sembra ieri. Gil non lo dimentico. Grazie per tenere accesa la fiammella. Come vorrei che i giovani che stravedono per Schumi ed Alonso avessero visto, ma non sapranno mai. Un saluto.

webmaster: Sembra quasi che tu abbia raccontato la mia storia così come quella di tanti altri ammiratori di Villeneuve. Aggrapparsi ai ricordi serve, come dici tu, a tenere accesa quella fiammella che ci mantiene vivi, che ci ricorda chi siamo stati e cosa abbiamo fatto, nel bene e nel male. Ti assicuro però che le nuove generazioni, quelle arrivate dopo il 1982 per intenderci, Gilles lo conoscono eccome; non hanno solo potuto vivere in quel tempo, ma la differenza tra lui ed i piloti di oggi la comprendono e l'apprezzano comunque, perché Gil è come una di quelle favole buone, che incanta, anche quando ci viene raccontata da qualcun'altro.
07/11/2006
Alessandro C.
Scopro solo ora questo bel sito. Grazie a voi che lo curate con passione ed amore. Quanti ricordi! Le famose "gioie terribili" di cui parlava Enzo Ferrari. Da qualche parte dovrei avere una foto di Monaco '81, se la ritrovo, la regalo a Ventisetterosso. Ciao.

webmaster: Grazie a te per essere "uno dei nostri", uno di quelli che condivide con noi i sentimenti d'affetto per Gilles. La foto l'aspettiamo eccome: contribute@ventisetterosso.it
07/11/2006
"Borellik"
Non ho mai pianto per una persona che non conoscevo personalmente, ma quando morì il grande e straordinario Gilles io ho pianto... avevo 17 anni nel 1982. Rimane il pilota che mi ha dato più emozioni di chiunque altro... più di Senna, più di Schumi. Volevo, nel mio piccolo, fare un sito dedicato proprio a lui, ma quando ho visto questo, ho capito che non ce ne era bisogno... complimenti al webmaster.

webmaster: Gentilissimo amico e coetaneo (anche io avevo 17 anni nel 1982 e come te piansi molto), grazie per l'apprezzamento riguardo a Ventisetterosso. Cordiali saluti.
20/12/2006
Alessandro O.
Mi chiamo Alessandro, ho trentasei anni e sono sempre stato un tifoso di Gilles, crescendo a pane e Formula 1 da quando ne avevo sei. Nel 1976 al G.P. di Montecarlo ero in tenda con mio babbo e mio zio, quattro giorni di acqua... ma che spettacolo! Era il 1981, a Zeltweg, quando vidi Gil dal vivo per l'ultima volta; eravamo la solita combriccola, babbo, zio ed altri amici, ma non in tenda, bensì in una locanda sperduta in un paesino di nome Kleinfehistritz (speriamo si scriva così). Era il periodo che ancora c'era l'esodo di massa per l'Austria ed il circuito era spettacolare, velocissimo, con la "Bosch curve" da brividi. Fece 3° in prova con un miracolo, aveva una macchina che andava di traverso anche sui rettilinei e per il G.P. disse: "Vi prometto che il primo giro lo faccio in testa, poi non lo so". La domenica mattina si creò da subito un clima d'attesa spasmodica, eravamo consapevoli che con quella macchina non avrebbe potuto fare altro che navigare nelle retrovie, ma quella frase aveva incendiato gli animi. Il primo giro lo fece in testa e le tribune esplosero in sequenza con un tifo da stadio: prima le centrali, poi quelle alla "Mercedes", a seguire quelle del "campeggio in alto" e poi dove eravamo noi, alla "Bosch". Nel secondo giro, per resistere agli attacchi, fece subito un dritto alla chicane Mercedes e perse posizioni, all'undicesimo giro finì la corsa proprio sotto di noi contro il guard-rail, scese dalla macchina e salutò la folla, che da quel momento si dedicò più alla birra ed ai würstel che alla gara. Era stato di parola e tornammo a casa felici e contenti, come se avesse vinto ed in effetti lo aveva fatto. Sono veramente commosso nel vedere quante persone sono affezionate a Villeneuve, pensavo di trovare solo gente dai 30/40 anni in su e invece... Il virus non è stato isolato e la febbre continua! Grazie di cuore a coloro i quali lavorano a questo sito ed a tutti quelli che, con messaggi, foto, filmati, ecc., tengono ancora acceso il motore per Gilles.

webmaster: Ancora una preziosa testimonianza dal passato, vissuta in prima persona e raccontata con quella passione che contraddistingue ogni tifoso di Gil. Grazie.
20/12/2006
Pierfrancesco
Il miglior sito di tutti i tempi! Continuate così.

webmaster: Un grazie a te per il tuo apprezzamento.
23/12/2006
Francesco F.
Nel 1979, dopo la vittoria di Scheckter ed il secondo posto di Gilles nel mondiale, Forghieri disse che la sua squadra ideale era composta da Villeneuve e da Regazzoni, che quell'anno fece una grande stagione. Grazie per esservi ricordati di Clay, uno di quei piloti che come il nostro Gilles hanno solo sfiorato il titolo, ma che non ne avevano bisogno per vincere nel cuore degli appassionati. Buon Natale a tutti.

webmaster: Era una persona coraggiosa Clay Regazzoni, onesta, schietta e sincera, forse l'alter ego di Villeneuve per il suo modo di concepire la vita e le corse. Sono stati avversari per tante volte in pista e nel 1978 si toccarono ed uscirono di gara proprio nel Gran Premio di Long Beach, che per Clay sarebbe stato drammatico qualche anno dopo. Non ci furono polemiche, ognuno sostenne la propria versione, ma tutto finì lì, da sportivi, uomini veri. Purtroppo il destino di Regazzoni è stato forse più amaro di quanto riservato a Gilles, poiché costretto ad un'immobilità parziale che lo ha condannato per il resto della sua vita. Ma è proprio accettando e vincendo questa sfida, che nessuno di noi vorrebbe mai affrontare, che Clay Regazzoni ha mostrato tutto il suo indomito carattere. È stato un grande ed è per questo che sarà ricordato, scolpito per sempre, in una pietra miliare dello sport.
18/01/2007
Marco
Permettetemi di ricordare oggi Gilles nel giorno del suo 57° compleanno. È stato il mito dei miei vent'anni ed ancora oggi che sono più grande, porto nel cuore un grandissimo ricordo di lui. È stato un grandissimo pilota, un grande papà ed un grandissimo uomo. Lo porto sempre come esempio di onestà e caparbietà ai miei figli ormai grandi. Il suo ricordo mi commuove ancora oggi. Grazie Gil, sei uno dei più bei ricordi della mia gioventù. Ti ho voluto bene. Mi manchi, ciao.

webmaster: Tutti noi ci uniamo a te per questo augurio importante; sentito nel cuore e ricco di sentimento. Questo 18 gennaio è un giorno speciale per tutti coloro che ricordano Gilles. Peccato che si commemorino sempre le date della scomparsa e raramente quelle della nascita.
12/04/2007
Michele M.
Ciao Ventisetterosso, vi saluto e vi faccio i complimenti per quest'angolo dedicato ad un campione inimitabile della Formula 1 come Gilles.

webmaster: Colgo l'occasione per ringraziare tutte le persone che continuano a contattarci. Spero di poter ricambiare il vostro affetto al più presto con una bella sorpresa.
16/04/2007
Stefano Z.
Complimenti per le emozioni che ha fatto rivivere in me questo sito. Considero Gilles il campione dei campioni e davvero niente fu mai più uguale a prima e dopo di lui; poi si sa, il tempo offusca tutto ed infatti, quando oggi tento di spiegare a qualche ragazzo di 17 o 18 anni chi fosse Gil, non so se mi capisce. Certo è che osservo la loro faccia stupita nel vedere uno come me, solitamente calmo, che invece si infervora tanto e perfino si commuove con gli occhi lucidi, ma forse pensano perfino che sto romanzando questo campione perché tanto incredibili sono le storie che racconto. Gilles è il mio idolo, non ne ho mai avuti altri e mai ne avrò.

webmaster: È difficile raccontare un'emozione, Gilles è una storia ardua da interpretare, proprio perché ha incarnato l'eccitazione di quei momenti terribili in cui non sapevi mai come sarebbe andata a finire. Ogni volta che lo si vedeva correre c'era in noi la trepidazione e l'agitazione dell'imprevisto, di quello che non ti potevi immaginare. Forse questo sentimento che oggi ci pervade ripensando al suo modo di correre e di affrontare la vita, è la cosa più enigmatica da comprendere anche per noi stessi.
20/04/2007
"ermanng"
Grande sito. Forza Gilles, unico e per sempre con noi...

webmaster: Grazie a te per essere dei "nostri".
01/05/2007
Mariano
Grazie per questo bellissimo sito. Vi prego, aggiornatelo sempre.

webmaster: I complimenti fanno sempre piacere, sono la benzina che alimenta il motore di questo sito. Ti posso anche assicurare che abbiamo ancora molto materiale da condividere con tutti gli appassionati.
08/05/2007
Maurizio
Sto leggendo di Gilles e l'emozione di allora si ripresenta intatta, come se i 25 anni non esistessero. Piango ora, cinquantenne, come piansi allora, venticinquenne. Le emozioni che ci ha trasmesso hanno qualcosa di inesprimibile, supremo eroismo. Sei rimasto giovane, Gilles, eternamente vivo nei nostri cuori.

Alfredo S.
Oggi ricorre l'anniversario della scomparsa del nostro eroe. Io ho 45 anni e mi ricordo benissimo la ruota di Zandvoort e lo sgarbo di Imola. Il giorno che successe ero in licenza e me lo dissero la mia fidanzata (poi divenuta mia moglie) e mia suocera. Quel giorno morì mio fratello... Gilles.

Antonio A.
Caro Gilles, sono già passati 25 anni da quel triste momento e mi sembra che non sia passato neppure un giorno per quanto ti sento ancora presente. È incredibile come la tua stella continui ancora a brillare dopo tanto tempo. Sei davvero un uomo speciale. Saluti e sempre con me Gilles.

"salva"
Sempre immenso Gilles, continua a volare anche lassù, in questo giorno speciale molti stanno guardando in cielo per vedere correre ancora una volta una Ferrari rossa numero 27.

Fausto G.
Oggi ho un senso di vuoto moltiplicato 25 volte che non mi permette di parlare; però vedere il vostro sito dedicato così delicatamente a Gilles, mi riempie di voglia di spolverare i ricordi, gli episodi, le foto e le registrazioni di quegli anni solcati da una soffio di vento...

Elisabetta G.
Ciao Gilles. Solo per dirti che sei sempre nel mio cuore e che ti voglio bene, voglio ricordare una specie di poesia, scritta da una ragazza dopo l'incidente di Zolder e che, allora dodicenne, a forza di leggere mi ero imparata a memoria. Diceva così: "Anche stanotte, come sempre, mi addormenterò sperando di sognarlo correre ancora e svegliandomi, domani, vorrei scoprire di aver avuto, invece, un incubo terribile; guardare il calendario e scoprire, con stupore, che porta la data 7 maggio '82 e che le prove del G.P. del Belgio non sono ancora state effettuate". Sarebbe davvero fantastico, ma purtroppo sappiamo che non potrà mai accadere. Tuttavia Gilles è vivo, perché vive nei nostri cuori e questo sito, questi messaggi, sono qui a dimostrarlo. Ciao Gilles. Un bacio.

Gianluca G.
Complimenti per questo meraviglioso sito dedicato al nostro eroe Gilles. Nonostante siano passati 25 anni, lui è rimasto nel nostro cuore, come un amico indimenticato. Fino a quando la fiamma della memoria arderà, il distacco non potrà essere totale. Sei sempre il migliore, caro Aviatore, nessuno può eguagliarti. Resti un esempio di coraggio, dedizione e passione. Il binomio tra te e la Rossa non sarà mai intaccato da alcuno e sono sicuro che lassù, nemmeno Ayrton Senna riuscirà a raggiungerti, sulle piste del cielo. Come te, nessuno mai.

