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Gilles Villeneuve
1982
Sono già passati trentaquattro anni da quel tragico 8 maggio 1982. Siamo cresciuti, abbiamo studiato e lavorato, amato ed odiato, abbiamo trascorso momenti felici e momenti tristi, cavalcando la Storia, senza nemmeno rendercene conto. Tutto è stato così tremendamente normale per molti e forse fantastico per alcuni, ma con la consapevolezza di aver vissuto pienamente e di essere stati anche noi protagonisti della nostra vita e, badate bene, questo non è poco.
Per altri non è stato così, forse non leggono queste pagine perché hanno lasciato a noi il compito di testimoniare la loro esistenza, che siano essi stati personaggi famosi o perfetti sconosciuti ai più. Familiari ed amici che ci hanno accompagnato e che ci tendono ancora la loro mano nei nostri pensieri. Ecco, mi è sempre piaciuto pensare che sia andata così, forse Qualcuno ci ha portato via le persone a noi care per permettere loro di aiutarci da una posizione di assoluta beatitudine, prive di qualsiasi impedimento, facendo quello che non avrebbero potuto fare restandoci accanto.
Gilles ci ha regalato numerose imprese e molteplici ricordi che cominciano a sbiadire sulle pagine dei vecchi giornali, ma ci ha lasciato dentro una traccia indelebile della sua personalità. Siamo cambiati pensando a lui e nel tentativo di emularlo siamo forse diventati anche migliori. Questi anni trascorsi sono stati anni di profondi cambiamenti per ognuno di noi, ma con un solo obiettivo: non arrendersi... mai!
 
Saint-Jean-sur-Richelieu
18 gennaio 1950
Lovanio
8 maggio 1982
 
1982
1982
1982
Senza saperlo, i piloti sono le avanguardie della vita che va avanti e, se si fermasse, perirebbe.
Senza saperlo, essi sono i colleghi di coloro che sui più diversi fronti dell'umanità impegnano le battaglie più avanzate.
Uguale è la spinta irresistibile che li proietta avanti: gli scienziati, i medici, gli artisti, i costruttori, gli esploratori, i conquistatori dell'Everest e del K2, i tecnici, gli aviatori, ed anche i campioni del volante.
Alcune di queste pattuglie di pionieri recano al mondo più bene di altre, si capisce: parificare le benemerenze rispettive sarebbe ingiusto ed assurdo. Ma uno solo è lo slancio vitale che le incita al di là dell'ultimo confine.
In questo è il senso vero, la giustificazione, la nobiltà di uno sport che altrimenti si ridurrebbe ad una insensata competizione di ruote e sangue freddo.

Dino Buzzati (scrittore)

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gilles@ventisetterosso.it

- 2001 -

  • Avresti potuto ancora realizzare tanti progetti, conquistare tante vittorie e tanti traguardi. Lo faremo noi tutto questo... per te.
    Fabrizio
  • Mi sembra ieri, eppure in questi venti anni sono successe tantissime cose e nonostante tutto... mi sembra ieri. Se penso che un ragazzo nato nel 1982 fa il militare, mi sembra incredibile... come passa il tempo! Io invece ne ho ormai 37 e non riesco a fare a meno di scrivere qualcosa sul mio MITO. Sì, all'epoca avevo 17 anni e quel giorno, l'8 Maggio 1982, per me un sogno si è infranto. A quella età ci si crede grandi e "bisogna" fare i duri ed io non riuscivo a spiegarmi come mai in quella occasione, non riuscivo a frenare le lacrime, alla fine scappai in bagno per non farmi vedere dai Miei. Forse solo in quel momento capii fino in fondo quanto il piccolo canadese mi avesse stregato. Mi aveva stregato con tutte quelle corse tiratissime, sempre al limite, spesso in condizioni d'inferiorità di macchina e indipendentemente dalla posizione in cui era, primo, terzo, sesto, lui correva sempre alla stessa maniera. Indimenticabile pietra miliare, che per me rappresenta l'essenza di quello che era Gilles, è l'incredibile duello con Arnoux nel '79 a Digione in Francia. In quegli ultimi tre giri "alla morte" c'era tutto Gilles: classe, determinazione, astuzia, rispetto, coraggio, combattività, accompagnata sempre da tanta correttezza e lealtà verso gli avversari. Quella lealtà che manifestò in pieno a Jody Scheckter a Monza sempre nel '79, rimanendo dietro di lui per tutto il Gran Premio (vincendo quella gara avrebbe ancora avuto la possibilità di vincere il mondiale) e che invece gli fu negata dal suo compagno, e fino ad allora amico Didier Pironi, ad Imola, due settimane prima dell'incidente di Zolder. Su quel podio triste ci furono tanti drammi umani: la fine di un'amicizia tra Gilles e Didier e le relative famiglie, la gestione Ferrari nel "pallone" perché era chiaro a tutti che quel giorno doveva vincere Gilles e poi ci fu quella che io ho definito una piccola "maledizione"... Terzo arrivò Michele Alboreto (ciao Michele è circa un anno che ci hai lasciato anche tu), secondo Gilles, primo Didier Pironi, che qualche mese dopo ebbe un incidente con tutte e due le gambe rotte e dopo qualche anno morì, durante una gara di off-shore proprio mentre la moglie aspettava due gemelli che non a caso furono chiamati Gilles e Didier. Gilles infiammò tanti cuori, compreso il mio, con quella sua faccia semplice, da ragazzino, con quella guida di traverso, con quelle EMOZIONI allo stato puro che sapeva regalare, mi (ci) contagiò come un virus: la febbre Villeneuve, che è simile alla malaria, è lì assopita ma poi, di tanto in tanto, salta nuovamente fuori... quando guardo una videocassetta, un libro o altro e, nonostante sia vicino ai 40 anni, mi riempie ancora gli occhi di lacrime... ormai credo che non mi passerà più, quella macchina rossa numero 27 sarà sempre nei miei ricordi. Come disse anche il Drake a suo tempo: "Caro Gilles, io ti ho voluto bene".
    Bruno

- 2002 -

  • Oggi per me è un giorno di lutto; ancora ricordo quei terribili momenti di venti anni fa e l'attesa, in quel maledetto pomeriggio di maggio, di qualche notizia positiva dopo l'incidente (ore 13.52), fino alla notizia della sua morte (ore 21.12). Non ci ho creduto subito perché ero convinto che non doveva e non poteva succedergli niente o che comunque, ne sarebbe uscito fuori e, ancora oggi, faccio fatica a credere che sia successo ma il suo mito vive ancora e quel 27 rosso è diventato per me un portafortuna. Grazie Gilles, grazie per tutte le emozioni che ci hai regalato, per me sei stato e resterai sempre il più grande di tutti. Ti abbiamo voluto bene e non ti dimenticheremo mai!
    Francesco
  • Ciao Gilles, il mio pensiero va a Te, eroe della mia adolescenza. Oggi che sono trascorsi venti anni dalle 13.52 di quel sabato 8 maggio 1982, quando ancora le prove non venivano trasmesse in televisione e arrivò la notizia solamente dai telegiornali. CIAO MITO.
    Achille
  • ...Resta tuo il nostro cuore... ...Resta tuo il nostro cuore... ...Resta tuo il nostro cuore... Queste furono le parole con cui allora Marcello Sabbatini ti salutò dalle pagine di Rombo e queste sono le sole parole con cui riesco a descrivere l'emozione che il tuo ricordo, il ricordo di quel triste pomeriggio provoca in me. È andata proprio così, Gilles, il mio cuore sportivo oggi batte ancora per Te. Chi ti seppe capire e riconobbe la purezza del talento, disse che passasti nel mondo della Formula 1 come una cometa. Sono passati venti anni ma il ricordo del tuo stile, della tua forza, della tua indomita volontà, rappresentano per noi un assoluto, consapevoli che il passaggio di quella cometa ci lasciò un segno indelebile. ...Resta Tuo il Nostro Cuore... Averti visto correre, vincere, lottare sempre e comunque ci ha aiutato a diventare più veri, autentici, ci ha insegnato a correre in quel Gran Premio di ogni giorno che si chiama vita vera. Mentre scrivo, nei miei occhi riaffiorano le stesse lacrime di quelle ore, doveva andare così Gilles, Salut Champion!
    Enrico
  • 8 maggio un tiepido sole... in punta di piedi, dalla finestra vedo un piccolo acero in germogli freschi. Intorno, alcune rondini che volano alte... 8 maggio un tiepido sole... dalla finestra, un grosso fusto d'acero avvolto da un fiero stormo di foglie nuove. Nel mezzo, vent'anni, una vita, un solo giorno. Le ricorrenze... Le commemorazioni... A volte sono solo tiepidi pretesti... banali usanze... per forzare un ricordo. Non per me... 8 maggio è un giorno ben preciso... 8 maggio è tutti i giorni... 8 maggio è giorno per giorno... e intorno, alcune rondini che volano alte.
    Mario
  • Gilles, quando sono nato tu eri già morto da cinque anni, eppure sono stato contagiato dalla febbre Villeneuve. Sai grazie a che cosa? Ad un semplice, normalissimo libro ma mistico, come te: "Gilles Vivo". Pensa, di te ho solo questo libro (già letto qualche decina di volte) ed una videocassetta (che quando l'ho vista mi è mancato il respiro), mentre di Senna ho infinitamente tante più cose, però quello che tanti continuano a definire il più grande non mi ha mai provocato un millesimo delle emozioni che continuo a provare per te. Non penso sia un caso. Gilles, anche se non ti ho mai conosciuto, sarai sempre il mio mito. Insieme a mio papà. Grazie, Gilles. Sarai sempre il più grande di tutti, sicuramente il più amato.
    Claudio
  • Regala loro un sogno, senza aspettarti di essere ricambiato, ma solamente di rimanere nei loro cuori per sempre.
    Annamaria
  • Ciao Gilles, già venti anni da quel sabato 8 maggio 1982... Mi ricordo di quel pomeriggio come se fosse oggi: mio nonno, che aspettava me ed i miei genitori per pranzo, dal pianerottolo urlava a mio padre: "È morto Villeneuve!!!". I volti increduli della mia famiglia davanti alla TV, il silenzio, il vuoto... Avevo solo quattro anni all'epoca ma la mia mente ha custodito quei momenti da qualche parte, fino ad oggi. Ho avuto modo, con il tempo, di conoscere le tue gesta, tramite libri, videocassette e soprattutto con i racconti delle persone che ti hanno conosciuto e che sono entrate nella tua leggenda, come il tuo amico Renè. Tu sai che ho sempre cercato di imitarti, tu sai che ho sempre cercato di prendere spunto dalle tue gesta e dalla tua vita per trovare la forza, anche nei momenti peggiori... È passato tanto tempo e molte cose sono cambiate, alcuni sogni sono svaniti nel tempo e altri si sono realizzati ma la vita va avanti e tu, Gilles, sei sempre vivo nel mio cuore... E lo sarai per sempre. Ti voglio bene.
    Simone
  • Oggi, alla bella età di 36 anni, ho scoperto che ancora mi commuovo se rivedo le immagini di Gilles...
    Luigi
  • Il tuo grande e immenso cuore, le tue partenze brucianti, le acrobazie, tutte le vittorie ed i ritiri, le gioie e i dolori, tu per me eri tutto, la Formula 1 ma non solo quello. Quella determinazione, la voglia di non arrendersi di fronte alle difficoltà, il saluto ai tifosi all'uscita della pista di Fiorano, partendo a mille. La velocità c'è l'ho dentro e con lei porto ancora oggi il tuo ricordo, nonostante siano passati venti anni e tante cose siano cambiate. Grazie di cuore Gil l'aviatore.
    "Robinix"
  • Gilles Villeneuve ha avuto il grande merito di far scattare in me la scintilla della passione per la F.1. L'8 Maggio 1982 avevo da poco compiuto un anno e non potevo capire ciò che stava accadendo sul circuito di Zolder. Poi, otto anni dopo, ho rivisto casualmente le immagini delle sue prodezze su una videocassetta. Da quel momento, la storia di Gilles mi ha talmente incuriosito che ho iniziato a leggere riviste specializzate e libri sul pilota canadese e sul mondo della F.1. Devo a Gilles il mio amore per i Gran Premi e, nel momento in cui, rivedo i filmati che lo ritraggono sconcertato e lacerato dalla delusione sul podio di Imola, vengo scosso da un sentimento di profonda commozione. La febbre Villeneuve ha contagiato anche me! Grazie Gilles per la benefica malattia!
    Sandro
  • Sembra stupido ma è come se ti conoscessi, è come se sapessi ogni cosa di te, è come se vivessi nel tuo ricordo e nel tuo ricordo agissi, ogni attimo della mia giovane vita. Ti voglio bene Gilles.
    Consuelo
  • Ciao eterno Gil, io sono qui e mi ispiro a te. Dal mio lettino vedo te. Dalla mia automobilina da corsa imito te. Dammi la forza. Eterno sognatore.
    Junior
  • Ciao. Un amico, sapendo il mio amore per te, mi ha dato l'indirizzo di questo sito. Che dire... è successo ciò che succede sempre quando guardo le tue foto... ad un certo punto tutto è diventato nebbia... le foto non erano più chiare, ma la colpa non è del PC ma del mio cuore, dei miei occhi che si riempiono di lacrime ogni volta che vedo o leggo qualcosa su di te. Erano poche le donne negli anni '70/'80 che seguivano la Formula 1, io ero una di quelle... anzi lo sono ancora. Ancora adesso con i miei 51 anni, amo, soffro, gioisco per la Formula 1. MA NESSUNO È COME TE! Nessuno mi ha fatto provare ciò che ho provato con te. Non eri solo UN MITO, eri un uomo straordinario che amava la vita e il suo lavoro, eri tutto ciò che un cuore può provare! Io ho lottato per poter continuare a vivere e fino ad ora ce l'ho fatta. Tu ti sei fermato con un volo, ma continuerai a volare nel mio cuore! Ti voglio bene Gilles.
    "Pat"
  • Mi manchi. Nessuno è più stato come te. Oggi pensano ai soldi e basta. Tu correvi per amore. Si buttano fuori pista, si odiano e fanno gli ipocriti. Tu e Arnoux, a Digione, ci avete regalato uno dei momenti di sport più belli di sempre: non c'era nemmeno in palio la vittoria e non vi siete mai mancati di rispetto pur lottando strenuamente. A volte ci prendono in giro. Tu eri solare, ai tuoi tempi era tutto più umano, tu eri un grande uomo. Ricordo quel giorno, ogni tanto mi scorrono davanti quelle immagini. Oggi faccio il giornalista e ho scritto anche di te, ma tu non rivivi. Piango Gilles, dove sei?
    Stefano
  • Ciao Gilles, ho 22 anni ed ho scoperto le tue imprese e la tua grinta quando ne avevo 12. Ho letto anche io libri su di te ed ho consumato il videoregistratore a furia di rivedere il tuo duello con Arnoux: sei grande, non ci sarà mai nessuno al tuo livello in grado di eguagliarti. L'8 maggio 2002, mentre tutto il mondo era indaffarato a correr dietro a chissà cosa, io pensavo a te e passavo il tempo di fronte ai telegiornali in cerca di qualche tua immagine inedita... una vana illusione... Gilles, ogni volta che vedo qualche foto che ti ritrae in azione, provo una grande tristezza perché non ci sei più ma anche un grande rammarico per non averti visto direttamente in azione, per non aver potuto tifare per te, per non aver potuto gioire delle tue sei immense vittorie!
    Paolo
  • Ti ho conosciuto solo grazie ad Internet ed al tuo Jacques. Ho quasi 19 anni e anche se non ti ho mai visto, tranne che in video, ho detto: "Gilles sei un grande!!!"
    "Pan"
  • Gilles, quanti bei messaggi, quante belle parole ti sono state scritte: è stupendo, sembra quasi un miracolo, a distanza di anni tu vivi sempre nel ricordo emozionato di tante persone che ti vogliono ancora bene.
    Consuelo
  • Resterai sempre nei nostri cuori Gil, il tempo non sbiadirà mai il tuo ricordo.
    Alberto
  • Nel settembre del 1977 arrivasti alla corte del grande Enzo Ferrari col tuo viso dolce ed i tuoi modi gentili. Eri tu "GILLES" e da quel giorno fino alla tua morte da tutti noi tifosi raccogliesti amore in quantità smisurata e ci regalasti emozioni, tante emozioni, un rimpianto ed un immenso vuoto che nessun pilota potrà mai in minima parte colmare. In pista fosti sempre generoso, sempre e comunque al limite e probabilmente, proprio a causa della grande passione che avevi per la velocità, ci lasciasti. I tuoi duelli, le tue vittorie, le tue imprese, provocarono delirio quasi al limite del credibile e quel sabato a te fatale resterà per sempre nella nostra mente nonchè nella leggenda della Formula 1. Il tuo dolce viso ci ricorderà sempre quella grande e luminosa cometa dell'automobilismo che fosti, come ci ricorderà sempre che per l'automobilismo ci fu gente che perse la vita... Grazie Gilles!
    Antonio
  • Caro Gilles, 20 anni sono passati dal tuo ultimo tragico volo. In quei giorni tu eri il mio primo eroe, avevo solo cinque anni. Eppure, nonostante i grandi successi di Schumacher, resti sempre tu il più grande e il più amato. Grazie di essere stato con noi ferraristi, per quei quattro anni. Ciao Gilles!
    Karl
  • Fuori piove, c'è pure freddo. E allora trovo il calore e la forza guardando nuovamente le tue immagini, piccolo grande Gil. Saluto te e mio padre; sicuramente ti avrà detto che eravamo a Montecarlo e al Jarama in quell'incredibile 1981. Mi hai insegnato che più che vincere è importante impegnarsi al massimo sempre e comunque. La vittoria arriverà, in ogni caso. Subito o anche dopo vent'anni.
    Marino
  • Volava eccome... Un bambino di sei anni non poteva non accorgersene; c'era Peter Pan, c'era Superman, c'era Gilles Villeneuve. I sogni non possono morire, no, non questi. Aveva ragione. L'ho visto volare altre mille volte e nei miei sogni atterrava sempre. Quel giorno mio padre piangeva come un bambino ed io che bambino lo ero, non piansi. "Vedrai che si rialza, papà, lui si alza sempre e con il muletto farà ancora una volta la pole. È Villeneuve, papà, tutto OK". Addio Gilles, grazie da quel piccolo bimbo che è rimasto dentro di me.
    Alessio
  • Avevo sedici anni nel 1982; frequentavo la 5a ginnasio. Ora ne ho trentasei e un bimbo di quasi cinque, eppure mi si velano ancora gli occhi pensando a te, ricordando piccoli particolari del mito... la febbre! Vorrei riuscire a spiegare al mio piccolo Giovanni chi eri e cosa ci hai lasciato: un modo di vivere, la poesia di un piccolo grande uomo... cosa ci rimane? L'esempio, che è tutto! Salutami Ayrton, Elio e tutti gli altri...
    Mariano