Michele G.
Oggi sono 25 anni che te ne sei andato, eppure sembra sempre l'altro ieri. Enzo Ferrari disse dopo il tuo ultimo volo che "ti voleva bene". Due anni fa hanno restaurato il ponte della parabolica del circuito di Monza. C'era un scritta grande grande su quel muro: "27 ROSSO FOREVER" diceva. L'anonimo imbianchino che ha pitturato a nuovo le pareti l'ha lasciata così com'era. Come vedi, anche a Monza c'è qualcuno che ancora ti vuole bene, Gilles.

webmaster: Sono molteplici le testimonianze di affetto che sono arrivate oggi per ricordare la scomparsa di un compagno e di un maestro di vita. Dopo tanti anni di struggenti ricordi, in questi giorni ho avuto la conferma che Gilles è rimasto nel cuore di ogni tifoso. Il piccolo canadese si è fatto da tutti voler bene in vita ed oggi riceve il nostro omaggio di eterna riconoscenza. Un abbraccio a te Gil, caro amico...
09/05/2007
Emanuele L.
Oggi, rileggendo l'inserto di Autosprint dedicato a Gilles, sono tornato improvvisamente indietro di 25 anni e mi sono venute le lacrime agli occhi. E pensare che non era il mio pilota preferito, io avevo la "Febbre Piquet" e non la "Febbre Villeneuve", ma il piccolo canadese mi piaceva tanto e mi ricordo il mio caro amico e compagno di scuola media Mario, che lo adorava e con il quale, allora adolescenti, giocavamo sempre con la pista elettrica Polistil. Erano sfide memorabili, interi pomeriggi a sfidarci, Ferrari contro Brabham e Gilles contro Nelson. Da qualche anno Mario non c'è più, ucciso dalle esalazioni di una stufa mentre dormiva, ma io ricordo che aveva perso il sorriso da quel sabato 8 maggio di 25 anni fa e forse lo ha ritrovato solo adesso che è lassù con il suo idolo Gilles. Ancora oggi mi si increspa la pelle a rivedere le immagini di quei mitici anni '70 - '80 quando i piloti erano degli eroi a bordo di potentissime e pericolose automobili. I cavalieri del rischio con le macchine turbo da 1000 CV erano paragonabili agli astronauti a bordo dello Shuttle e, con tutto il rispetto per i piloti d'oggi, super assistiti da traction control, launch control, antispin e cambi servoassistiti elettronicamente, non c'è proprio paragone con i campioni di allora. Credo che l'epoca dei campionissimi si sia chiusa contro il muro del Tamburello in un altro maledetto giorno di maggio del 1994. Non erano i miei preferiti, Gilles e Ayrton, perché la fetta più grossa del mio cuore da corsa l'avevo dedicata a Nelson, ma li rispettavo moltissimo e mi mancano. Io gli volevo bene. Mia figlia ha solo otto anni, ma sono già quatto anni che la porto a vedere la Formula 1 ad agosto a Monza e gli racconto di quando mi portava mio papà (tifoso di Mario Andretti) a vedere Nelson, Gilles, Alain, Nigel, Ayrton, Elio e Michele, solo per citarne alcuni. Gli racconto dell'emozione sotto il podio quando vinceva Nelson e, quando passavano le "rosse", il tripudio di bandiere. Farò lo stesso con mio figlio che adesso ha solo un anno. Gli racconterò anche del piccolo canadese che non c'è più come ho gia fatto con mia figlia. Gli racconterò che quando eravamo ancora fidanzati, io e la loro mamma, andavamo a vedere i Gran Premi ed un triste giorno di maggio tornammo da un weekend ad Imola con il cuore spezzato perché invece di festeggiare Damon Hill, come pensavamo di fare fino a pochi giorni prima, piangevamo Ayrton. Erano più o meno le 18 e 20 del pomeriggio; tutte le macchine erano incolonnate come un serpentone per uscire lentamente dall'autodromo, tutti con i finestrini tirati giù a guardarci in faccia gli uni con gli altri, sconosciuti ma amici, con l'autoradio accesa sperando in una buona notizia che non arrivò mai. Alla sera ho riavvolto la cassetta VHS e quella macchia rossa di sangue per terra, sul cemento al Tamburello, non la dimenticherò mai. Come non dimenticherò mai quella sagoma bianca che volò fuori dalla Ferrari in quel pomeriggio a Zolder: era Gilles, era volato in alto per l'ultima volta. Com'è stato fortunato Nelson, ha lasciato l'impronta al Tamburello e anche sul muro di Indianapolis, ma può ancora raccontarcelo. Ciao Gilles, Ciao Ayrton.

webmaster: Ti assicuro, gentile amico, che i brividi li hai fatti venire tu a noi. Grazie per la passione e l'affetto con cui hai accolto Gilles fra i tuoi eroi.
10/05/2007
Lucio
Complimenti per il sito, molto bello e ricco di contenuti! È sempre un piacere rivedere le imprese spettacolari di Gilles, un pilota e soprattutto un uomo con un cuore grandissimo che rimarrà per sempre nella Storia.

webmaster: Nonostante l'inesorabile trascorrere del tempo, le immagini di Gil continuano a destare ammirazione anche in coloro che lo scoprono, magari anche solo oggi, dopo 25 lunghi anni in cui il suo cuore continua a battere nei nostri. Per sempre Gilles...
24/05/2007
Alessandro
Vorrei fermare il tempo, in quell'istante terribile, quando, per un'incomprensione, una persona eccezionale è venuta a mancare, prima alla sua famiglia e poi a milioni di tifosi, che gli anno voluto bene e penso che a tutt'oggi il bene verso di lui non sia diminuito, ma bensì aumentato nel ricordo, ingigantito dal suo modo di fare e di essere, una figura al di fuori della norma. Quando è scomparso avevo solo undici anni, ma sono cresciuto prendendolo ad esempio e non si può scordare una persona così. Raccontare un giorno che un personaggio del genere è esistito davvero, come si raccontano le favole ai cuccioli d'uomo, qualsiasi bambino ne rimarrà entusiasta, perché lui ha vissuto come un bambino, spegnendosi nel gioco che a lui piaceva tanto. Un saluto a tutti.

webmaster: Gilles è una favola, una buona novella da tramandare di generazione in generazione. Nei pochi anni in cui abbiamo avuto la fortuna di ammirarlo, ne abbiamo potuto apprezzare la trasparenza cristallina e quelle qualità che sono proprie di un uomo migliore. Con umiltà possiamo asserire che ciò che abbiamo assimilato da lui è la volontà di eccellere, senza il timore di non essere all'altezza della situazione, poiché la vittoria più grande è quella di aver osato...
04/06/2007
Marco
È stato il mio primo sogno infranto. L'ho pianto come un padre o come un fratello e, nonostante tutto, quando penso a Zolder un groppo alla gola sale ancora. Era l'essenza dell'automobilismo sportivo, realmente centrato sulla verticale del coraggio che ha dato a tutti noi suoi tifosi, emozionandoci ogni volta che usciva dai box. Grazie per questa bellissima tempesta di ricordi e di emozioni struggenti che mi hai donato con la tua "opera web". A presto.

webmaster: Grazie per le belle parole che riempiono il vuoto che Gilles ci ha lasciato. Ogni nostro pensiero che gli rivolgiamo ci aiuta ad averlo sempre vicino, al nostro fianco.
15/06/2007
"tiscali"
Volevo dire che io la Formula 1, a parte in TV, l'ho vista sempre a Monza. Solo due piloti mi hanno impressionato per una differenza netta dagli altri: il primo era Gilles Villeneuve alle curve di Lesmo, il motore non calava neanche per un centesimo di secondo e vi assicuro che era l'unico. Il secondo era Ayrton Senna alla prima variante, impressionanti le "telegrafate". Purtroppo ci hanno lasciati entrambi. Comunque gli anni della febbre sono stati veramente bellissimi!

webmaster: Questa è la testimonianza diretta di quanto Gilles fosse capace di entusiasmare il pubblico con il grande coraggio che metteva in pista. Come lui, anche Senna possedeva lo stesso carisma, ma quel pizzico di follia in più che solamente Gil aveva, ha contagiato un'intera generazione da corsa.
23/06/2007
Vittorio L.
Mi devo davvero complimentare con voi per questo sito, dove sono finalmente riuscito a trovare tutte le foto, le informazioni e quant'altro mi potesse ulteriormente documentare sul mio indiscusso modello: Gilles Villeneuve. Io sono nato dieci anni dopo la sua scomparsa, nel 1992, ma fin da piccolo ricordo mio nonno che mi raccontava di questo pilota spericolato, scassamacchine, che faceva entusiasmare tutto e tutti, avversari e non. L'ho sempre considerato un esempio, sia in pista che fuori. Fuori dal tracciato per l'onestà, la semplicità e l'umiltà. In pista per la temerarietà, la voglia di vincere e la guida al limite. Se oggi corro con il go-kart lo devo in parte anche a lui, che mi ha saputo dare quella spinta in più nel cercare di eguagliarlo. Prima di ogni gara, il mio ultimo pensiero è rivolto a lui, a quella domenica di Digione, a quella di Jarama nel 1981. E lo sento sempre vicino a me, a dirmi fai quella curva così, supera quello, non frenare qui, accelera lì. Basti pensare che il numero del mio kart è il 27 e che nel mio casco è incollata la sua foto. Vi ringrazio di nuovo per questo meraviglioso sito ed onore all'Aviatore.

webmaster: Questo è lo spirito giusto per affrontare tutte le cose della vita. Primeggiare rispettando gli avversari ed avere l'umiltà di riconoscere la sconfitta. Solamente in questo modo si diventa grandi... in tutti i sensi.
28/06/2007
Gianluca S.
Ciao, mi chiamo Gianluca, ora vado di fretta perché alle 15.00 ho l'esame. Come sapete agli orali si porta anche educazione fisica ed io parlerò di Gil, anche se sono giovane e non ho vissuto le emozioni "in diretta". Comunque grazie a voi ho vissuto emozioni dai video e da tutte le belle parole su questo sito ed altro ancora. A voi va un grande ringraziamento perché avete fatto emozionare me e grazie a voi farò altrettanto con i professori, sperando che mi facciano parlare a lungo e non cinque minuti. Mi piacerebbe parlare per un'ora di Gil e non parlare di nient'altro. Un saluto.

webmaster: Cosa dire di più... adesso Gilles è diventato anche materia d'esame. Dai il meglio di te stesso come avrebbe fatto lui. Auguri.
31/07/2007
Anton Giulio B.
Siamo nel 2007 e ho 41 anni. Io non riesco a scrivere tutto perché vorrei dirne tante. Voglio solo ringraziare tutti, ma proprio tutti, dall'ideatore del sito, agli ospiti che hanno voluto mettere il loro commento. Vorrei ringraziarvi per quello che avete scritto, fatto e per il tempo che ho dedicato a "sfogliare" il sito commuovendomi, come sempre quando vedo anche solo una foto di Gilles. La Formula 1 finì con lui, non ho più rivisto un Gran Premio con la stessa emozione, ma nemmeno lontanamente; forse solo quando la Ferrari (sono un Ferrarista malato) vinse nuovamente il titolo con Schumacher. Addio Gilles e grazie a tutti voi.

webmaster: Le pagine del sito sono piene delle testimonianze di tutti coloro che hanno ammirato Gilles e che ancora lo portano nel cuore. È anche grazie a tutti gli amici che ci scrivono che il sito si anima di vera emozione. Gil vive e voi ne siete la dimostrazione. Grazie.
18/12/2007
Fabrizio T.
Solo chi visse come me quegli anni, può capire le emozioni, la passione, il delirio, che poi sfociarono in dolore e pianto, un pianto irrefrenabile, come era il suo stile di guida, quel maledetto sabato 8 maggio 1982. Nel mio piccolo ho sempre cercato di tener viva la sua memoria, raccontando a mio figlio, primo fra tutti, chi fosse stato Gilles, mostrandogli immagini, foto e narrando le sue epiche gesta come fiabe, prima di dormire. Il mio bambino si chiama Lorenzo, ha 8 anni e da quattro corre con i Kart. Ho cercato di trasmettergli la grinta e la determinazione, la passione per uno sport che ha avuto in Gilles il testimone più nobile. Credo che questo sia il miglior contributo che potessi dedicargli. Noi che lo abbiamo visto correre, noi che abbiamo condiviso momenti indimenticabili, ci dobbiamo sentire fortunati anche se una piccola, ma importante parte del nostro cuore, si è spenta con lui, quel giorno a Zolder. Ho incontrato la moglie Joanna un giorno, vent'anni dopo, le ho parlato e ho cercato di spiegarle quanto importante quel piccolo grande uomo fosse stato per tanti ragazzi come me, diventati poi uomini. Credo che abbia capito dalla luce dei miei occhi la mia profonda sincerità. Grazie Gilles, grazie per tutto. Sono passati 25 anni e non te lo avevo mai detto, ma non ho mai smesso di ricordarti, ciao. Grazie per questo meraviglioso sito a lui dedicato. Mi avete fatto emozionare come da tempo non mi succedeva.