- 2003 -

  • Ciao Gilles, resterai sempre nel mio cuore!
    Paolo
  • Grazie Gilles, mi hai insegnato a non mollare mai, neanche nei momenti più difficili. Sei stato un esempio di grande lealtà, coraggio e simpatia... non ti dimenticherò mai, ciao.
    Matteo
  • Sei unico, sono convinto che non ci sarà più nessuno capace di emulare le tue gesta. Il tuo motto era: "Datemi un'automobilina a pedali, datemi un missile, datemi qualunque cosa si muova ed in poco tempo la porterò al limite". Ciao Gilles, il tuo astro non si spegnerà mai!
    Gianluca
  • Sono convinto che il sogno non si sia spezzato quel giorno a Zolder, ma che la tua corsa infinita sia continuata nelle piste del cielo. Ciao Gilles, ciao piccolo grande uomo.
    Marco
  • Io non posso dire di averti visto, di aver vissuto la tua epoca; io non posso dire di aver pianto in quel lontano 1982; io non posso dire di aver gioito per le sempre troppo poche vittorie in quegli anni in cui la Formula 1 era tutt'altra cosa. Io non posso dirlo, io sono nata solo cinque anni dopo quell'8 maggio, anzi, sono nata esattamente cinque anni dopo quel maledettissimo 25 aprile, in cui però, dovrò festeggiare a vita. Eppure sono qui, a piangerti, nonostante tutto, nonostante gli anni, nonostante sia cresciuta in un periodo in cui la Ferrari stravince con un tedesco che assomiglia troppo ad una macchina e troppo poco a te. Le emozioni dei tuoi tifosi, le posso solo vagheggiare, ma le immagini delle tue gare accendono ancora una luce, le parole che ti riportano alla memoria accendono lo sguardo di chi ha vissuto nei tuoi anni. Posso dire, questo sì, che ci sono anch'io tra chi ha contratto la Febbre Villeneuve, che anch'io piango o rido rivedendo Gran Premi molto lontani, per una ragazza di poco meno di 16 anni, molto, troppo lontani per tutti. E ora sono qui a ricordare quei ricordi non miei, a rivivere emozioni non mie, ma che sento mie più di ogni altra cosa; ricordo e faccio di tutto per fare in modo che almeno qualcuno ti ricordi, che almeno qualcuno ricordi un piccolo canadese, aviatore nel cuore, pilota nell'anima. Salut Gilles.
    Elisa
  • Caro Gilles, quando te ne sei andato avevo solo sei anni ma la tua vita straordinaria, oltre ogni limite, mi ha insegnato e mi insegna che non bisogna arrendersi, bisogna lottare! Resterai per sempre nel mio cuore. Dentro di me so per certo che la tua passione e il tuo amore per la vita e per le corse, vivono in noi che ti vogliamo bene, vivono in tuo figlio Jacques che guida per la tua stessa passione, per il "giro" e non per la vittoria. Ti ricorderò sempre Gilles, con tutto il mio cuore.
    Claudia
  • Cosa ti potrei dire oggi, 8 maggio 2003? Una semplice cosa: vola! Purtroppo 21 anni fa lo hai fatto per sempre, ma oggi più che mai io sento un rombo di motore dentro la testa, dentro il mio cuore. Quel rombo è il rombo della tua Ferrari numero 27, quel rombo che non ho mai sentito, ma che riconoscerei tra un milione, il rombo inconfondibile di una macchina che, nelle mani di un piccolo canadese, sapeva fare miracoli. "So che nessun uomo può fare miracoli, ma a volte Villeneuve li fa", ricordi queste parole? Era il 21 giugno 1981, Jarama, l'apoteosi. Queste parole sono state dette da Laffite, solo dopo pochi mesi era Piquet a commentare Montreal 1981: "È un pazzo, ma è un genio. Ed è il solo" ed è vero, sei stato, sei e (se tutto va avanti così) sarai sempre il solo, l'unico Aviatore. Salut Gilles, bonne chance.
    Elisa
  • A distanza di più di venti anni mi ritrovo qui a scriverti come fosse ieri. L'unica cosa che mi sento di dirti in questa circostanza, è che farai sempre parte della mia esistenza. Sei stato per me il fratello che non ho mai avuto, la persona che per la prima volta mi ha fatto comprendere cosa significa voler bene. Ti porto ogni giorno con me e quel dolore così forte per la tua perdita col tempo si sta attenuando. Quella F.1 che tu mi avevi insegnato ad amare non mi entusiasma più e penso che anche tu ti saresti rifiutato nel continuare a rischiare per uno sport che ormai è solo sponsor e bassi compromessi. Ti ringrazio per avermi regalato i quattro anni più belli della mia adolescenza, ciao.
    Eugenia
  • 8 maggio, questo è il giorno più doloroso dell'anno. Echeggerai in eternità, nessuno più come te. Grazie!
    Jonathan
  • È passato un altro anno, ma non dimentico. Sei un mito.
    Emanuela
  • Ciao Gilles... non ti dimenticherò mai... sei la mia stella più bella...
    Luigi
  • Sono nato nel 1979, di te non dovrei sapere quasi nulla, invece mio papà mi ha raccontato tutto, ho tutti i libri che ti hanno dedicato, i video delle tue imprese. La "Febbre Villeneuve" continua ancora, anche oggi, nel 2003. Mai nessuno è stato e sarà come te, nessuno.
    Alessandro
  • È difficile riuscire a scrivere qualcosa con lucidità, le righe lasciate dagli amici nel tuo ricordo hanno riportato la mia mente a quei meravigliosi anni e mi fai piangere ancora! Per sempre... con te nel cuore.
    Roberto
  • Avevo solo quattro anni quando mi hai infettato. Nessuna cura e nessun tuo collega è riuscito a farmi passare la febbre e piango di gioia nel vedere che, ancora oggi, tante persone sono felicemente malate. Aiutaci a non guarire mai...
    Giuseppe

- 2004 -

  • Caro Gilles, ti scrivo queste poche righe come se fossi ancora presente fisicamente tra di noi. 18 Gennaio 1950 ed 8 Maggio 1982 sono le date indimenticabili, che mi hanno legato indissolubilmente all'inizio ed alla fine di un sogno meraviglioso. Per questo anche se in ritardo, ti voglio ricordare sempre come un evento bellissimo che ha segnato la mia adolescenza.
    Eugenia
  • Inimitabile, unico, stupendo e ancora non basta. Solo pensando a te mi vengono i brividi e la febbre non mi passerà mai. Sei il più grande e fra le lacrime ti ricordo come la stella più lucente in un cielo non abbastanza grande per te. Ciao Gilles!
    Marco
  • Sono ormai passati 22 anni da quel maledetto sabato 8 maggio, da quel buco nero che risucchia tutto ciò che capita in quel momento ed in quel momento c'eri tu... un uomo... un pilota... una LEGGENDA. Io sono nato quando tu già guardavi tutti noi da lassù, ma ho avuto sempre l'impressione di averti conosciuto ed amato. Le tue eroiche gesta sono ormai momenti irripetibili, momenti che non ho potuto assaporare in diretta ma che ho potuto rivivere solo dopo qualche anno; l'effetto forse è diverso perchè dietro quelle innumerevoli derapate il pensiero va subito alla fine, oltre la vita. Spero che lassù tu possa stare meglio di come stavi qui da noi, pensando che Dio ti abbia dato l'opportunità di incontrare i tuoi colleghi. Possa la tua stella proteggermi in qualche modo, grazie Gilles!
    Gerardo
  • Ciao Gilles, oggi è l'8 di maggio ed in TV, dopo le qualifiche che vedono la Rossa in pole (chi la guida oggi è tanto bravo quanto diverso da te...), i giornalisti si sono ricordati che questi 22 anni che ci separano sono difficili da colmare. Quel dannato 8 maggio 1982 avevo quattro anni, ricordo mio padre che piangeva e per due giorni a malapena trovò la forza di uscire di casa, io non potevo capire... Ricordo che da piccolo mi imboccava mimando il tuo elicottero al posto del solito aereoplanino. Quando mi portava con sé al bar o dagli amici, mi pettinava con quella frangetta strana e poi diceva: "A chi somiglia?". Gli mancavi e quello era il suo modo di ricordarti e di attaccarmi la "febbre". Poi ho letto, visto e capito; ho capito che per molti come mio padre sei stato un modello: in pista per l'ardimento e fuori per la normalità ed i valori genuini. Oggi, tutte le volte che per puro gusto intraversiamo la nostra auto, penso che dall'alto ci guardi e sorridi perché sai che quelli sono i chiari sintomi di una malattia che tu ci hai attaccato... una malattia dalla quale non guariremo mai.
    Lauro
  • Ciao Gilles, la tua foto rimarrà sempre in camera mia.
    "Albex"
  • Ho sempre quell'immagine davanti a me; nitida e definita nel silenzio più immenso. Il mio sguardo resta immobile, a cercare invano i tuoi occhi dentro un casco rossoblu, posato su di un bianco velo. Le mie lacrime intanto, a dirmi che non riuscirò a vederli mai più. Scorrono sul viso lente, proprio come le parole di San Pietro, che lievi, accarezzano d'un tratto i miei pensieri: "Ho combattuto la mia battaglia; sono arrivato al termine della mia strada; ho conservato la mia fede." Il mio sguardo smarrito volge ora lassù, attratto dai candidi bagliori di quelle stelle che abbracciano il cielo. Adesso sì, ora li vedo. Ora so che riuscirò di nuovo e sempre a vedere i tuoi occhi, lassù, immersi in quel cielo. Forse l'unica cosa più grande di te.
    Mario
  • A volte il tempo tira carte mancine, perché concede dell'obbrobrio la visione e ti priva di colui che fa sognare, cercando in uno scorcio di speranza il miracolo di farlo decollare, ma i sogni infranti a terra si smarriscon nel cassetto e rivivono in un sogno più perfetto che lo vede scorazzare lassù in alto dove doma il suo puledro d'acciaio, quello rampante sul musetto. Correrai ancor più forte per le vie del cielo.
    Tommaso
  • Hai rubato il cuore al Drago, solo tu l'hai fatto, a lui che vedeva solo l'auto e mai il pilota; diceva che gli ricordavi quando era giovane, ti amava, ti difendeva... Sei stato l'ultima luce, spenta troppo presto. La nostra mente ha creduto, chissà perché, che dove finiva il tuo piede dovesse per forza, in qualche modo, incominciare un acceleratore... Ma non fu così! Non ci fu un letto d'ospedale, non ci fu speranza, non ci fu il tuo angelo con la sua sapiente mano, ci fu solo un volo, l'ultimo, il più lungo. E mentre Tu ci lasciavi il Ventisette-Rosso raccontava la sua favola vera.
    Tommaso
  • Da qualche anno seguivo la domenica in TV ogni Gran Premio accanto a mio papà ma il primo di luglio del 1979 cambiò tutto, da quel giorno in poi furono brividi. L'8 maggio 1982 avevo 11 anni e sono morto per la prima volta. Da allora non sento più nulla allo stesso modo... le emozioni più pure ed innocenti sono rimaste nello scrigno di quei tempi. Grazie di tutto Gilles.
    Paolo
  • Avevo otto anni, ma già da qualche anno ero incollato alla TV per seguire la Formula 1... poi lo schianto... mio padre che torna a casa e mi chiede, vedendo la mia faccia: "Che cosa è successo?" - "Pà è morto Gilles!" Lui che non ci crede... io che non ci credo e dopo 22 anni sono ancora lì, a rivedere l'incidente... era il destino. Grazie per quelle magnifiche emozioni.
    Fabry
  • Sono nato nell'88 e ti ho conosciuto per la prima volta in un programma della RAI nel 2004, ma mi hai lasciato un segno indelebile nel cuore... So che un filmato non può descrivere una persona come te, ma io non so trovare le parole, insomma Gil, sei un esempio, un mito! Non mollare mai! Ciao Gil.
    Silvano
  • Caro Gilles, con il cuore in gola vorrei dirti tante cose, ma non basterebbero per farti capire che, dall'età di 14 anni, mi sei entrato dentro il cuore, nella mente e da allora ti porto sempre come un esempio da seguire, anche nella vita di tutti i giorni perché tu non sei stato solo un pilota, ma sei stato soprattutto una persona, non come tutti gli altri. Un domani, ai miei figli racconterò, prima che si addormentino, di un piccolo aviatore che fece saltare intere folle con le sue acrobazie sopra un cavallo nero, che non ne voleva sapere di sentire le briglie del cavaliere senza paura, ma che riusciva sempre ad addomesticarlo, là dove altri cavalieri credevano fosse impossibile. Sono 14 anni che seguo la F.1 e la seguirò ancora per tanto tempo, ma nel mio cuore ci sarai sempre tu, Gilles, perché per me allora si poteva definire Formula 1, dove il pilota ci metteva tutto quello che poteva e anche di più oltre al piede destro; adesso le cose sono cambiate caro Gilles, forse neanche a te piacerebbe questa F.1 o forse toglieresti tutti i chips per far vedere veramente cosa vuol dire essere un pilota di macchine da corsa. Spero un domani d'incontrarti e di abbracciarti dicendoti quanto sei stato importante nella mia vita, ma non ancora. Ti voglio bene Gilles.
    Alessandro
  • Non ho potuto esultare per le tue gesta, in quanto avevo pochi mesi quando te ne andasti, ma in questi anni sei sempre stato per me un modello a cui ispirarmi. Guardando le gare che hai corso e i libri su di te mi hai insegnato a non mollare, in nessun caso, anche quando le difficoltà sembrano insormontabili. Grazie di tutto Gilles...
    Nicola