webmaster: Non esiste un modo migliore per ricordare Gilles di come stai facendo tu. Da padre a figlio, il ricordo si tramanderà per tanti anni ancora, grazie.
08/01/2008
Claudio D. R.
Io sono cresciuto a "pane e Gilles"; sì perché lui era tutto per chi, come me, si voleva affacciare nel mondo dilettantistico dei motori. Ebbene, vedere cosa faceva con la rossa, era solo da ammirare; aggiungo che per me è stato tutto anche nella vita. Mi dava coraggio perché dicevo: "Se lui ci prova sempre perché io non dovrei? (non parlo di gare, ma della vita)." Io ho vissuto Gilles e lo dico alle mie figlie e lo dirò sempre a tutti, perché chi lo ha vissuto, sa. Grazie Gilles.

webmaster: Un altro esempio di come Gilles sia diventato un modello di vita, un modello comportamentale. Il valore aggiunto del mito Villeneuve è quello di aver trasmesso valori positivi in quanti credevano in lui. Lo sport ha travalicato i suoi confini per sfociare in sentimenti e struggimenti meravigliosi...
18/01/2008
Jessica
Con questo sito riuscite a rendere gli occhi pieni di luce al mio papà, che appena poteva nella gioventù andava a vedere il suo mito correre. Ancora oggi nell'anniversario della sua morte è come se portasse il lutto al braccio...

webmaster: Siamo tutti un po' più tristi quando ripensiamo ad un persona che ci ha lasciato, ma nello stesso tempo le siamo grati per averci donato tanti ricordi e tante emozioni che mai più ci abbandoneranno, accompagnandoci per sempre in ogni momento della nostra vita. A rincuorarci quando siamo angosciati e a darci coraggio quando il futuro ci spaventa. Comprendo tuo padre perché Gilles rappresenta quell'amico che era sempre presente quando ne aveva bisogno, ma ancora di più oggi, riguardando una sua foto o rivedendo un suo filmato, lo sentirà vicino come ieri, forse addirittura di più.
18/01/2008
Antonio P.
Grazie per questo sito, ricordare Gil dopo tanti anni, è un atto dovuto. Quel sabato 8 maggio non c'era il sole, io allora avevo 20 anni e la febbre Villeneuve; ero dal barbiere quel giorno, quando un tipo entrò all'improvviso e disse che la 27 di Gil aveva avuto un terrificante incidente e lui era gravissimo. Io pensai: "Non può essere, Gil è immortale". Tornai di corsa a casa , accesi la TV ed appena vidi la sua foto nello schermo dietro lo speaker, capii che era tutto vero. Aspettai i TG successivi per altre news (non c'era ancora Internet), poi la sera dissero che Gil era morto alle 21.12 a Lovanio in Belgio, spensi la TV e piansi come se avessi perso un amico, un amico caro e leale. Dopo tanti anni, io ho ancora ricordi indelebili della sua epoca in Formula 1, delle sue imprese e dei suoi avversari. Ricordo il suo primo podio, G.P. d'Austria 1978, con la 312 T3 sul bagnato, terzo dopo Peterson (altro mio idolo) e Depailler... un podio indimenticabile. Oggi come l'8 maggio, non c'è il sole ed io non ho più la febbre. Ciao Gil.

webmaster: Anche io, come tanti, ho fotografato il momento in cui venni a conoscenza dell'incidente di Zolder, mi ricordo perfettamente cosa stessi facendo. Ho fermato il tempo in quell'istante, quasi a renderlo etereo, indimenticabile ed inverosimile. Ma in quello stesso momento la mia febbre aumentò e non si è ancora affievolita...
24/03/2008
Rosario
Oggi è Pasquetta, brutto tempo, un giretto su Internet prima di uscire e mi imbatto nel tuo sito... Stupendo! Ho letto un po' di e-mail e mi è venuto un misto di gioia, dolore, amarezza, gratificazione, insomma un po' di tutto. Ho quasi 51anni, ho avuto la fortuna, l'onore ed il piacere di vederlo "in azione" a Monza, Imola, Montecarlo. Che dire d'altro, che febbre, che deliri, ma comunque non voglio ripetermi tirando fuori i tanti aggettivi che non riusciranno mai a descrivere un uomo che ha fatto con caparbietà quello che la vita ed il destino gli ha voluto offrire. A casa gli ho dedicato una parete del mio studio, custodisco i modellini delle sue macchine in maniera quasi maniacale, la riproduzione del suo casco, poster e serigrafie a tiratura limitata. Ancora oggi penso al giorno del suo incidente mortale, non potevo crederci, dicevo che non era possibile che lui potesse morire e infatti non è morto, è più che mai vivo nella memoria di tutti noi e peccato che il figlio non abbia preso nulla da lui se non solo la passione per le auto e, nonostante i traguardi raggiunti, non è e non riuscirà mai ad entrare nel cuore di noi sostenitori di suo padre. Grazie per questo spazio che dai a tutti noi, ciao.

webmaster: Sono sempre tante le testimonianze delle persone che ci visitano ed ognuna aggiunge quel qualcosa in più che ancora mancava. Nonostante il tempo che passa, il ricordo non si affievolisce ed anzi si trasforma e si arricchisce di nuovi sentimenti. Anche tu in poche parole sei riuscito a descrivere Gilles per quello che ha rappresentato per te e per tanti altri appassionati ammiratori ed anche questa volta Gil ci ha sorriso ed è rimasto insieme a noi ad ascoltare le tue parole. Grazie per il pensiero.
08/05/2008
Umberto R.
Oggi è il giorno che ci ha lasciato, ma sembra ieri. Sono passati solo 26 anni e stasera nella trasmissione Sfide della RAI lo ricordano con un filmato. Ho il recorder rotto, ma non lo perderò comunque. Anche se ho visto tante cose su Gilles ogni volta è un piacere nuovo rivedere le immagini di un uomo che mi ha fatto vedere quello che io non ritenevo possibile. Sicuramente il pilota più coraggioso che ho visto. Non si è tirato indietro mai, ci ha sempre provato anche contro ogni logica e, a volte, ha sconfitto la logica. Rimane il mio idolo indiscusso e so di essere in numerosa compagnia. Non credo avrò possibilità di vedere un altro che possa prendere il suo posto anche se ho visto piloti complessivamente migliori di lui. A scrivere “migliori di lui” ci ho messo del tempo ed ho fatto fatica, ho dovuto metterci “complessivamente”. Resta il fatto che per come era, lui poteva battersi alla pari con i migliori e anche batterli. Io non lo cambio con nessuno. Grazie ancora Gilles.

Adelfio
8 maggio 1982, a Zolder, durante le prove del GP del Belgio, muore a soli 32 anni Gilles Villeneuve, tra i più amati piloti della Ferrari. A 26 anni dalla scomparsa, il suo ricordo è sempre vivo in noi che lo abbiamo amato. Ancora oggi Gilles Villeneuve, a più tre lustri dalla sua scomparsa, rappresenta un mito. Per il popolo degli autodromi è la personificazione del coraggio estremo. Le sue vittorie, ma più ancora le sue gesta da temerario, vengono tramandate come un poema epico. Ci piace ricordarlo in questo giorno con le parole del Drake : "Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve. Io gli volevo bene".

Marco
Sono trascorsi 26 anni da quel sabato pomeriggio, ma è come se fosse successo ora. Solo a pensarci le lacrime tornano a bagnare gli occhi di un cinquantenne che non si vergogna di piangere per il suo amato campione. La Formula 1 ha smesso di essere l'avventura straordinaria che avvolgeva le mie domeniche, non esisteva più l'emozione delle partenze, le sfide al limite, gli incidenti incredibili. Tutto è volato via insieme a te. Un mito vero, reale, che non finirà mai. Grazie Gilles.

Bruno
8 Maggio 2008. Sono passati 26 anni, ma il tuo ricordo è più che mai vivo dentro me! Ho ancora i brividi ogni volta che rivedo le tue immagini, i tuoi sorpassi, i tuoi voli, le tue vittorie. Grazie per tutto quello che ci hai regalato. Lui con il numero 27 nel mio cuore vince ancora... Salut Gilles.

Claudio D.R.
Giovedì 8 Maggio ricorre l'anniversario della scomparsa di Gilles, sono passati 26 anni da quel tragico sabato alla fine delle prove del GP di Zolder. Per me sembra ieri, avevo 20 anni, ho ancora le sue gesta in mente. Sono stato a Zolder un paio di volte, l'ultima è stata nel 1999, sembrerò un nostalgico, ma lui mi manca sicuramente, ma manca anche quella Formula 1 ancora molto "alla mano", diciamo quasi dilettantistica, non so, sembrava più genuina, solo per ricordare che sicuramente erano altri tempi, di uomini prima che piloti. Nulla di costruito, si sfidavano e ridevano insieme, nei motorhome stavano tutti insieme, proprio tutti no anche allora c'erano dissapori tra di loro. Mi sono dilungato perché su Gilles non saprei cosa citare, sarebbe semplice mettere il link di Digione, cosa che dimenticano in tanti è fare i complimenti anche a René, perché Gilles non era da solo, oppure citare Kyalami, Montecarlo, la prima vittoria del turbo. Io invece lo voglio ricordare così: lui che si porta dietro la famiglia, ricordare anche un'intervista del figlio (che per me rimane solo il figlio), che disse una cosa sacrosanta quando gli chiesero del Circus della Formula 1, dei campioni nuovi e del passato. Rispose: "Io sono cresciuto con loro, anzi in mezzo a loro, non li vedo eroi". Aggiungo, per onor di cronaca, che negli ultimi tempi Gilles si stava allontanando dalla moglie, ma lo ripeto, a me rimane impresso lui con Jacques e Mélanie in braccio e con Joanna al suo fianco; un quadretto che credo non si veda più per infiniti motivi. Ciao Gilles e grazie di tutto, io ho sempre detto a chi mi chiede di lui: "Io l'ho vissuto" e non saprò mai esprimere quello che provo quando parlo e scrivo di lui. Anche adesso mi sono emozionato.

Ivo S.
L'8 Maggio è passato da poco meno di un'ora. RAI 3 ha appena trasmesso una puntata di Sfide dedicata a Gilles. Come sempre, quando rivedo le immagini di Zolder, mi si gela il sangue nelle vene e quando sento "poco dopo le 21 dell'8 Maggio 1982, il cuore di Gilles Villeneuve smette di battere" le lacrime scorrono da sole. Sono passati 26 anni. Nessuno, nemmeno Senna, nemmeno Alesi, che ha onorato il rosso 27, è riuscito a scalzare Gilles dal gradino più alto del mio personalissimo podio. Mannaggia la pupazza a quel dosso e quella macchina di Mass...

webmaster: Se ancora ce ne fosse stato bisogno, tutte le testimonianze di affetto che ci sono pervenute in questi giorni, vicino al triste anniversario della scomparsa di Gilles, sono la prova concreta di che cosa voglia dire "essere immortale". Perché l'immortalità non è scritta nelle pagine dei libri, né tantomeno nei freddi numeri delle statistiche, ma bensì scolpita nei cuori delle persone che gli hanno voluto bene. Nulla potrà mai sbiadire il ricordo in un cuore che batte. Gilles è vivo, è dentro di noi...
27/05/2008
"Patty"
Il mio primo amore è la ragione per cui, a otto anni, ho iniziato a seguire la Formula 1. È stato Gilles il mio angelo, il mio cavaliere senza macchia e senza paura, che la Signora dal nero mantello mi ha portato via in quel triste giorno di maggio del 1982. Venendo qui ho avuto la piacevole sorpresa di trovare un sito bellissimo, completo, accurato ed aggiornato sul mio e sul nostro amatissimo ed indimenticabile Aviatore. Grazie dello splendido lavoro e continuate così... Gilles per sempre!

webmaster: Fa sempre piacere scoprire che ogni giorno qualcuno riesce a trovare VENTISETTEROSSO nelle innumerevoli pagine on-line dedicate a Gilles Villeneuve in tutto il web mondiale. In questo periodo stiamo approntando la parte del sito tradotta in francese, ma abbiamo ancora tante sorprese da pubblicare e non solo...
02/06/2008
Franco
Ciao, mi ricordo ancora, adesso come allora, quel tragico incidente. L'Aviatore ci aveva lasciato per sempre, quante lacrime e adesso che bei ricordi per un mito e per una persona speciale, forza Gilles.

webmaster: I ricordi di Gilles che riaffiorano dal passato sono sempre intatti, è come se Gil non avesse mai terminato quella sessione di prove, è come se stesse ancora tentando di migliorare il suo tempo. In fondo, forse, è proprio così, perennemente in corsa con sé stesso.
05/06/2008
Moreno
Ciao a tutti, vi voglio fare i miei migliori complimenti. È un sito fantastico. Sono anch'io un tifoso di Gilles. Carissimo Gil resterai sempre nel mio cuore.

webmaster: Grazie per le belle parole su Gil e sul nostro impegno nel ricordarlo.
30/06/2008
Elena
Quando Gil diventò leggenda, quando purtroppo se ne andò volando, non ero ancora nata. Ho 24 anni, avrei dovuto tifare per i molti Schumacher, Villeneuve figlio, Barrichello o Hakkinen, eccetera, ma un conto è tifare ed un altro è amare. Gilles l'ho vissuto attraverso le pagine di un libro, "La cometa Gilles" di Enzo Russo e due foto in cui si vede una pista, una macchia rossa ed una grigio scuro sopra: la pista è Istrana, le macchie sono la rossa 27 di Villeneuve e l'F104. Il resto è arrivato da solo, più tardi, un misto di nostalgia o invidia per la Formula 1 di trent'anni fa e la simpatia per quel canadese dal sorriso timido, scalmanato e coraggioso, uno che correva con il musetto di traverso o su tre ruote, come se nulla fosse. Se io posso amare Gil è merito di chi come voi lo racconta, in modo stupendo! GRAZIE!

webmaster: Gentilissima amica, ho letto con interesse la tua testimonianza; si nota l'emozione nel narrare il sentimento di ammirazione nei confronti di Gilles. È bello constatare come le persone che come te, non hanno vissuto nei tempi in cui Villeneuve correva, riescano comunque a comprendere e ad ammirare la figura del pilota canadese. Il merito di Gil è quello di essere sempre stata una persona trasparente e semplice, facile da leggere e da capire. Nonostante il fatto che nel privato fosse schivo e timido, quando indossava la tuta da pilota per guidare un'auto da corsa, era in grado di trasformarsi e trasmettere energia e simpatia a tutti coloro che lo seguivano. Gil è l'unico pilota ad essere ricordato per quello che è stato e non solo per quello che ha realizzato in Formula 1, questa è la sua vittoria da ricordare.
06/07/2008
Ivo
Grazie per questo meraviglioso sito che tiene vivo il ricordo di una persona stupenda e di un campione, che ci ha lasciato con il piede premuto sull'acceleratore, come ci aveva sempre abituato.

webmaster: Ogni visita a questo sito è un omaggio a Gil. Senza il vostro contributo sarebbero solo pagine vuote, prive di significato.
24/07/2008
"ceo84"
Ciao a tutti. Volevo scrivere queste poche righe per fare i complimenti a questo sito, per il modo in cui viene ricordato questo grande pilota, ma soprattutto l'uomo e per dare un saluto a lui che si trova lassù. Purtroppo sono nato quando ormai Gilles non c'era più, infatti rimpiango quando mio fratello, appassionato pure lui, mi racconta di quando l'ha visto girare sia ad Imola che a Fiorano ed anche al G.P. d'Austria. Diciamo che in un certo senso lo invidio. Poi ho iniziato ad interessarmi a questo pilota funambolico ed è stata subito febbre Villeneuve. Ancora oggi, quando fanno rivedere i vecchi filmati suoi in TV, mi emoziono e piango. Ciò mi capita anche guardando questo sito che secondo me è il massimo dell'omaggio che possiamo fare a questo campione che non c'è più.

webmaster: Non esiste una misura del sentimento, ma ognuno di noi coglie l'essenza di ciò dalle emozioni che solo in pochi riescono a trasmettergli. Gilles era uno di questi. Un uomo, un pilota che ha sempre vissuto alla ricerca di emozioni forti, talmente forti da contagiare tutti quelli che lo hanno ammirato.
22/10/2008
Michele M.
Ciao Ventisetterosso, anche io sono un fan del più grande pilota di Formula 1 di tutti i tempi, l'indimenticabile Gilles. Quando rivedo i miei DVD delle sue corse, in special modo il duello con Arnoux del 1979, mi chiedo: "Caspita! Quando rivedremo un uomo di questo calibro nella Formula 1 moderna?" Però non so se condividi una mia follia perché io avrei voluto che Jacques conquistasse un altro titolo mondiale proprio con la Ferrari. Quel titolo che è mancato a suo padre, con la Rossa ovviamente. Ma è solo un sogno... Un saluto a tutti i collaboratori di questo magnifico sito ed agli appassionati che, come me, lo frequentano ricordando ciò che quest'uomo ha lasciato impresso nel mondo di ieri e di oggi. Gilles i nostri cuori sono tutti per te!

webmaster: Sarebbe stato bello rivedere la scritta "Villeneuve" sull'abitacolo di una Ferrari di Formula 1, ma così non è stato. Non penso che però Jacques ci tenesse particolarmente poiché, a differenza di suo padre, ha sempre pensato prima al profitto che ai sentimenti e forse, questo è stato il motivo principale del suo declino sportivo. Gilles sarà ricordato per sempre, Jacques... non so.
02/12/2008
Mario Z.
Solo due righe per ricordare un uomo ed un idolo che ha fatto parte della mia gioventù e che ancora oggi ricordo come inimitato ed inimitabile, il più grande. Mi piace pensare che l'ultimo volo contro Jochen Mass debba averlo irritato parecchio per non essere riuscito a fare la Pole. Con tutto l'affetto che ti meriti.

webmaster: Poche righe che sintetizzano bene il distacco dalla vita terrena di Gilles, con il suo rammarico per il giro veloce mancato e l'amarezza di non essere là, davanti a tutti. Ma Gil se ne è andato facendo ciò che più gli piaceva, correndo, dando il massimo come sempre, anche in quell'ultimo giro non concluso, il più veloce di tutti...
07/02/2009
Luca R.
Ho trovato solo per fortuna il link al vostro favoloso sito e sono andato subito a cercare l'audio del disco che uscì con Autosprint qualche settimana dopo la scomparsa di Gil (e che io avevo). L'ho fatto partire, ma dopo cinque secondi sono scoppiato in lacrime come da bambino ed ho dovuto spegnere. Gilles è stato il mio idolo per eccellenza quando ero piccolino; quando morì piansi per due giorni di fila proprio come faccio adesso mentre scrivo queste righe. Da allora ho visto numerosi speciali su di lui ma non ho mai più potuto rivedere le immagini dell'incidente mortale, non ce la faccio! Grazie del vostro contributo affinché il ricordo rimanga vivo, grazie infinite. Un abbraccio di cuore.

webmaster: Ogni volta che riaffiorano i ricordi, prelevati da quel piccolo o grande cassetto della nostra memoria, si torna indietro nel tempo ed è come se Gilles fosse ancora insieme a noi, ancora su tre ruote, ancora fianco a fianco all'avversario, ancora senza alettone sotto la pioggia e così sarà per sempre.
20/03/2009
Jacopo C.
Spesso, quando si parla di Formula uno, ci si chiede chi è stato il più grande campione di tutti i tempi; non è una domanda difficile, di solito rispondono le statistiche, chi ha vinto di più, chi ha infranto più record, quello è il più grande campione. La domanda che poche volte si pone è chi è stato il più grande pilota. Non sempre chi ha vinto di più è da annoverare fra i grandi piloti. Chi sono i grandi piloti? Quelli che correvano con il cuore, che prestavano la propria anima alla macchina, che dimenticavano ogni regola fisica, che esprimevano il loro talento innato. Gilles era uno di questi. Grazie Gil.

webmaster: Gilles ha lasciato la sua impronta indelebile nella storia dello sport e non solo. Ha inciso il suo marchio nel cuore di molti tifosi che, dopo di lui, hanno perso un riferimento, un amico a cui dedicare il proprio tempo ed i propri pensieri. Gilles ha fatto la Storia, ha cambiato gli eventi, ha plasmato il destino ai molti che gli si sono ispirati. Dopo di lui, il vuoto...
06/04/2009
Bruno I.
Ciao a tutti. Qualche giorno fa ho discusso la mia tesi di laurea in ingegneria meccanica. Quando il professore mi propose di lavorare sulla testata di un motore per uso aeronautico, il mio pensiero come per incanto è volato verso l'"Aviatore", verso il mio mito, come se ci fosse qualcosa che mi legasse a lui. Per questo e per altri infiniti motivi nei ringraziamenti finali ho scritto esattamente così: "Grazie a Gilles Villeneuve, il Mito, l'Aviatore, perché... non potrebbe essere altrimenti". È proprio così, non potrebbe essere altrimenti. Salut mon ami, salut Gilles.

webmaster: Gilles Villeneuve è entrato a far parte di ognuna delle nostre piccole o grandi realtà quotidiane. È incredibile come l'effetto Villeneuve, a distanza di tanti anni, ci renda ancora così forti e sicuri di noi ogni qualvolta il nostro pensiero si rivolga a lui. Tutto questo è la dimostrazione che Gil sia stata una persona pulita e sincera, che ha avuto anche il merito di ispirare tanta gente a dare sempre il meglio di sé in ogni situazione.
08/05/2009
Claudio
Ciao, sono Claudio, anzi Magico27 in tutti i forum. È triste ogni anno arrivare a questo appuntamento, non che sia faticoso, il peccato è la motivazione di ciò: l'8 maggio a Zolder ci ha lasciato l'immenso Gilles. Quest'anno, per altre motivazioni sono un po' spento, poi se penso al suo modo di vivere devo ricaricarmi per forza, non era mai domo e se voglio continuare a rispettare e ricordare Gilles mi devo ricaricare. Potrei ricordarne le gesta, no quelle sono impresse sulle VHS o quel che volete, ma lo spirito di vita che ci ha lasciato nessuno può immortalarlo su VHS o CD. Ripeto, io Gilles l'ho vissuto, non ci sono parole, lo dirò all'infinito. Grazie Gilles.

Cristiano M.
27 anni fa... ed è ancora nel mio cuore.

Mario C.
27 oggi... 27 per sempre. Ma non un semplice numero, no! Non un'entità astratta usata per definire una quantità. Le quantità, si misurano, le emozioni no! Il tempo si misura, ma l'eternità no! 27 è l'icona cosmica, l'assoluto, il tempio della consacrazione, la celebrazione della durata, della continuità. 27 è tutto ciò che non passerà mai. 27 è ciò che abbiamo dentro, che ci rende unici e privilegiati. 27 è tutto ciò che non se n'è mai andato e che mai potrà farlo. Un mondo a parte, dove il tempo non può entrare, può solo guardare da fuori. Forse però anche lui... con le lacrime agli occhi. Ciao Gil.

Paolo B.
Sono passati 27 anni, ma la febbre è ancora alta...