- 2005 -

  • Ciao Gilles. Per commemorarti, molto spesso, si sprecano fiumi di parole che poi si riducono ogni volta alle solite frasi dette e ridette. Per ricordarti voglio usare solo queste parole: "Ti porto ogni giorno con me... per sempre".
    Jenny
  • Sono nata nell'89 e ti ho conosciuto attraverso i racconti dei miei genitori e i filmati che mi hanno prestato; non ci sono parole per descrivere ciò che ho provato vedendoli. Sei unico e spero che lassù potrai correre ancora sui circuiti del cielo, insieme a mio padre, tuo grande tifoso. Ciao Gil.
    Marika
  • Non c'è cura per la tua febbre, Gilles! Sto ancora male e credo che lo starò per sempre.
    Enrico
  • Mi fermo a questa curva ora; poso il mio capo qui a fianco, vicino a quest'ultimo nastro d'asfalto. Posso respirare il profumo d'erba da qui e vedere l'azzurro terso oltre le cime di quegli alberi. Lui mi sussurra: "Chiudi gli occhi, riposa, la tua pista è quassù". Un'ultima carezza a quel volante a lungo percosso, che giace in quiete ora fra le mie mani. Ho speso tutta la vita per capire che avevo un cuore solo e che almeno a lui non avrei potuto mai mentire. Lui sa quanto mi costa premere il freno. Proprio qui, proprio ora. Ma lui mi ha detto: "Chiudi gli occhi e riposa, la tua pista è quassù". Sono pronto di nuovo ad abbassare la visiera ed infine a chiudere i miei occhi. Poiché le luci di quel semaforo non brilleranno più per me. Poiché l'ago di quel cronometro non ruoterà più per me. Dove vado io non servono strade, la mia gara adesso è nel vento. Ora sono il vento... Il mio sogno è un eterno sorpasso e nulla che mi possa destare. Lui mi sussurra: "Chiudi gli occhi adesso e riposa, la tua pista è quassù". Ed io ora chiudo gli occhi... e... nulla che mi possa destare. Ciao Gil.
    Mario
  • Il mio cuore si è marchiato a fuoco l'8 maggio 1982 e sanguina ancora, non è solo dolore, è immensa riconoscenza! Grazie Gilles. È maggio ancora, sul nero asfalto, si toccano in un battito le ciglia e quel giorno è ormai volato come un soffio, come un tuono: lo stesso che passò sulla tua vita lasciando sul tuo coraggio... il vento dei ricordi.
    Anna
  • Possano arrivare a te queste poche parole di stima. Ci manchi tantissimo, dopo quella gara a Digione tutto non era più lo stesso, hai stravolto le leggi della fisica e della Formula 1. Certo qualcuno dirà che non sei mai diventato iridato ma per noi bambini, ragazzini, che ti abbiamo seguito fino all'ultimo respiro, eccome se lo sei stato, hai fatto molto di più, malgrado questa lacuna sei entrato nella leggenda... GRANDE!
    Paolo
  • Il mio modo di guidare è veloce per il gusto di essere veloce, non per un premio finale, con la testa leggermente piegata verso destra... come te...
    Paolo
  • Sono un ragazzo dell''88, ma essendo un appassionato di motori ho avuto modo di conoscerti tra i filmati, le informazioni ed i ricordi di mio padre. Da allora sei diventato il mio idolo ed il mio esempio da seguire. Spero di prendere la tua strada in pieno e cioè quella di essere leale e corretto... insomma un UOMO, non solo un pilota... grazie Gilles... sostienimi da lassù!
    Rosario

- 2006 -

  • Quando sono in difficoltà, penso a te, Gilles, dopo tanti anni non è cambiato nulla anzi, sempre più spesso sei nei miei ricordi, come allora e più di allora. Secondo me stai volando in cielo con la tua Ferrari, ciao Gil.
    Marc
  • Ciao Gilles, sono passati 24 anni da quell'8 maggio, ma il tuo ricordo dentro di me è vivo come se fosse ieri... ogni lacrima versata quel giorno, ha tolto un pezzo dalla mia anima e ogni anno, quando ricordo quel pomeriggio, anche se ormai ho 45 anni, non riesco a trattenere le lacrime, come ora che ti sto scrivendo! Comunque sappi che dentro di me sei vivo come allora e da allora il cuore rosso Ferrari si è tinto di nero e da quel giorno non tifo e non tiferò mai più Ferrari, mi spiace, ma la tua morte, è causa loro, non dovevano farti quel torto! Purtroppo, dopo di te il vuoto... nessun altro Gilles si è fatto vedere, nessuno che "ogni incidente erano come cinque incidenti". Nessun altro che dava il 101% come lo davi tu, sempre e comunque! Ciao Gilles... scommetto che lassù i Gran Premi sono tutti tuoi...
    "Karand"
  • Ciao Gilles, sono passati 24 anni da quel tragico 8 maggio ed io ti porto sempre nei miei pensieri. Ciao mitico Gilles.
    Salvatore
  • Ciao piccolo acrobata canadese... sono 24 anni che guidi nei cieli... non ho potuto conoscere le tue gesta se non dopo la tua morte... un mito... su un fulmine rosso... non guidavi, ma volavi... e poi quel tragico volo... l'ultimo... rimarrai sempre nel mio cuore... ogni sera prima di addormentarmi guardo il cielo e prego... tra le miriadi di stelle riesco a scorgerti vicino ad Enzo Ferrari ed al mio papà... ti ho scoperto in un sogno... una notte ti ho sognato, non sapevo chi fossi... ero piccola, ma già seguivo la F.1... poi su un giornale ho visto la tua foto e ti ho riconosciuto... ho letto di te... quei pochi anni che ho passato con mio padre lui parlava sempre di te... e lì la febbre Villeneuve mi ha colpita... non ricordo cosa dicevi... ma ricordo il tuo volto... il tuo sorriso... i tuoi occhi... mi (ci) manchi... ti voglio bene... domani, dove sai, ci sarà una rosa rossa per ricordare dopo 24 anni la scomparsa di un grande uomo e di un grande campione... Villeneuve.
    Sabrina
  • Ciao mitico Gilles, anche oggi dopo 24 anni ti ho pensato, eh sì, non c'è niente da fare, mi manchi! Quando si riesce a creare questo tipo di stato d'animo nelle persone, significa che l'hai fatta veramente "grossa"... GRAZIE, non è facile versare una lacrima quando hai superato i 40.
    Bruno
  • Ricordo ancora il giorno del tuo incidente, mi fa ancora molto male pensare a ciò che fu, ma il ricordo che ho non svanirà mai.
    "Attila 67"
  • Non importa se hai vinto poco... hai dato più emozioni tu di altri che hanno vinto tanto. Nel mio personale albo d'oro, il campionato mondiale di F.1 del 1982 lo hai vinto tu... grazie Gilles.
    "Borellik"
  • A distanza di 24 anni è sempre il tempo di renderti onore e di ringraziarti, grande eroe. Ti vorrò sempre bene.
    Filippo
  • Ciao amico, te ne sei andato via troppo in fretta, perché non torni? Ci manchi! Grazie per essere stato con noi... a presto.
    Angelo
  • Gilles, quanto mi manchi!
    Mario
  • Sempre tuo sarà il mio cuore, Gilles!
    Michele
  • Non ti dimentico Gil.
    Francesco
  • Caro Gilles, sei stato l'unico a farmi battere il cuore di gioia, con le tue imprese eroiche al di là di ogni immaginazione. L'unico a farmi piangere di dolore in quella curva che rividi dopo 13 anni. Sento che sei stato molto più di un pilota, sei stato per noi un esempio di purezza, di coraggio e di correttezza in questo mondo che ha perso ogni valore. Nel cuore di chi ti ha amato, sempre rimarrai! Grazie Gilles.
    Massimiliano
  • Grazie a te Gilles mi sono appassionato al mondo della Formula 1. Pur essendo nato dieci anni dopo la tua scomparsa so tutto su di te e quando corro in kart penso a te. E non posso dire altro che: "Grazie Gil".
    Pierfrancesco

- 2007 -

  • Ti penso sempre, sei costantemente nei miei pensieri, in casa mia ci sono molte foto di te, anche se le ho tutte dentro il mio cuore. Sei il mio stile di vita, il mio punto di riferimento, tutto ciò che faccio mi porta a te. Quando morirò sarò contento perché potrò venire a vederti correre in qualche pista lassù e scambiare due parole con te, piccolo grande uomo. Ti voglio bene.
    Luca
  • Ciao Gilles; pur essendo nato 10 anni e 10 giorni dopo la tua scomparsa, tu sei diventato il mio mito. Di te so tutto ciò che bisogna sapere. Ma il più grande dispiacere è non averti mai visto correre dal vivo. Sono venuto a sapere di te da mio padre e dal suo migliore amico che ti seguiva per i circuiti di tutta Europa. Dopo molto tempo che volevo correre in kart sono riuscito a convincere i miei genitori e questo con il tuo aiuto, come il tuo aiuto mi è servito nel non mollare mai a scuola. Quindi ogni mia gara (guidata come avresti fatto tu) è dedicata a te ed ogni successo scolastico è dedicato a te. Grazie Gilles, sarai sempre nel mio cuore.
    Riccardo
  • Avevo solo dieci anni quel maledetto 25 aprile 1982 ed ero venuto dall'Abruzzo alla Tosa per il terzo anno consecutivo solo per vedere te; tutto il resto era cornice. Tutti alla Tosa erano con te, ma eravamo convinti che il duello tra te e Didier fosse solamente spettacolo per i vostri tifosi, convinti che all'ultimo giro avrebbe trionfato quella splendida auto rossa senza alettone anteriore. Non dimenticherò mai quell'auto scoperta a fine gara con solo Didier e Michele (che, ironia del destino, morì in quello stesso giorno 19 anni più tardi), che festeggiavano vittoria e podio. All'epoca non esistevano grandi schermi, ma tutti capirono in un istante che eri stato tradito e lo striscione "DIO PERDONA... GILLES NO!!!", appeso tra gli alberi dietro di noi, assunse un significato diverso. Due settimane dopo seppi del tuo incidente nel pomeriggio, mentre guardavo in TV una trasmissione dedicata ad un concorso ippico. Questo perchè mio padre, dopo aver saputo la notizia, non aveva avuto il coraggio di dirmelo. Da allora, appena vedo una trasmissione simile, sono costretto a cambiare canale perché ho il terrore che da un momento all'altro possa accadere qualcosa di tragico. Questo però è l'unico elemento negativo che mi lega a te perché tutto il resto è gioia nel ricordo delle tue imprese. Ho seguito la carriera di Jacques come se fosse uno di famiglia. Spero che mio figlio, che oggi ha tre anni, comprenda fino in fondo la tua grandezza di uomo, di padre e di pilota, capace di incendiare la passione di milioni di persone grazie solo al suo modo di essere e di vivere. Sempre, solo ed eterno GILLES 27, dipingi il cielo con le tue derapate.
    Christian
  • Grazie mille Gilles, grazie per le emozioni che ci hai regalato, grazie per la tua spontaneità ed umanità, grazie per aver donato alla Formula 1 quel brivido che mi ha fatto amare questo sport.
    Matteo
  • Mio Padre è fortunato, lassù: pensa... poter vedere sempre i duelli di Gilles, come quello con Arnoux!
    Mariano
  • Gilles, volevo mandarti un saluto proprio lì dove ti trovi, in cielo! Ciao...
    Debora
  • Ciao Gilles, sono passati già 25 anni, quella "rossa" numero 27 che insieme a te entrò nella leggenda e soprattutto nel mio cuore. Non ho ricordi diretti di te perché, quando un brutto incidente ti rubò ai tuoi cari ed a noi tifosi, avevo 4 anni. Il destino volle che quattro anni dopo iniziai ad interessarmi della Formula 1. Fu allora che seppi di te, delle tue imprese e fu subito Febbre Villeneuve! Da allora quando leggo qualcosa in cui si parla di te, un brivido fulmineo mi percorre lungo la spina dorsale ed il cuore mi balza in gola... già il cuore. Quello stesso che tu davi per le corse e che noi abbiamo consegnato a te. Un rimpianto mi perseguita, quello di non averti potuto conoscere, ciao mio eroe.
    Luca
  • Un cuore romantico e gesta uniche d'altri tempi. I bei ricordi di lealtà, rispetto e correttezza che ci hai lasciato non tramonteranno mai.
    Marzio
  • 25 anni sembrano un'eternità, eppure per chi ha vissuto quelle gare, quei giorni, sembra sia solo qualche anno fa, niente di più. Dire cosa era Gilles per un ragazzino che viveva per la F.1 è difficile da spiegare, basta dire che dopo di lui non tenevo più per la Ferrari, ma tifavo per il pilota, l'uomo, colui che poteva dare alla macchina quel qualcosa in più. Non c'è molto da dire, però la Febbre Villeneuve è un virus che resiste da 25 anni... non è poco direi. Salut Gilles e grazie.
    "lulli65"
  • 25 anni sono passati, ma a me sembra ancora tutto reale, presente, come se fosse oggi. La curva, il volo, le immagini del soccorso, di Cheever e Alboreto che cercano di spiegarsi l'inspiegabile... poi l'annuncio al telegiornale della morte. Non nascondo che ancora oggi all'età di quasi 41 anni, mi commuovo e non poco, nel vedere qualunque cosa relativa a Gil. Mi ha fatto piacere che domenica Grand Prix su Italia 1 l'abbia ricordato. Di quel giorno una cosa mi rammento benissimo, un bambino che ha scritto in una poesia: "Si capisce che Gesù Bambino voleva divertirsi in cielo e ha scelto il migliore pilota". Ecco guardando in cielo, sono sicuro che sulla nuvola più veloce ci sia lui, Gil. Ciao indimenticabile amico.
    "Jesi"
  • Ricordo quel giorno buio e triste, ricordo gli avvoltoi che ti giravano attorno, dal "Monsignore" al Didier di turno che voleva il tuo casco offeso per migliorare il suo ed era felice per essere stato da "solo", come ricordo le emozioni che mi hai dato, come ricordo Imola '82, ero lì... Ciao Gilles sei stato unico... Un abbraccio forte.
    Giorgio
  • Mi sembra ieri, ma sono già passati venticinque anni; anni nei quali sono cresciuto, all'epoca ne avevo solo sette, ma la Febbre non è passata e mai passerà.
    Andrea
  • Vola Gilles, vola anche lassù, chissà che macchina t'avrà dato il "Capo", una rossa speciale per un campione immenso.
    "salva"
  • Un quarto di secolo non basterà a cancellare il tuo ricordo... oggi, come ieri, per sempre.... tuo il nostro cuore...
    Giuseppe
  • Caro Gilles, quando tu facevi impazzire mio padre con le tue gesta, io ero solo un bambino; ti ho conosciuto più avanti nel tempo, ma sono sicuro che non ti dimenticherò mai. Grazie a te ho capito che bisogna sempre lottare e non arrendersi mai, ho imparato a dare sempre il massimo in ogni occasione e questo mi ha insegnato il vero senso della vita. Quando sono di fronte ad una scelta difficile penso sempre: "Gilles non si sarebbe arreso!" Nell'estate del 2005 ho avverato un sogno incredibile: sono partito dal mio paesino di campagna, ho attraversato l'Oceano e sono venuto a trovarti nel tuo Québec. Quando sono arrivato mi sembrava di essere a casa ed ho capito che Gilles era uno di noi, una persona semplice venuta su dalla gavetta, che ha sempre dato l'anima senza risparmiarsi. Nel libro presenze del tuo museo ti ho scritto una frase che mai dimenticherò: "UN SOGNO, UNA PROMESSA, GRAZIE DI TUTTO AMICO MIO" RUFFIO-BERTHIERVILLE LUGLIO 2005. Ciao Gilles, grazie.
    Marco
  • Anche io ti volevo bene... Così tanto da chiamare la mia prima figlia nata il 1° agosto 1982 come te: Gilles. Così ti vedo tutti i giorni, altro che storie... Ciao Gil ci rivedremo di sicuro!
    Carlo
  • Ciao Gilles, ricordo ancora quel tremendo giorno di 25 anni fa. Mi telefonò mia cugina (che ora riposa con te) dalla pista, dandomi l'anteprima della tragica notizia. Sei sempre stato il mio mito, il mio eroe e ancora adesso, ritornando a quegli anni di vera F.1, mi commuovo al tuo pensiero, alle tue gesta, alla tua spavalderia! Mi hai fatto sognare, appassionare alla F.1, che però adesso senza te e gli altri grandi, non mi coinvolge più come allora. Ricordo quando dopo la tua scomparsa sono andato a mettere la firma al consolato del Canada in corso Buenos Aires e tutto mi sembra ieri, ricordo tutto perfettamente. Tanti anni, tanti ricordi, ma tu sei ancora nel mio cuore.
    "Freesound"
  • Sono passati 5 lustri da quando io, non ancora maggiorenne, ho vissuto da vicino la mia prima perdita di un amico, anche se mediatico. Ora sono un uomo maturo, dicono, stimato nel suo lavoro e nelle sue qualità umane e ciò lo devo anche al grande Gilles, che mi ha insegnato a non mollare mai e a dare sempre di più del mio limite e soprattutto a rimanere sempre me stesso, nella fortuna e nella malasorte. Mi ha insegnato uno stile di vita forse difficile, ma che rende la mia anima felice. Grazie Gilles.
    Fabio
  • Sono passati 25 anni e mi sembra ieri; ero piccolo e vedevo quella macchina rossa 27 fare cose che non ho più visto e mai rivedrò. Eri il mio eroe, il mio fratello maggiore e da allora ti penso sempre, tutti i giorni, insieme alle persone a cui voglio bene. Mio padre un giorno mi portò ad una mostra e la tua Ferrari era presente, ricordo che mi fece entrare nell'abitacolo e quando presi il volante provai un'emozione indescrivibile, fu uno dei giorni più belli della mia vita. Ci hai insegnato a non arrendersi mai, anche quando sembriamo sconfitti. Ti ho sempre considerato il più grande di tutti, anche senza aver vinto un Mondiale che avresti meritato, ma rispetto ad altri piloti hai fatto un'altra cosa: hai toccato il mio cuore e quello di tanta gente che ti ha voluto bene. Questa è la tua più grande vittoria! Sarai sempre con me ed un giorno ti rivedrò. Ciao Gil.
    Marco
  • Carissimo Gilles, a distanza di 25 anni dalla tua scomparsa, seguo ancora i Gran Premi di Formula 1, sperando che qualcuno riesca ancora a farmi provare grandi emozioni, come hai saputo fare tu. All'epoca ero un bambino. Anzi, avrei potuto essere tuo figlio, perché ho due anni meno di Jacques. Ma ti ricordo benissimo. Penso che i piloti in Formula 1 dei tuoi tempi, escludendo Regazzoni, Peterson e pochi altri, non fossero diversi da quelli di oggi: bravi, ma poco grintosi. Quasi degli "impiegati del volante". Eri tu l'eccezione. Ed oggi, ne sono sicuro, avresti corso alla stessa maniera. Non ho dubbi sul fatto che, nel 1982, avresti potuto vincere il Mondiale. Ma concordo con te: l'importante, prima ancora dei risultati, era che tu correvi per vera passione e che, alla fine di ogni gara, potevi dire di avere dato il massimo. Ti saluto con affetto. P.S.: quando vedi Clay Regazzoni, digli che, quando ci vedremo Lassù (spero, non prima dei prossimi 70 anni...), mi deve per forza concedere l'intervista che mi aveva negato l'anno scorso e, soprattutto, che ci tengo a quella cena che mi aveva promesso. Se verrai anche tu... sarà meglio ancora!
    Alessandro
  • Non bastano 27 milioni di parole per spiegare 27 milioni di emozioni, ma basta una sola parola per descrivere Gil: Uno. Uno come noi, uno come nessuno, uno leale, uno sincero, uno inimitabile, uno... uno... uno come campione dei campioni.
    "plinplin62"
  • Non ti ho mai conosciuto né visto correre in TV, ma le tue gesta le ho viste e riviste su videocassette, Internet e qualsiasi altro mezzo che la tecnologia ci mette a disposizione ora. Rivedendo le tue immagini io riesco ad immedesimarmi in una maniera così facile da sembrare quasi irreale. Il tuo stile di guida, il tuo modo di correre e di concepire la vita mi hanno fortemente influenzato, così tanto da diventare anche il mio modo di vivere. Io non mi arrenderò mai, anche se il mio sogno di diventare pilota è stato infranto a 14 anni ed anche se in futuro la vita mi riserverà difficoltà che sembreranno insormontabili. Io non mi arrenderò mai... proprio come hai fatto tu fino alla fine!
    Francesco
  • Sono nato un anno dopo la tua scomparsa, ti ho visto solo in videocassetta, ma sei riuscito a suscitare tali emozioni che fatico a descrivere; dapprima non capivo bene, ma poi quando sono cresciuto, ho pianto tanto per te... ti voglio bene!
    Paolo
  • Che tristezza essere consci che il tempo, da quando Gilles correva e ci faceva salire la febbre, è volato, colmando 25 anni. Eppure il mito continua ad esserci, per sempre... Forza Gilles, per noi sei ancora in pista!
    Karl
  • Ciao Gilles, sono Giorgio, un tuo ammiratore da sempre, anche perché la nostra età è molto vicina. Purtroppo ho un brutto ricordo del nostro ultimo incontro, perché l'ultima volta che abbiamo cenato insieme, non ti ho più rivisto, era il 7 Maggio 1982 ed eravamo ad una cena di compleanno di un amico comune. Conservo ancora le foto di quella sera nel mio album personale (non ti dico a quanto le avrei potuto vendere) e quando sento la tua mancanza, le vado a rivedere. Nel frattempo ho fondato un "Ferrari Club" e uno "Scuderia Ferrari Club" dedicato alla tua memoria naturalmente. Ciao Gilles.
    Giorgio
  • Io avevo deciso di non seguire più la Formula 1 perché ci avevi abbandonato. Resterai il più grande di sempre, ciao Gilles.
    Claudio
  • Anche io, come tanti, non ti ho conosciuto; sono nata dopo la tua morte che è stata solo una morte materiale perché tu vivi ancora. Sento che mi accompagni passo dopo passo e so che se un giorno riuscirò a correre realizzando il mio sogno, tu mi guarderai da lassù augurandomi in bocca al lupo. Allora sorriderò perché ricorderò questo pensiero e ti dedicherò la gara con il casco a strisce nere e con il numero 27 impresso. Grazie di essere esistito e di continuare a vivere in tutti quelli che ti amano. Grazie per aver dato la vita per la tua passione e per aver dato l'emozione della corsa a tutti quelli che hanno avuto la fortuna di poterti guardare negli occhi, capendo che eri già Storia, capendo che avresti corso per tutta la vita ed oltre. Grazie Gilles!
    Linda
  • Ti penso sempre, ti voglio bene! Ciao Gil.
    Luca