Marco B.
Ciao cari amici di Gilles. Con il passare degli anni, l'8 maggio nel mio cuore si è trasformato da una tragica ricorrenza ad un momento di gioia, nel vedere quante persone più o meno giovani provino gli stessi sentimenti verso una persona straordinaria quale era Gilles, che tutti noi hanno conosciuto solo attraverso TV, filmati e vecchie riviste, dalle quali però la genuinità e la spontaneità di Gilles è uscita e ci ha colpito il cuore. Ciao Gilles, 27 anni di ricordi indimenticabili... Grazie di tutto.

Mario I.
Ciao, mi chiamo Mario e sto facendo una raccolta fotografica del pilota che quando correva non mi faceva stare seduto in poltrona; credevo che fosse invincibile, ma quel maledetto giorno di 27 anni fa mi ha sconvolto. Lui era e rimarrà la persona che mi ha fatto sognare in quel periodo. Era come se fosse mio fratello e da allora non ho più dimenticato, ho pianto, sono stato male, non ci credevo ed ancora oggi è una ferita aperta che non si rimarginerà, per quel piccolo grande uomo che ha dato la vita per quello che era il suo mondo. Questo pensiero è rivolto anche alle persone che hanno vissuto con lui, vale a dire Joanna, Mélanie e Jacques. A Gilles, la persona che rimarrà sempre nel mio cuore per quelle emozioni che non proverò mai più guardando la Formula 1, per te Gilles and family, forever.

webmaster: Il nostro tempo si è fermato in quel triste 8 maggio del 1982. Gilles è rimasto, dentro ognuno di noi, quel ragazzo dai modi semplici e gentili che non ha mai deluso le nostre aspettative. Dopo 27 anni la sua scomparsa è ancora una ferita aperta, perché ci è stato portato via troppo presto e perfino oggi ci commuoviamo ripensando a lui, alla sua voglia di lottare, per quel suo sorriso schietto e sincero, per quella giovane vita spezzata... rubata dall'eternità. Oggi, come allora e per sempre: Salut Gil.
24/06/2009
Alberto T.
Sono un giovane appassionato di Formula 1 e purtroppo non ho avuto il privilegio di vedere in diretta le gesta di Gilles. Però, guardando vari filmati su internet e leggendo diversi articoli, ho scoperto che il piccolo canadese era un grande pilota ed un grande uomo, che dedicava anima e corpo alla Formula 1 e che faceva sempre tutto ciò che poteva per ottenere il miglior risultato possibile, come ad esempio nel Gran Premio d'Olanda 1979, quello del famoso giro di pista su tre ruote o nel mitico duello tra lui e Arnoux. Gil era un campione che ci è stato strappato troppo presto, prima che potesse vincere almeno un mondiale, cosa che indubbiamente meritava. Complimenti anche per il sito, che è ben fatto, pieno di materiale molto interessante e che dimostra una vera passione per l'"Aviatore". "Io, di sentire i cavalli che mi spingono la schiena, ne ho bisogno come dell'aria che respiro." Rimarrai per sempre nella storia della Formula 1, Gil...

webmaster: Ancora una testimonianza d'affetto nei riguardi del "canadese volante". Grazie per il tuo pensiero e per essere uno dei "nostri".
15/10/2009
Claudio
L'11 settembre sono andato ancora una volta alla galleria Ferrari e mi sono emozionato di nuovo nel vedere il 27 ed il 2 con la magica scritta "Gilles Villeneuve". Le mie figlie mi hanno detto: "Papà, ma cosa significava per te?". Al momento mi sono quasi arrabbiato ed ho pensato: "Caspita non hanno capito nulla." Poi ho compreso che volevano che mi sfogassi raccontando le sue gesta. Come sempre avevo le lacrime agli occhi e quando siamo usciti, avvicinandomele, ho sorriso e le ho ringraziate. Mia moglie mi ha detto: "Andiamo bambinone."

webmaster: Un salto indietro nel tempo ed il ricordo si trasforma in una struggente malinconia...
05/01/2010
"Peppe"
Sono cresciuto, ho 13 anni, ma la mia passione per Gilles non mi è passata; diciamo che la "Febbre Villeneuve" non si è ancora sopita, anzi direi che è aumentata. Ho letto il libro "Il Piccolo Aviatore" di Andrea Scanzi e sono rimasto molto colpito dalla vita di Gilles e dalla sua passione per le macchine.

webmaster: Bene. Se pur giovane e cresciuto lontano dagli anni in cui Gilles correva, sei comunque riuscito ad appassionarti al piccolo "canadese volante", grazie per la tua preziosa testimonianza d'affetto.
22/01/2010
Mauro M.
Ho scoperto stasera il sito, me lo sono letto d'un fiato e non nascondo che in questo momento una lacrima mi sta solcando il viso, così come 28 anni fa quando venni a sapere dell'incidente. Grazie per avermi fatto ricordare una leggenda ed emozioni che, nonostante avessi solo 14 anni quando è mancato, ricordo perfettamente.

webmaster: È un piacere rendersi conto che, dopo quasi nove anni che VENTISETTEROSSO è on-line, ci siano ancora delle persone che ne scoprano l'esistenza e che quindi continuino ad accrescerne il valore portando avanti il ricordo di Gilles.
06/03/2010
Mario I.
Tra poco sarà l'anniversario della scomparsa del grande Gilles e per me, che ho vissuto quei momenti esaltanti, il ricordo sarà molto struggente. Ancora oggi i video e le fotografie che ritrovo hanno un posto particolare e mi chiedo perché quel maledetto giorno sia successo quello che non doveva succedere. Per me era come immortale, vedevo in lui un amico che poteva risolvere tutto, quando correva ed anche fuori dai Gran Premi. Con quell'espressione da bambino che aveva, ti trasmetteva tenerezza, ma quando scendeva in macchina era l'espressione di un simbolo. Per Enzo Ferrari era come un figlio, mentre per me e per i tifosi che hanno vissuto quell'epoca stupenda era e rimarrà come un fratello. Anche se l'ho visto solo in televisione mi rimarrà accanto ovunque nella mia vita, perché ancora oggi piango per lui e mi manca moltissimo. Vorrei omaggiare anche Joanna, Mélanie e Jacques che rappresentano la sua testimonianza, sperando che queste mie parole arrivino anche a loro. Chissà, magari un giorno potrò conoscerli e dirgli quanto sia stato importante per me Gilles Villeneuve, che lo rimarrà per sempre e che avrà sempre un posto particolare nel mio cuore, dove corrono le immagini della sua vita. È per te Gil che con le lacrime riempio il mio dolore, per un amico che non c'è più fisicamente, ma che sta nei mie pensieri, come un eroe senza paura.

webmaster: Mancano poco più di due mesi all'8 maggio, ma non c'è giorno in cui un pensiero non sia dedicato al campione canadese.
08/05/2010
Maurizio
Quell'8 maggio era una bella giornata di sole a Cagliari, ancora un mese ed avrei finito il servizio militare, poi la notizia, lo sconforto e la speranza che ce l'avesse fatta anche stavolta, ma non è stato così. Chissà oggi con tutti questi pulsanti e tutte le levette sul volante come sarebbe stata la sua guida, probabilmente li avrebbe dimenticati tutti per sorpassare chi gli stava davanti.

Claudio D.R.
Vado a braccio, come sempre, perché con l'immenso Gil non servono discorsi preparati. Di lui si possono narrare tantissimi aneddoti... ho sempre un groppo in gola l'8 maggio. Ciao Gilles.

"salva"
Guardando le anonime prove di un qualsiasi Gran Premio di Formula 1 ritornano in mente quelle altre, come oggi 8 maggio, ma del 1982. Grande Gil, perché a quei ricordi sono legate emozioni e per questo indimenticabili.

Mario I.
Ciao Gilles. Oggi è stato il tuo anniversario della scomparsa e non c'è giorno in cui io non ti pensi. Ti omaggio tutti i giorni con le foto e con i video che ritrovo sui siti e per me è sempre un dolore che non si rimarginerà mai. Quando ti vedo penso sempre a quei momenti fantastici con la tua Ferrari che sfrecciava lungo le piste di tutto il mondo e a me che non riuscivo a stare seduto in poltrona. Eri unico nella guida e sapevi trascinare i tifosi al delirio; non scorderò mai quando sono venuto a vedere il G.P. di Imola nel 1983, quando ho visto il numero 27 per me eri tu lì, dentro quella macchina, che guidavi senza paura e ti andavi a vincere il G.P. dell'anno prima che ti avevano rubato. Penso sempre anche a Joanna ed ai tuoi due figli che sono il tuo testamento. Mi manchi da morire e solo con le lacrime posso riempire il vuoto che mi hai lasciato da quel maledetto giorno ed io credo che sia lo stesso per tutti i tifosi che ti hanno amato e che ti ricorderanno per sempre. Ciao Gilles. Avrai sempre un posto particolare nella mia mente e nel mio cuore... come un cavaliere impavido.

webmaster: Gilles vive!
22/01/2011
Giuseppe A.
Ventotto anni, l'età di mia figlia, e ancora mi corre una lacrima al ricordo. Gilles, il più grande!

webmaster: La sua scomparsa è una ferita ancora aperta...
23/02/2011
Matteo V.
Ciao. Vi scrivo per ringraziarvi di questo bellissimo sito e di tutto quello che si trova qui dentro. È un'emozione indescrivibile e mi rende tanto felice! Grazie, e continuate così.

webmaster: Queste belle parole sono il miglior ringraziamento al lavoro svolto da tutti noi nel mantenere vivo il ricordo di Gilles. Ricambiamo con naturale affetto la tua visita.
12/03/2011
Maurizio
Bellissimo sito, in ricordo del grande Gilles. Io ho solo 22 anni e quando Gilles correva io ancora non ero nato, ma la mia passione per la Formula1 e per i motori mi ha portato a scoprire cosa fosse Gilles Villeneuve e le parole sono troppo poche per ricordarlo o per dire chi era. Lui non ha vinto dei mondiali, in fondo ha vinto solo 6 gare, però quello che ha dato alla Formula 1 è stato una cosa incredibile, so che in quegli anni la gente vedeva i GP solo per lui, perché volevano vedere cosa poteva fare di nuovo il grande Gilles, con le sue staccate al limite e il suo modo di guidare la monoposto come solo lui sapeva fare. Te ne sei andato troppo presto per un incidente, perché comunque spingevi sempre al limite e spesso oltre il limite. Ciao Gilles, sei un mito e resterai per tutti il grande Gilles.

webmaster: La cosa che colpisce di più leggendo le tue parole è che Gilles è magicamente riuscito anche a far breccia nei cuori di tantissimi che mai lo hanno visto gareggiare negli anni della sua carriera. Ed è proprio questa magia che lo rende unico, irripetibile ed immortale.
08/05/2011
Claudio D.R.
Salve, sono sempre io, Claudio o meglio "Magico27". Per tutto il web e non, si perché per chi mi conosce ero già Magico27, oramai è diventato un appuntamento fisso, non la data, perché indelebile, ma il postare qualcosa su Ventisetterosso nell'anniversario della scomparsa dell'Immenso Gilles. Cosa dire di lui: ogni anno aggiungiamo una tessera di puzzle del suo modo di essere, come viveva il suo mondo delle corse; si perché lui aveva un suo modo di vedere le gare e questo lo sappiamo tutti noi che lo abbiamo vissuto. Proprio la settimana scorsa in occasione del ricordo della scomparsa stavo vedendo alcuni spezzoni dei suoi video e un ragazzo mi ha chiesto: "Cosa hai pensato dopo Imola 1982?" Ho dovuto riflettere prima di rispondere perché, per non intaccare l'immagine di Gilles, ho fatto un gran giro di parole per far capire che, come lui, mi sono sentito tradito dall'amico Didier, ma allo stesso tempo (solo dopo anni) ho dovuto accettare che lui si sentiva piccolo nei confronti delle gesta dell'Immenso e di conseguenza, quale miglior biglietto da visita se non quello di batterlo in casa propria davanti a tutti noi. Per onore di cronaca, Didier era ben visto da una parte del team ma comunque sia, lasciamo perdere. Ora sono tutti e due nel mondo della verità, solo loro sanno cosa è successo e se si sono perdonati; io con il tempo e grazie a un amico, Luca (lui sa chi è), che mi ha spronato a parlare di Imola, sono riuscito a non odiare più Didier, ho accettato tutto, ma non condivido né ora né allora il suo tradimento. Perché ho riflettuto prima di rispondere? Perché sono sicuro che con il tempo, che non c'è stato, Gilles con il suo immenso cuore, avrebbe perdonato l'amico-nemico, lui era fatto così: tutto cuore per tutti.