- 2008 -

  • Dal tuo primo al tuo ultimo Gran Premio, sei stato il pilota che più mi ha entusiasmato. Ho avuto la chance di vedere tutti i tuoi G.P. in televisione senza pubblicità, più il G.P. di Monaco nel 1978 in piazza. Ti ho visto lì quando sei passato davanti a me, nel paddock il giovedì. Non credevo ai miei occhi. È passata una vita prima che mi sono deciso a credere in quello che vedevo. Ti ho fatto una domanda: "Posso stringerti la mano?" e con un sorriso grande così, ti sei fermato e mi hai dato la mano. Grazie per tutto quello che mi hai regalato durante i tuoi 67 Gran Premi. Grazie per aver scelto la Ferrari, che senza di te non sarebbe mai stata quella che è diventata dopo. Sempre mi ricorderò quel maledetto 8 maggio, alle 14, quando in macchina, ho acceso la radio per sentire le informazioni sulle prove. Mi sono fermato e mi sono messo a piangere come quando ero bambino, non smettevo più. Ho capito subito che era tutto finito. Grazie Gilles.
    Bruno
  • Forse sbiadiranno le pagine dei giornali che scrivono di quando correvi, ma il tuo viso, i tuoi controsterzi, le tue imprese e la tua leggenda, non sbiadiranno mai. Grazie Gilles! Che i mondiali di Schummy e Kimi ti onorino e ti rendano felice!
    Jacopo
  • Ciao Gil, mi fa uno strano effetto essere qui seduto davanti al computer a scriverti una mail. Vorrei tanto potertela inviare proprio a te, personalmente. È la terza che ti scrivo, questa però è in un giorno particolare. Oggi è il 18 gennaio ed è il giorno del tuo compleanno quindi tanti auguri Gil. Chissà se anche oggi avresti mangiato, come al tuo solito, una bistecca, patatine, una coca cola e magari un po' di burro di noccioline; come sempre del resto, a prescindere che fosse il giorno del tuo compleanno o meno. Per te mangiare era una perdita di tempo, soprattutto quando a mezzogiorno interrompevi le prove a Fiorano perché i tuoi meccanici se ne andavano tutti a pranzo. Tu avresti voluto girare, provare, spingere, correre sempre di più, anche di sera. Sei il mio idolo Gil, ti penso in continuazione e spero tanto di poterti incontrare un giorno, lassù, e vederti sfrecciare veloce, come tu solo sai fare. Auguri per oggi. Ti voglio bene.
    Luca
  • Sono nato il 21 luglio 1983, tu non c'eri già più; per fortuna un giorno quando ho cominciato a capire meglio le cose, mi hanno mostrato una videocassetta. Amore a prima vista è l'unica sensazione che mi viene in mente ripensandoci, riguardandola più e più volte ho anche pianto, eppure sei riuscito a diventare il mio idolo. Gli altri hanno vinto ed ho festeggiato per la Ferrari, ma tu non ti rendi nemmeno conto di quello che hai scatenato in me, di quello che rappresenti. Sono rimasto folgorato nel vedere la tua disarmante sincerità ed il tuo indomabile spirito. Mi domando come hai fatto a diventare l'idolo di tanta gente che, come me, è arrivata dopo, ma come hai fatto?
    Paolo
  • Lui è sempre con noi e ci ha insegnato tanto. Manchi sempre come se fosse oggi che sei volato via...
    Massimiliano
  • Amavo Regazzoni, era il mio idolo, tutto coraggio, ostinazione e incoscienza. Non mi è mai piaciuta l'insistenza con la quale Enzo Ferrari e Montezemolo non puntavano su di lui, favorendo regolarmente il suo compagno di squadra, sino a rinunciare ad un campionato del mondo nel '74 che Clay meritava, per attribuire la leadership del team a Niki lauda. La Ferrari non mi piaceva e quindi anche i suoi piloti che si susseguirono nel tempo. Ho tifato Clay anche quando, scaricato, guidava la Ensign, ho tifato Clay nel '79 contro la Ferrari in lizza per il campionato. Ero a Montecarlo in quell'anno, alla curva del Tabaccaio; euforico per la strepitosa rimonta di Clay sulle due Ferrari di Scheckter e Villeneuve, tifavo spassionatamente affinché Clay superasse Gilles. Ero accecato per l'amore di un pilota. Ma poi quel Gran Premio di Digione mi ha stregato. Difficile da spiegare a parole, per la prima volta in vita mia l'evidenza mi fece nascere un amore contro l'ostinata faziosità, tipica di noi italiani per un proprio amore. Vedere quel pilota funambolo tentare traiettorie impossibili contro la legge di gravità, vederlo prendere a sportellate a 250 km orari un suo avversario pur di rimanergli davanti, mi ha fatto capire che ero dinnanzi ad un talento straordinario, impossibile non stimarlo, impossibile non amarlo, impossibile non diventare un suo fan sfegatato. È stato lo spettacolo più bello degli ultimi trent'anni di Formula 1. Coraggio, incoscienza, tecnica e disprezzo per il pericolo, ne hanno fatto di lui una leggenda dell'automobilismo, pur non avendo vinto un mondiale. Guidava per lo spettacolo, guidava per la sua gente, guidava per vincere sempre. Leale nei confronti della scuderia che lo ha lanciato, ha sempre fatto quello che gli si richiedeva a servizio della squadra. Quell'82 era il suo anno, era il più forte e si meritava l'appoggio della sua squadra. Ero ad Imola quell'anno, ero convinto che vincesse lui e che si avviasse al titolo. Qualcosa non è andato per il verso giusto. A quante vittorie aveva rinunciato per favorire questo o quel compagno di scuderia? Politiche Ferrari inspiegabili come quella del '74, che vide favorire un compagno di squadra non in lotta per il titolo, ai danni di Regazzoni. Era imbufalito a Zolder. La storia la conosciamo tutti, ma quel giorno la sua generosità, la sua voglia di vincere, la sua incoscienza e la sua rabbia per non vedersi riconosciuto un suo diritto, ce lo ha portato via. Il più grande di tutti i tempi, il pilota numero uno. Rimarrai sempre nei cuori di tutti gli appassionati, rimarrai sempre nel mio cuore. Ciao Gilles e grazie.
    Marzio
  • Non ti ho conosciuto, ero piccolo, ma nel retro della copertina di "Topolino" vedevo la tua faccia e non capivo chi eri, ma mi incantava il tuo viso. Più in là negli anni, ho visto e letto di te ed ho capito il perché. Sono spericolato, lo sono sempre stato, ho la velocità e la totale assenza di misura del rischio nel sangue, cose che tu conosci benissimo; purtroppo non sono riuscito a costruirci niente e sono rimasti lì, incastrati nei sogni di un ragazzo. Il destino ha scelto cosi, ma sono felice lo stesso, tu sei riuscito dove io sarei voluto essere e, ogni volta che ti penso, mi sento ancora più felice. Quando mi sento strano o fuori posto, penso a te ed allora capisco che quello che mi tocca fare e la vita che devo vivere forse non l'ho decisa io, ma qualcun altro ed io rispetto questa volontà superiore, ma dentro di me so benissimo il mio valore e tengo duro. Proprio come te.
    "CIONFY"
  • Ciao Gil, io purtroppo non ho potuto vedere con i miei occhi il mito tanto amato da Enzo. Adesso ho 14 anni e, nonostante questo, la mia stella sei tu. Non ti ho mai visto gareggiare dal vivo, ma questo non basta per fermare la mia voglia di vederti correre. Ho guardato tutti i video possibili ed immaginabili e veramente Enzo non sbagliava su di te. I campioni di Formula 1 adesso non sono più come una volta. Adesso i sorpassi che vediamo sono solo ai box e non c'è più battaglia in pista. La Formula 1 ha perso tanto, sono arrivati persino a copiare le altre vetture. Tu avevi quella sensibilità con la macchina, che nessuno ha mai avuto, nemmeno il grande Ayrton Senna. Tu che in quel duello contro Arnoux hai dato il massimo e ci hai regalato emozioni immense. Ripeto quello che disse Enzo Ferrari parecchi anni fa: "Quel modo di guidare mi ricordava tanto Tazio Nuvolari, io che avendo gareggiato con lui mi sentii un uomo inferiore, non c'era niente da fare, lui era il numero uno ed io il numero due. Per lui non esisteva il limite". Questo, Gil, è quello che disse Enzo riguardo a Tazio, ma tu sei la stessa persona, anche tu non avevi nessun limite. Io faccio la IV ginnasio, liceo classico e in un tema di italiano bisognava scrivere la propria star ed io ho descritto te, il mitico numero 27! Gil non ti ho conosciuto, ma sei grande ed unico, qui ti vorremmo tutti bene. In quell'8 maggio tu volasti in aria come un bambino indifeso e cadesti per terra come un uccellino con un'ala spezzata. Salutami Enzo, Dino, Tazio e Senna. Ti voglio bene Gil. Addio numero 27!
    "dadosuperstar"