webmaster: Lui era Gilles Villeneuve... punto.
24/08/2011
"gattocl"
Gilles è sempre stato il mio più grande mito d'infanzia e ancora adesso non riesco a dimenticarlo. Un saluto e sempre forza Ferrari.

webmaster: Grazie per la tua testimonianza affettuosa.
24/10/2011
Franco A.
Ho trovato oggi questo meraviglioso sito e leggendo le notizie sul povero "Sic" di ieri mattina durante la gara della moto GP (sono appassionato di sport motoristici), un brivido mi scorre sulla schiena, gli occhi si velano, il cuore batte forte. Sono tornato indietro nel tempo; sabato 8 maggio 1982 avevo 13 anni, il mio primo sogno infranto... Monza 1982 il mio primo GP, uno striscione con la sua foto e la scritta "Voglia di Lui". Piangevo nel vedere la Ferrari n°27 e la immaginavo solo con il nome di Gilles. Ancora oggi mi emoziono nel vedere le sue foto e le sue immagini. Sono un grande tifoso ferrarista ma nessuna vittoria mi emoziona come il suo ricordo. Saluto il "Sic": combattivo, leale, duro in pista e tenero fuori, mi ricordava un po' Gilles. Sono passati tanti anni ma nulla è cambiato, solo i capelli che diventano brizzolati e i figli che crescono. La passione e il ricordo sono indelebili, così come la voglia di non arrendersi, mai...

webmaster: Bellissimi i pensieri che ancora a distanza di anni pervadono il nostro spirito. Simoncelli e Villeneuve, forse simili nel modo di correre, forse simili nella filosofia di vita, forse simili nel modo in cui se ne sono andati, ma sicuramente due persone che hanno lasciato un segno profondo in tutti noi.
06/12/2011
Andrea P.
Ragazzi, veramente ottimo il vostro lavoro, avete fatto un sito degno del nostro Gilles. Io, che quando tutti gli amici e compagni avevano nelle loro camerette i poster di cantanti e calciatori, ne avevo tre di Gilles. Io che ho cercato (riuscendoci) di far capire a mio figlio cosa significasse amare il piccolo canadese, ora con voi potrò fargli giungere altre notizie (non sapevo dell'incidente alla gamba a inizio carriera ad esempio, o magari me lo ero dimenticato). Non fermatevi, ma continuate ad arricchire il sito giorno per giorno e avrete l'appoggio di tanti nostalgici. Complimenti ancora.

webmaster: A quasi trenta anni dalla scomparsa, rimangono ancora tanti episodi da scoprire su Gilles Villeneuve e noi ci siamo prefissi di farlo conoscere e ammirare non solo a quelle generazioni che in qualche modo hanno vissuto vicino a quegli anni, ma soprattutto alle nuove leve le quali, Gil, se lo possono solo immaginare perché, diciamocelo chiaramente: un altro come lui non ci sarà mai più.
18/04/2012
Mirco F.
Ho ormai 48 anni ed ho sempre seguito la Formula 1 alla TV e sulle riviste specializzate, ho riempito i miei armadi di Autosprint e Rombo. Ero a Monza nel 1979 ad assistere alla vittoria del Mondiale di Jody Scheckter con l'aiuto anche di Gilles Villeneuve che in svantaggio con il punteggio nel campionato, non potè fare altro che da "scudiero" al suo compagno di squadra e conoscendolo, so che lo ha fatto con il cuore, con la sua solita generosità e faceva questo soprattutto per chi riteneva suo amico, anche se probabilmente questo suo credere nell'amicizia e nella lealtà lo ha fatto arrabbiare e soffrire molto qualche anno dopo, quando probabilmente si sentì tradito. Questo lo spinse a rischiare ancora di più nel suo lavoro di pilota che era la sua vita. Ero anche ad Istrana, all'esibizione delle Formula 1 contro gli F104. Abito abbastanza vicino a questo aeroporto militare e ricordo che dall'entusiasmo abbiamo rotto ed oltrepassato le barriere di recinzione e mi sono ritrovato con le mani appoggiate sopra alla fiancata sinistra della sua Ferrari 126C. Gil accelerava per farsi spazio, probabilmente eravamo in una situazione pericolosa, ma la felicità e l'emozione erano alle stelle. Concludendo questo mio contributo voglio dire che dopo la sua scomparsa la Formula 1 ha perso un attore principale che dando tutto se stesso ha dato tanto a questo Sport e non si sa perché le persone come lui se ne vanno via ancora giovani, all'apice del loro successo. Speriamo arrivi qualche altro pilota che ci possa fare emozionare come Gilles sapeva fare.

webmaster: Come Gilles? Mai più nessuno...
23/04/2012
Paolo
Comprai un disco a 45 giri con la voce di Gil tanti anni fa, ogni tanto l'ascolto. Grazie Gil.

webmaster: Mi ricordo bene, era allegato ad Autosprint. Lo puoi ascoltare sul nostro gruppo di Facebook.
08/05/2012
Giuseppe B.
C'è una curva nella foresta delle Ardenne, che piega dolcemente a destra, a nascondere la strada che sparisce silenziosa tra gli alberi, a segnare l'appuntamento con il destino che arriva improvviso e ti lascia sgomento e tremendamente solo. Sono passati vent'anni e quella curva, quella strada, quegli alberi sono ancora lì, come in quel maledetto sabato pomeriggio di maggio, quando il destino implacabile stava aspettando Gil. La Ferrari sfrecciava sul circuito di Zolder, alla ricerca del giro veloce e imboccò il breve rettilineo in discesa che conduce alla Terlamen Curve: "Porc... una macchina lenta, il giro veloce è andato, era l'ultima possibilità ma no..., forse... se provo a passare sulla destra. Ma no, è una follia! Non lo immaginerà mai, però forse... lo capisce, lo immagina... io ci provo... magari..." E invece no Gil, Jochen Mass non l'ha capito, non poteva capirlo, non poteva pensare che tu avresti scelto la traiettoria impossibile, eppure era sempre stata questa la tua scelta, meglio, la tua vocazione: dichiarare costantemente guerra all'impossibile. E così sei decollato con la tua Ferrari verso quella maledetta curva, verso il tuo destino, lasciandoci orfani per sempre di un'emozione. Perché in fondo questo sei stato per tutti noi, una grande, interminabile emozione, un brivido lungo tutto un Gran Premio o magari soltanto lo spazio di un sorpasso e di una staccata. Dove gli altri alzano il piede tu, lo tenevi giù a sfidare la legge d'inerzia e i dischi dei freni, dove gli altri accostano quando la meccanica cede, tu non ti arrendevi e cercavi tenacemente i box nella speranza di un improbabile intervento miracoloso, dove gli altri dicono qui non c'è spazio, non si passa, tu caparbio t’infilavi nello spiraglio ridotto a poco più di un lembo d'asfalto. Era una follia Gil, spesso era proprio una follia, ma questo ci faceva impazzire: il coraggio di un ragazzino canadese che non ci avrebbe traditi mai. Quante volte mi sono ritrovato in piedi a palpitare davanti alla TV, come e più che per un gol di una finale Mondiale, ero lì Gil quando lottavi con Andretti nella Monza tragica in cui morì Peterson, ero in piedi a guardarti duellare ruota a ruota con Arnoux a Digione, o meraviglioso pazzo in equilibrio su tre ruote a Zandvoort, c'ero mentre proteggevi le spalle di Scheckter a Monza verso il Mondiale o mentre ti stampavi a Imola nella variante che oggi porta il tuo nome. Ero ancora in piedi quando superasti Jones a Montecarlo, un turbo che vince nelle stradine anguste del Principato! E quando a Jarama tenesti dietro per tutta la gara cinque scatenati avversari più veloci di te, e c'ero anche quando a Montreal, con l'alettone anteriore prima piegato e poi volato via, portasti al traguardo una Ferrari sotto il diluvio, tra controsterzi e derapate. E infine ero in piedi l'8 maggio, zigzagando, stavolta io, tra radio e televisione, internet era di là da venire, alla ricerca vana di una notizia che mi dicesse come, con una sterzata delle tue, avessi schivato il "muro finale" e fossi seduto ancora lì, nell’abitacolo rosso 27. Lottavi con la stessa caparbietà per il primo o per il quindicesimo posto, sei stato l'ultimo interprete di un modo antico e affascinante di vivere le corse, che se n'è andato con te. Poi è arrivata l'elettronica, adesso si parla di strategia e tattica, ma quali erano le tue strategie e le tue tattiche? Attaccare, attaccare sempre, per vincere certo, ma anche per il puro piacere di correre, per il brivido della velocità, per il gusto di battere, semplicemente chi ti stava davanti. Io quelle emozioni non le ho più provate. Certo la storia Ferrari va avanti piena di trionfi e il rosso del Cavallino è sempre un tuffo al cuore a ogni apparizione, naturalmente c'è stato l’immenso Senna e poi lo straordinario Schumacher, ma niente e nessuno sono stati più come te. Una parte dello spirito e dell'emozione della Formula 1 se n’è andata per sempre alle 13,52 di quel pomeriggio di primavera, in quella maledetta curva nelle Ardenne del Belgio.

Roberto M.
Trent'anni oggi, una vita. Eppure a ripensarci, sembra ieri... Facevo il militare quando seppi dell'incidente. Mi ricordo che a dispetto delle prime drammatiche notizie sulle sue condizioni andai a pregare nella cappella della caserma sperando nel miracolo. La sera, saputo del suo decesso, restai attonito. Pareva impossibile che il mio pilota preferito potesse morire guidando la mia auto preferita. Dopo quello che era appena successo con Didier Pironi: un'amicizia finita, un "tradimento" inaccettabile (forse anche per lenire questa colpa, anni dopo, la moglie di Pironi rimasta vedova del marito, quando era in attesa di due gemelli, alla loro nascita diede loro i nomi di Didier e Gilles). Poi però ho compreso che Gilles doveva "volare via" (così titolò la rivista Autosprint a tutta pagina) per lasciarci la sua leggenda, intramontabile e struggente come solo un campione dal cuore immenso ed anche dal piede pesantissimo come il suo, poteva creare in un così breve periodo. Paragonato a una stella luminosissima e quindi destinato a vita breve, questo mio intenso ricordo, risvegliato da vostro bellissimo sito, vuole dimostrare che quando si trasmettono valori veri e sinceri, dimostrando un attaccamento alla famiglia ormai introvabile e una lealtà cristallina ormai sempre più rara, il tempo scorre via senza intaccare ne sbiadire ricordi, emozioni e sentimenti. Questo, credo, sia il più vero e più profondo lascito del "Canadesino volante". Vai Gilles!

Claudio D.R.
Eccomi, in ritardo. Il trentennale si sente, credevo di no, da giorni mi dico: "L'8 maggio sarà un giorno come gli altri." e invece sto sentendo il peso. Il colpo di grazia è stato vedere a Fiorano la T4 guidata da Jacques, che per me rimane solo il figlio di Gilles, il biondino in braccio al padre. Non so come spiegare, sta facendo più effetto vederla girare ora che non vedendo i filmati datati. Signori, trent’anni si sentono, mi sono rimbambito nell’ascoltare le interviste dello speciale su Rai Sport e, come sempre, vado a braccio quando parlo dell'immenso, non riesco a scrivere qualcosa di preparato, ci ho provato negli anni passati, sono post rimasti salvati nei documenti email pubblicati. Comunque oggi volevo aggiungere una chicca, non le imprese oramai note. Ho provato a sentire in giro sostenitori della Rossa e non, bene, tutti mi hanno detto: "Beato te che hai visto la vecchia e vera Formula 1, poi con Gilles." Un ragazzo mi ha chiesto che cosa avessi provato quando Gilles vinse a Monaco con un turbo per la prima volta oppure a Digione. Io gli ho risposto che quando ti sedevi davanti alla TV per la gara con Gilles, non potevi distrarti un attimo, perché potevi perdere un controllo oltre il limite, una staccata pazzesca, oppure infilava qualcuno in posti impensabili. Vorrei scrivere tante cose, ma mi ripeto, il trentennale mi blocca. Forse l’ho atteso troppo, non so. Una cosa però è certa, Gilles riesce a mettere insieme tutti gli sportivi motoristici, anche i sostenitori dei "garagisti" lasciano un messaggio in questa data, questo era Gilles.

salva
Trent'anni da quell'8 maggio, ma Gilles vivrà per sempre...