  • Carissimo adorato Gil, mi manchi tanto, ero una bambina quando correvi, eppure intorno a me sentivo il grande entusiasmo per le tue imprese. Solo tu potevi toccare il cuore del Drake, solo tu e nessun altro, non ricordo dove lessi che eri l'unico che lo faceva sorridere. Ricordo bene una vostra foto insieme, di lui che ti abbracciava e tu ridevi come un bambino. Ricordo la tua voce, con il tuo magnifico accento canadese, la tua meravigliosa timidezza, la tua gioia quasi infantile... Gil cosa è diventata la Formula 1 senza di te, uno sponsor ed uno schifo senza fine, forse è un bene che tu ci abbia lasciato prima di vedere questo schifo, almeno ti sei risparmiato l'orrore di vedere questo sport trasformato in qualcos'altro. Tu e il Drake siete insieme ora, lo so... vegliate su di noi... sono certa che il 14 agosto dell'88, quando anche lui ci lasciò, tu sei stato il primo ad abbracciarlo lassù... ne sono certa. Quando andavo al liceo lessi una tua dichiarazione che dimostrava, se mai ce ne fosse ancora stato bisogno, che non ti arrendevi mai: "Se ho paura di morire durante le corse? No, il mio unico terrore è rimanere paralizzato dopo un eventuale incidente... allora meglio un colpo secco e via". Il giornalista che riportò questa tua frase, aggiunse "il destino, purtroppo, lo ha accontentato". Ti voglio bene Gil... mi manchi... 26 anni... sembra ieri. Eterna è la febbre Villeneuve, come eterno è il tuo mito!
    "Silvi"
  • "Io come i bambini e gli acrobati, a terra un senso non ho. Ma il cuore mi spinge a rischiare, su questo trapezio che passa ogni sera e non torna mai più". È l'8 Maggio di 26 anni dopo, noi bambini, ancora tutti qui sotto col naso all'insù. Ciao Gil.
    Mario
  • Caro Gilles, sono ormai 26 anni che corri nelle piste, attraverso i ricordi che ci hai lasciato impressi nella nostra mente, per tutta la vita. 26 anni fa volasti via per sempre... ma per me vivi ancora, perché ogni volta che penso a te mi emoziono a ricordare le tue imprese. Grazie Gilles, grazie di tutto quello che hai fatto, per te e nello stesso tempo, per noi che ti abbiamo visto correre!
    Karl
  • Dopo ventisei anni il cuore batte ancora e solo per te, grande Gilles. Da quando sono stato contagiato dalla "febbre Villeneuve" non sono più guarito... ho contagiato anche mia moglie, mio figlio e mia figlia.
    Roberto
  • Mi sembra ieri quel sabato di 26 anni fa... avevo dieci anni. Quel sabato pomeriggio stavo giocando con il cubo di Rubik, poi una vicina di casa disse a me ed ai miei genitori cosa era successo. Accendemmo la TV e vedemmo quelle immagini... ero convinto che tu ti rialzassi come in tutti gli altri "mitici voli" ed invece... per alcune ore la TV disse "clinicamente morto" ed io ci speravo... non eri ancora andato via del tutto. Poi dopo le ventuno la tragica notizia, proprio l'anno che sarebbe stato il tuo. Mia madre dopo 26 anni ha ancora la tua foto nel portafoglio. Quel giorno sei diventato CAMPIONE PER SEMPRE e vivi nella LEGGENDA. Ciao GILLES.
    Gabriele
  • Ciao Stella, sono passati 26 anni da quel tragico giorno, ma il ricordo rimane indelebile nei mie pensieri. Per sempre, Gil.
    Gilberto
  • Carissimo 27, sono 26 anni, caro Gil, che te ne sei volato via. Ma io non mi sono dimenticato, oggi alle 13:52 ho rivisto nella mente quel maledetto volo. Gil ci manchi tanto ancora. Sono sicuro che se eri ancora in pista, il popolo della F.1 non si sarebbe lamentato dello spettacolo e dei sorpassi inesistenti. Tu, da solo come al solito, vincendo le leggi fisiche non ci facevi mancare niente. Tu ed il tuo piede destro contro tutte le diavolerie elettroniche, non c'è dubbio su chi avrebbe vinto, a te bastava non levare mai il gas, mai. Neanche quel giorno, 8 Maggio 1982, l'hai levato. GRANDE GIL, ho sempre la Febbre.
    Moreno
  • Caro Gilles, sono nato ben sette anni dopo il tuo ultimo volo. Non ho mai potuto assistere ad una tua impresa, non ho mai potuto provare un'emozione nell'istante in cui tu ce la regalavi. Eppure, vedendo e rivedendo le tue gesta, i tuoi sorpassi, il tuo modo di far scorrere sotto le ruote sempre più velocemente quell'asfalto, riesco sempre a provare un'emozione forte, come se vedessi per la prima volta tali imprese. Tu mi hai insegnato cosa significhi gareggiare, correre, mi hai regalato il concetto di velocità. Sono nato con questo tuo stesso sogno e quello che mi hai trasmesso è la voglia di non arrendersi mai, di lottare sempre, perché quando un uomo ha un sogno deve fare di tutto per inseguirlo. Se un giorno realizzerò questo mio sogno lo dovrò a te, che mi hai dato tanto, nonostante non ti abbia mai conosciuto, né visto prima della tua dipartita. Sei stato grande e lo sarai per sempre, sei stato unico ed unico rimarrai, nella tua semplicità, nella tua umanità, nella tua lealtà di uomo e di pilota. Grazie Gilles.
    Marco
  • Già sono ventisei gli anni passati da quel maledetto pomeriggio. Ventisei anni, ma ricordo ancora la pioggia ed il freddo insolito di quella giornata. Prima la pioggia che cadeva, poi le lacrime che scendendo si mescolavano all'acqua. Piangere di nascosto dai genitori. Per quanto tempo è andata avanti? Sinceramente non ho ancora finito. Il mondo è cambiato, io stesso sono cambiato, ma una parte di me, di noi che abbiamo avuto la possibilità di vivere quei giorni, siamo ancora là. E quando rileggo i numeri di Rombo o di Autosprint di quegli anni oppure rivedo le immagini delle sue gare, almeno per me il tempo si ferma ancora perché una parte del mio cuore, del nostro cuore è ancora là e vi resterà sempre. Anche oggi è freddo per essere maggio e fuori piove, ma sul viso sono ancora lacrime. Ciao Gilles e grazie ancora per i sogni che ci hai regalato.
    Fabio
  • Ciao Gil, ieri ho visto il G.P. di Valencia e, mentre guardavo, ascoltavo, un pensiero mi ha assalito: spero che tu non veda lo scempio che è diventato lo sport per cui hai vissuto e per cui hai dato tutto. Spero che tu stia guardando altrove, magari stai correndo il tuo campionato con Nuvolari, Ascari, Price, Bandini, Rindt, Peterson, Ratzenberger e Senna. Spero che tu non veda la F.1 ridotta ad un gioco dell'oca dove, se azzardi un sorpasso, vieni penalizzato, se cambi il motore, perdi posizioni, se devi fare carburante e c'è la safety-car in pista prendi 10 secondi. Credo che se corressi oggi ti darebbero l'ergastolo, lo darebbero a tutti i piloti che hanno un cuore. Divertiti lassù con gli unici veri piloti nell'unico vero campionato e non aver paura di staccare oltre il limite. Lì le regole sono le nostre, quelle dei piloti corretti e coraggiosi, quelli che corrono col cuore, quelli che non sanno neanche cosa significa "sorpasso al box". A presto campione.
    Massimiliano
  • Gil, sei e rimarrai per sempre il mio mito, un esempio in pista e fuori dalla pista. Il tuo stile di guida deciso, passionale e sincero mi è rimasto nel cuore, sei un grande, sei un eroe.
    Beppe
  • Ciao Gilles. Come tanti altri ragazzi hanno scritto, io nel 1982 avevo poco più di un anno, ma il ricordo di te è ben lucido nel mio cuore grazie ai racconti di mio papà e ai miei tanti libri e video che parlano di te e delle tue irripetibili gesta. Tra i miei sogni da realizzare c'è quello di venirti a rendere omaggio in Canada o di portare un fiore a Zolder. Mi commuovo ogni volta che leggo su di te o che vedo video e foto. La chiamarono "Febbre Villeneuve" all'epoca, bene, io ce l'ho oramai da 27 anni! Non ti dimenticherò mai Campione, amico, compagno, esempio nei momenti difficili. Mi spiace oggi di non essere spettatore di gare come quelle che correvi tu un tempo. Ayrton Senna è stato il mio idolo da adolescente, poi Jacques e poi purtroppo il nulla. Sono sicuro che lassù sei con tutti i tuoi amici e colleghi; mi piace immaginarti così, sempre con la Ferrari di traverso e con gli spettatori che urlano: "Vai Gil!!!". Un giorno magari ci incontreremo, vorrò abbracciarti forte e sussurrarti: "Ti voglio bene Gil". Salutami Ayrton, mi mancate tanto, mi sarebbe piaciuto vedervi correre insieme. Forte è ancora il dolore in me per quel campione brasiliano non molto diverso da te, magari meno irruento, ma con gli occhi speciali come i tuoi. Ero ad Imola quel maggio del '94 e da lì ho capito che forse la F.1 senza di voi era veramente finita. Gilles sarai sempre nel mio cuore, grazie di tutto amico mio.
    Valerio