Alessandro G.
Trent'anni fa, facevo il servizio militare, esattamente il campo a Monastier di Treviso. Stavo pregando Nostro Signore che Gil lo lasciasse ancora con noi. Non l'ho mai dimenticato e non lo dimenticherò mai.

Vitaliano
Difficile a credersi ma scopro questo bel sito solo stasera che sono alla ricerca di notizie su Gilles. Ho appena visto le immagini di Jacques e il rumore alla staccata, a Fiorano, mi ha veramente emozionato così come le scalate di marcia in inserimento di curva. Brividi. Sono deluso che né RAI né altri abbiano programmato una serata o quantomeno una puntata dedicata, o forse me la sono persa? Nell’82 avevo diciannove anni ed ho pianto tutto il giorno, la scorsa settimana per il weekend del 1° maggio sono andato a Monte Carlo con mia figlia, ormai adolescente, e le ho mostrato il circuito raccontandole con particolare trasporto le mie emozioni di quando andavo a vedere le corse, compresa quella di Imola 1° maggio tragica per Senna e Ratzenberger ed anche per tutti noi tifosi. Ricordo che a quindici anni in motorino andai da Milano a Balocco per sentire il rumore del 12 cilindri Alfa in prova con Giacomelli e De Cesaris, credevo di volare, non si vedeva nulla, solo rumore... che brividi. Fino alla fine degli anni ‘90 non ho perso una gara, ho conosciuto molta gente ed ho vissuto grandi emozioni, ho letto di tutto e da Internet, più recentemente, ho scaricato Gran Premi impensabili. Quando la Ferrari con Schumacher vinse dopo ventuno anni di passione, ero per lavoro in Estremo Oriente, mi ricordo che vidi la gara e con mio padre vissi un’emozione che ancora oggi mi dà i brividi. Non credevo, per quanto appassionato, anche se un po’ deluso dagli ultimi anni di Formula 1, di poter ancora vivere una serata come questa alle soglie dei cinquant’anni, triste ma sincera. Grazie a voi, grazie alla Formula 1 ed anche alla Ferrari e Gilles.

Giuseppe L.C.
Quell'8 maggio del 1982 io avevo quasi sei anni, troppo pochi per rendermi conto di quello che stava accadendo ed io troppo piccolo per interessarmi di Formula 1. Eppure quel nome, quel cognome doveva essermi entrato in mente se qualche anno fa venendo a conoscenza di un tale Jacques Villeneuve campione del mondo ho avuto come un sussulto... io quel cognome l’avevo già sentito... ma quando? Negli ultimi anni si è affermata in me una grande passione per la Formula 1, in pratica seguo tutti i GP, qualificazioni comprese, non me ne perdo uno. Il mio interesse si è esteso oltre i Gran Premi e mi sono avvicinato alla storia della gloriosa scuderia di Maranello; e fu così che acquistai un libro sulla storia più recente della Ferrari e il mistero si svelò. Era lui... proprio lui quel nome che risuonava tanto familiare nella testa, ma che ancora non avevo centrato: semplicemente Gilles Villeneuve. Da allora (quasi un anno e mezzo fa) è stata tutta una ricerca bibliografica e fotografica, specie su Internet con cui ho in concreto svelato un mito tutto recondito dentro di me. Di Gilles ormai posso dire di aver visto tutte le foto e i video presenti in rete, ho letto molte sue biografie, ho approfondito una serie di retroscena di quei meravigliosi anni che videro il passaggio dalle "minigonne" della 312T4 campione del mondo, al turbo Ferrari vittorioso con la favolosa numero 27 di Gilles. Chissà quante volte ho visto e rivisto le immagini del duello con Arnoux, la gomma "dechappata" di Zandvoort, il terribile incidente di Imola '80, il suo sorriso radioso sul podio di Monza 1979 al fianco di Jody, il trionfo di Monte Carlo, il tripudio di Spagna '81 (autentico capolavoro). Nessuno mai avrebbe potuto riprodurre quella magia in gara, i suoi sorpassi al limite, i suoi alettoni contorti, i suoi errori, le sue partenze da manuale e poi le amarezze e le delusioni dei primi tempi, per arrivare al tradimento di Didier e al suo muso imbronciato sul podio del Santerno. Già... quella strana gara di Imola 1982; in molti all'epoca trovarono spontaneo incolpare della tragedia il compagno/avversario francese, ma purtroppo non c'è nessun colpevole per quanto è successo. Più volte ripensando a tutta la sua parabola vorrei convincermi che la tragedia di Zolder è l’epilogo naturale di un’esistenza votata al mito e portata avanti con una spregiudicatezza, una determinazione, una testardaggine, un ardimento unici e che soltanto un campione come lui poteva manifestare. È vero, ci manchi Gilles... Il segno che hai lasciato è troppo forte per essere lavato via dagli anni che passano; e che vuoi che siano trent’anni per una leggenda che riesce ad affascinare anche chi non ti ha conosciuto in vita, eppure vivi. Vivi adesso che parlo di te, vivi quando guardo le foto delle tue imprese, vivi quando parlo con gli amici di te, vivi quando mio padre mi racconta le tue gesta sul campo, vivi quando mi accorgo che la Formula 1 di adesso avrebbe bisogno non di uno come te... ma di te!

Francesco E.
"Hai ragione webmaster, sembra ieri. Gil non lo dimentico. Grazie per tenere accesa la fiammella. Come vorrei che i giovani che stravedono per Schumi e Alonso avessero visto, ma non sapranno mai. Un saluto." - Scrivevo queste parole, su questo splendido sito, sei anni fa! Nulla, incredibilmente, è cambiato. Non potevo non lasciare anche solo un piccolo ricordo in questa data. Che bello, di tanto in tanto, digitare l'indirizzo e trovare questo sito, questo vero e proprio sacrario della memoria, sempre presente nello sconfinato, distaccato e, ahimè, fugace mare di Internet! Grazie webmaster, continua a tenere accesa la fiammella. Un saluto.

Fabio V.
Oggi per me è stata una giornata particolare. Trent'anni fa a Zolder morì un pilota che si chiamava Gilles Villeneuve. Già, me ne ero quasi dimenticato di quel piccolo testardo canadese. All'epoca avevo diciotto anni, e come ogni adolescente che si rispetti ero pieno di dubbi su me stesso e sulla mia capacità di affrontare le difficoltà della vita, e quello che mi piaceva di lui e che me lo rendeva speciale era il suo non arrendersi, che non era un non arrendersi normale, ma proprio un rifiuto assoluto di mollare fino alla fine, e pensavo che anche a me sarebbe piaciuto avere quella forza lì. Quando morì, ci soffrii parecchio e, anche se può sembrare stupido, trent'anni dopo, dopo che la vita mi ha insegnato che se quella forza è degli uomini speciali, beh, speciale lo sono anch'io, trent'anni dopo a pensarci ancora un po' di quel dolore, seppellito chissà dove, mi è "tornato su". Ci sono persone che sono fortunato solo per il fatto di averle conosciute e di aver fatto un po' di strada insieme con loro; sono poche, pochissime: i miei genitori, la madre dei miei figli, i miei figli, persone dalle quali ho avuto molto e senza le quali ora sarei sicuramente una persona peggiore. Credo che, anche se non ci siamo mai incontrati, Gilles ed io di strada insieme ne abbiamo fatta tanta. Ciao webmaster, e grazie per il sito.

Pietro T.
Ero un ragazzo quando Gilles morì, ma lo ricordo come se fosse successo ieri. Avevo ventisette anni ed ero già un tifoso di chi mi ha fatto innamorare dello sport dell’automobile. Non credo che piangessi alla notizia ma stetti male, ne sono sicuro. Oggi che ho cinquantasette anni non posso non pensare a tutto quello che ci ha dato e a quello che poteva ancora darci. Un uomo come lui ce ne sono pochi sulla faccia della Terra. Mi emoziona ancora molto pensare al pilota e all’uomo Villeneuve, non lo dimenticherò mai!

Maurizio
In questi trent'anni ho dato la colpa di quello che era successo a Jochen, a Didier, anche e soprattutto ad Enzo Ferrari, colpevole secondo me di non aver dato una macchina in grado di salvare la vita di Gilles, ma oggi dopo trent'anni mi rendo conto che non mi è più possibile ragionare così. Il nostro Gilles aveva delle doti incredibili, inarrivabili per chiunque, ma era un essere umano ed è per questo che la sofferenza è rimasta inalterata dopo tutto questo tempo ed assale il cuore ogni volta che il pensiero è con lui. La sua umanità ce l'ha portato via, ma nello stesso tempo ci unisce a lui per sempre!

webmaster: 8 maggio 1982 - La nascita del Mito Villeneuve...
03/10/2012
Andrea M.
È emozionante questo sito, è un tuffo al cuore nella mia infanzia e adolescenza. Mi innamorai di Gil quando avevo solo dieci anni e nel 1982 piansi per la sorte di questo grande campione a Zolder. Ero alle scuole medie allora e ricordo che con i compagni e il professore di italiano, realizzavamo un giornalino scolastico. Io feci il disegno della macchina e un mio compagno realizzò una bellissima poesia in suo onore. Gil è un pezzo della mia infanzia che rimarrà per sempre nel mio cuore, per le sue gesta indimenticabili che lo hanno reso, se non uno dei più vincenti, sicuramente uno dei più amati e grandi piloti di tutti i tempi. Sarai sempre con noi grande Gil, non ti dimenticheremo.

webmaster: La cosa che tocca di più in queste parole è il fatto che sono ben pochi i ricordi belli che ci si porta dietro dall'infanzia e uno di questi è proprio Gilles. Grazie per la tua testimonianza.
01/04/2013
Claudio D.R.
Salve ragazzi, devo farvi una confidenza. Il vecchio rinco/rimba Magico27/Claudio non riesce a postare su Facebook. Il perché non lo so nemmeno io, o forse lo so. Qui mi sento a casa di Gilles mentre su Facebook no, mi sembra di essere in piazza e quando parlo di lui non mi piace sbraitare o pubblicizzarne il fatto, è un po' come se intaccassi la sua discrezione perché Gilles era così, discreto. Ho una cosa mai detta finora; ebbi la fortuna di stringergli la mano, farmi autografare il cappellino e... nulla, mi bloccai. L’unica cosa che gli dissi fu: "Grazie per quello che ci regali". La risposta? Un sorriso alla Gilles.

webmaster: Ultimamente abbiamo dato notevole rilevanza alla nostra pagina di Facebook perché riesce a coinvolgere maggiormente tutti gli ammiratori di Gilles. Ciò non vuol dire "buttare" in piazza i propri sentimenti, ma semplicemente confrontarsi e poter condividere in maniera diretta e quasi immediata la passione che continua ad alimentare il nostro ricordo del pilota canadese.
08/05/2013
Claudio D.R.
Mi ritrovo di nuovo a commemorare la scomparsa dell'immenso Gil. Sono passati 31 anni da quel tragico giorno e come tutti gli anni mi blocco nel ricordarlo. Sarò un vecchio "rinco paranoico", forse sì, ma durante l'anno mi vengono in mente tante cose da dire, da scrivere e da far vedere con il "tubo". Sapete perché non preparo una bozza e poi la pubblico alla data dell'8 maggio? Semplice. Mi sembra di tradire il suo ricordo, non rispettare quello che ci ha regalato. Quando voglio rilassarmi chiudo gli occhi e vedo le sue gare e ciò che è stato detto, cos'altro aggiungere. Non so se ho già scritto che in passato ho avuto la fortuna di conoscere un canadese che tornava in vacanza dalla mie parti; la sua famiglia era vicina di casa del papà di Gilles, praticamente lo ha visto crescere. Mi raccontò che mentre gareggiava con le motoslitte (da lui costruite) pensava sempre alle quattro ruote, distruggendo le vetture del padre dietro casa. Mi viene in mente una gara vinta da Gilles:
8 aprile 1979.
GP degli Stati Uniti Ovest a Long Beach in California, Stati Uniti.
Ferrari 312T4/037 - 12 cilindri boxer.
Pole position: 1'18"82.
Vincitore davanti a Jody Scheckter a 29"38.
Naturalmente il giro più veloce: 1'21"200.
Questa gara mi è venuta in mente leggendo il web e lui nonostante tutto poteva vincere il titolo, ma si fece da parte rispettando gli accordi:
1° J. Scheckter con 51 punti.
2° G. Villeneuve con 41 punti.
Ciao Gilles.

webmaster: E invece eccoti di nuovo qui a ricordarlo proprio nel giorno più triste. Sicuramente Gilles oggi si aspettava un pensiero anche da te... Grazie.
09/05/2013
Alessandro A.
Grazie per questo bellissimo sito che ci permette di unirci nel ricordo del più grande campione di sempre. A Gilles vorrei dire: "Il tuo coraggio, la tua onestà, la tua lealtà sono diventati un insegnamento di vita per chi ti ha conosciuto e capito. Gilles, sei sempre con noi".

webmaster: Gilles, campione nella vita e campione nello Sport.
12/05/2013
Mauro P.
Sono arrivato solo stasera su Ventisetterosso e voglio fare i complimenti. Il sito è stupendo, dettagliatissimo e trasuda passione per il nostro mai troppo rimpianto Gilles. Ho iniziato a seguire la Formula 1 alla fine degli anni '70 e come tutti voi appassionati ho visto molti grandissimi campioni correre, ma nessuno è come Gilles. Lui era unico, con la sua passione, la sua lealtà ed il suo coraggio smisurato. Capace di imprese impossibili. Ci manchi ancora, Gilles... 31 anni dopo la "febbre" è ancora alta.

webmaster: Queste belle parole dette da te, che segui la Formula 1 da tantissimo tempo, hanno il loro peso e fanno meditare su quanto sia inossidabile il ricordo del campione canadese. Viva Gilles.
29/12/2013
Alessio
Ciao a tutto il popolo di Gilles, mi chiamo Alessio e scrivo da Bergamo. Per prima cosa un enorme complimento al sito che ritengo eccezionale, poi vorrei aggiungere qualche considerazione in merito al protagonista ovvero l'Aviatore, il più immenso in assoluto. Credo che sulla faccia della Terra non camminerà più nessuno come lui, che come qualcuno ha detto già, voleva essere, cercava di essere se stesso e lo è stato fino in fondo. A chi dice e mi spiace ce ne siano, che non avrebbe mai vinto un titolo, perché troppo spericolato, ricordo che Gilles in tre anni di Formula 1, se quelli di Maranello fossero stati onesti solo la metà di lui, avrebbe vinto ben due titoli, 1979 e 1982. Ecco perché nel 1979, l'anno della nascita della leggenda, con Digione, il giro su tre ruote, il sorpasso all'esterno della curva Tarzan, tanto per capire, se quelli di Maranello non gli avessero imposto di fare il gregario, Jody quel mondiale lo avrebbe visto col binocolo, perché a Monza Gil poteva dargli mezzo secondo a passaggio, mentre nel 1982, dopo un anno di sviluppo del turbo, dove aveva fatto imprese epiche, Spagna e Monte-Carlo e in cui Pironi fu inesistente, se quelli di Maranello a Imola non avessero fatto quella porcata tremenda, mandandolo fuori di testa, Gilles avrebbe portato a casa il suo strameritato titolo con la 126C2. Sicuro come l'oro, visto che il suo bolide fece vincere a quelli di Maranello il titolo costruttori con tre piloti diversi che si avvicendarono. Pensate che Gil non avrebbe guidato quell'auto meglio di loro? Sono contrariato al pensiero che il miglior pilota in assoluto che abbia varcato i cancelli di Maranello, sia passato tra gli addetti ai lavori come uno scassa macchine folle. Cari amici, quando parlate di Gil a chiunque, vi prego cercate di ricordarvi bene ciò che avrebbe potuto compiere se lo avessero trattato da vero pilota come lui era! Sono intervenuto anche in diretta alla trasmissione televisiva del giovedì che molti di voi seguiranno, perché il nome Gil va pronunciato solo ed esclusivamente se si dice tutta la verità, perché lui è morto per compiere il suo sogno e merita assoluto rispetto! Scusate lo sfogo, ciao Gilles.

webmaster: Carissimo amico, ovviamente in queste pagine trovi "terreno fertile" per i tuoi condivisibili pensieri. Tutti noi, io per primo, siamo convinti che Gilles di titoli ne avrebbe vinti non uno, ma molti altri ancora. Tralasciando le stagioni passate, era ormai evidente che egli avesse raggiunto finalmente quella maturità agonistica che in molti dicevano fosse la sua debolezza principale. Gilles nel 1982 sarebbe riuscito a convincere i suoi detrattori pur senza snaturare lo stile di guida irruento fino all'incomprensione. Sta di fatto però che la Storia abbia voluto prendersi Gil per farlo diventare parte dei suoi capitoli.
08/05/2014
Alessandro A.
Un saluto affettuoso a tutti i tifosi del grandissimo Gilles.
Sono passati trentadue anni da quel tragico 8 maggio, eppure l'amore per Gilles rimane immenso.

Beppe S.
Ho gioito per Gilles, mi sono incazzato, disperato e ho litigato per difendere il "mio Amico" Gilles da chi lo considerava solo uno scassa macchine e basta. E ho pianto quando ci ha lasciati, ho pianto come se avessi perso uno di famiglia e ancora adesso, se parlo o vedo un suo filmato, mi viene il magone.
È impossibile non aver avuto e voler ancora bene al nostro Gilles, arrivato a Maranello con la furia di un tornado e con la grazia di una libellula. Grazie per questo bellissimo sito. Ciao Gilles.

Maurizio I.
Passano gli anni, cambia il mondo e con lui tutte le cose, le fedi e cambiano pure le persone. Chissà cos'è che mi fa stare bene solo nel vedere una vecchia foto, una delle tante che gli hanno scattato in pista. Certo è che si soffre ancora per la sua mancanza nonostante gli anni. Ma quello che traspare in quelle foto è lo spirito che anima tutti i piloti di tutte le discipline del mondo.
Gilles impersonava quello spirito nelle maniera più sincera e più convinta ed io continuo a sorridere ripensando a lui, perché certe cose sono state così nel passato, lo sono adesso e lo saranno sempre nel futuro.

webmaster: Testimonianze che dopo trentadue anni toccano ancora il cuore...
15/08/2015
Roberto P.
Navigo sul vostro sito saltuariamente, quando la mancanza di Gilles si fa pesante. Ci sono momenti della vita in cui si sente il bisogno di una guida, di un esempio, di un amico. Oggi è un giorno per me fantastico e voglio condividere la mia gioia con voi che sono sicuro, potete capirla. Nel 1982 avevo otto anni. I miei coetanei avevano come idoli i calciatori. Io invece la domenica ero incollato al televisore con mio padre a seguire i GP. Inutile dirvi per chi tifassi. Nell''81 ero ad Imola... dal vivo. Ho fatto di tutto per avere una bici rossa e ci ho dipinto subito sopra un 27. Quando Gilles è morto ho pianto, ma dentro di me speravo sempre di vederlo tornare; di svegliarmi e scoprire che era stato solo un brutto sogno. Crescendo, ho praticato diverse discipline sportive (non automobilistiche per questioni di budget): corsa, bici, sci. Nelle gare non mi sono mai rassegnato, fino in fondo, primo (mai) o penultimo, ma lottando fino all'estremo. Nella vita come nello sport, quando dovevo prendere delle decisioni, meditavo su cosa avrebbe fatto Gil. Non sempre ho fatto la cosa più giusta vista dall'esterno, asetticamente, ma so di essere stato sempre fedele alla mia linea. Ovviamente non ho conosciuto personalmente Gil, però voi potete comprendermi: in tutti questi anni, dall'infanzia all'età adulta, per me è stato un aiuto ed un sostegno nei momenti duri, di fronte alle difficoltà. Ho mollato lo sport a livello dilettantistico con la nascita della mia prima figlia nel 2007; troppe responsabilità. Quando aveva 5 anni, mia figlia ha visto sul desktop del mio portatile la foto di Gilles e mi ha chiesto chi fosse. Dal suo sguardo durante la mia narrazione traspariva poco interesse... fu una delusione per me. Ogni genitore cerca di trasmettere valori profondi ai propri figli: onore, coraggio, lealtà, senso della famiglia, umiltà... tutte doti di Gil. Certe volte le ho fatto vedere alcuni filmati e con lei ho sfogliato dei libri su Gil. L'anno scorso, nel 2014, ha iniziato a fare gare di corsa campestre, 10-12km. Io l'accompagno e corro con lei. All'inizio i risultati erano scarsi: lei è minuta di corporatura, un fascio di nervi, ma non si è mai data per vinta, lottando con quelle più grandi, anche per il penultimo posto. Adesso ha otto anni (quanti ne avevo io a maggio del 1982). Oggi in gara, ad estrazione, le è toccato il pettorale con il numero 27 (forse un presagio). Una gara memorabile, sotto la pioggia e nel fango. Nel passaggio più brutto e pericoloso le ho teso la mano per proteggerla (e non per agevolarla). Ha rifiutato dicendomi: "Gilles non lo farebbe... nessun aiuto". Non lo aveva mai nominato... non immaginavo che l'avesse colpita. Poi ha ripreso la concorrente in testa e l'ha sorpassata. Al traguardo non ha esultato. Avrei voluto sapere cosa pensava. Sono contento come papà... so che mia figlia, con l'esempio di Gil, vivrà una vita sana e con valori incrollabili. Spero che Gil resti sempre nel suo cuore. La febbre è contagiosa... e non passa. Grazie Gilles e grazie a voi che condividete le vostre esperienze.

webmaster: In questa breve sintesi sei riuscito deliziosamente a mescolare passione, valori, famiglia e sentimenti che Gilles rappresenta ancor oggi in tutti noi che gli abbiamo voluto bene. Non posso aggiungere altro, sei stato fantastico. Grazie.
08/05/2016
Claudio D.R.
Eccoci di nuovo qui, purtroppo ricorre il triste giorno che Gilles ci lasciò. A distanza di anni si leggono tante castronerie, ma per fortuna ci sono soggetti che hanno memoria e ricordano le cose come sono andate e soprattutto non rispondono alle provocazioni. Farò come il caro Gilles avrebbe fatto: perdonare e sorridere. Ciao Gilles.

webmaster: Grazie per il tuo puntuale pensiero nel ricordo di una comune e sana passione.
12/07/2016
Umberto R.
Siamo stati a Zeltweg per il GP e mi sono portato la bandiera canadese che ho messo sul prato a fianco dello striscione degli amici del Ferrari club Pordenone. Un omaggio a quella memorabile partenza di Gilles che non posso dimenticare. Dalla terza fila, via davanti a tutti. Mi costa ammettere che ci sono stati piloti complessivamente migliori di Gilles, ma se ci fosse concesso di rivedere un grande del passato il mio biglietto lo spenderei sicuramente per Lui. Gilles è quello che mi ha regalato cose che non sembravano possibili, in questo sta la differenza. Salut.

webmaster: Ci sono stati moltissimi piloti che hanno vinto più di Gilles e le loro vittorie rimarranno impresse negli annali della storia dell'automobilismo sportivo, ma quello che ha fatto Gil rimarrà per sempre nel cuore di chi lo ha visto correre e vincere. In questo sta la differenza.
su
Gilles Villeneuve


Era giunto in cima alla sua montagna e certamente, da lassù, vedeva le cose in un'ottica
diversa  dalla  nostra,  di  noi  che,  umili  formiche,  abbiamo  scelto  di  vederle  dal  basso.


(Jeff Hutchinson da "Grand Prix International magazine" del 13 maggio 1982)