- 2009 -

  • 27... nella mia mente... nel mio cuore... Salut Gilles.
    Bruno
  • Caro Gilles, mi hai fatto sognare, per te avevo la febbre. Ti ringrazio ora dopo tanti anni, ho vissuto una stagione della mia giovinezza che non dimenticherò mai. Forza Ferrari, forza Gilles.
    Andrea
  • Gilles, è incredibile come tu sia entrato nel mio cuore; io che ho venti anni e che solo grazie a mio padre ho potuto ammirare le tue gesta. Mi sei entrato nel cuore ed ora che ho potuto vedere ciò che sapevi e che sai ancora fare, da lassù sono sicuro che non te ne andrai più via. Ciao Gilles, finalmente ho saputo di un uomo che è diventato leggenda!
    Enrico
  • Salve signor Villeneuve. Riguardando le sue imprese mi viene il rammarico per non essere nato venti anni prima. Ogni volta che rivedo i suoi sorpassi, le sue carambole e che rileggo la sua storia, mi assale la volontà di andare avanti e non darmi mai per vinto, spingendomi anche nei momenti più critici. Io mi sento in colpa per non essere nato prima e per non aver vissuto quei momenti. Quindi ormai non mi rimane che continuare a parlare delle sue imprese che hanno stregato tutti gli appassionati di corse. Vorrei poter entrare in Formula 1 anche solo per ricordare chi era veramente Gilles Villeneuve e convincere che era un campione dentro l'abitacolo ma anche fuori. I miei sogni, signor Villeneuve, sono combattere per Lei, correre in Formula 1 per Lei e riuscire a conoscerla. Signor Villeneuve le voglio bene e la ritengo quasi come un padre.
    Luca
  • Caro Gilles, oggi nel mio cuore vuole essere una giornata speciale che dedico tutta a te. Certo, pensare che ventisette (guarda un po' che combinazione... il tuo numero) anni fa come oggi, tu ci lasciavi, non mi rende felice. C'è di bello però che, a parte i luoghi comuni, tu ci sei... ci sei più che mai nella mente e nel cuore di tutti quelli che ti hanno conosciuto, apprezzato, disprezzato, criticato, amato, aspettato, ma non ti hanno mai perduto. E fra questi ci sono anche io che, pensa un po', non ti ho conosciuto in vita, almeno consapevolmente (ero un po' piccolino ai tempi d'oro della tua Ferrari numero 27), però mi è bastato poco per respirare la tua leggenda, le tue bizzarrie in pista, quella meravigliosa "febbre Villeneuve" che sembra proprio essere inattaccabile dagli anni e che con un po' di ritardo sembra avere contagiato anche me. Oggi mi sarei aspettato un po' di considerazione da parte dei media alla tua memoria ma mi sbagliavo; come potrebbe la televisione del 2000 tutta presa nelle sue trasmissioncine di amori fasulli che vanno e vengono, di promozioni-truffa e di immondizie nazional-popolari di vario genere, tenere conto nel suo palinsesto del ricordo di un grande uomo come te? Beh, sarebbe quanto meno contraddittorio e paradossale, quindi possiamo dire che almeno un po' di coerenza c'è nel tuo "non ricordo" mediatico. Se fosse stato per me avrei dedicato l'intera programmazione di oggi ai filmati e documentari sulle tue imprese, sull'uomo Gilles, su chi non si arrendeva mai, su chi aveva dignità da vendere, specialmente nel mondo delle corse dove è facile farsi prendere la mano dal comodo guadagno, anche a costo di tradire accordi di squadra o la squadra medesima e, in fin dei conti, se stessi. Eppure Gilles Villeneuve da questo punto di vista sembrava tutto tranne che un pilota; lo stesso Jody Scheckter, campione del mondo Ferrari nel 1979, dovette ammettere la singolare lealtà e la dignità del compagno ed amico Gilles proprio nell'elogio funebre di una morte che aveva le sue radici in un tradimento di cui il mio eroe fu vittima. Probabilmente Gilles poteva digerire tutto: una vettura non molto competitiva per anni, un'organizzazione non impeccabile, critiche pungenti dalla stampa e dalla stessa Formula 1, tutto, ma non un tradimento da parte di chi poteva e doveva fidarsi: un compagno di squadra. Tutto questo in quel fatale 1982, l'anno che doveva essere il suo, con una vettura finalmente all'altezza ed un'esperienza che lo avrebbe sicuramente lanciato verso una cospicua messe di successi. O forse la strada di Gilles doveva essere un'altra, direi meglio, è stata un'altra; niente campionati vinti, poche vittorie, tanti sacrifici, bellissime imprese e sicuramente tante soddisfazioni, tante emozioni, la più bella? Quella che provo io ogni volta che lo ricordo. Continua a farci sognare Gil... ce n'è bisogno.
    Giuseppe
  • "... e quando scatterà la luce verde, vola Gilles vola..." nel mio cuore sei sempre primo... #27... Salut mon ami...
    Bruno
  • Ciao Gilles, ci sono anche io tra coloro che quel giorno piangeva. 27 anni dopo mi vengono ancora i lucciconi se ci penso. Se penso alle emozioni che ci hai trasmesso... mitico Gilles.
    Simone
  • Ciao Gilles.
    Gilberto
  • Guarda un po'... ancora qui... 27 anni dopo... 27 un numero che mi ricorda te... perché dopo tutti questi anni ci sei... nel cuore di chi ti ha amato... nel cuore di chi ti ha conosciuto... nelle lacrime che i tuoi tifosi continuano a versare pensando a te... e oggi più che mai, 27 anni dopo Gilles siamo ancora qui... qui per te... a dirti ancora che ci manchi! Ti voglio bene!
    "schumacherina"
  • Il mio amore per te non conosce tempo... e non conosce confini... sarai per sempre la mia passione più grande... sarai per sempre la mia stella... il mio cuore sussulterà e batterà sempre per te... anche dopo 27 anni accompagni ancora la mia vita... e lo farai sempre... ciao mio piccolo grande Gilles...
    "monny76"
  • Salut Gilles, tu vivi sempre nei nostri cuori... sono passati 27 anni, sono invecchiato, ho superato la sessantina ma l'8 maggio mi viene sempre il magone.
    Adelfio
  • Caro Gilles, sono un ragazzo di 33 anni e sono diventato papà di due gemelli il 18 luglio 2009, tu sei nato invece il 18 gennaio 1950. Per l'idolo che tu sei per me da quando ero ragazzino, avevo deciso che ad uno dei due gemelli avrei dato il tuo nome, infatti il primo dei due l'ho chiamato proprio come te. Purtroppo il destino ha voluto che la mia più grande gioia di essere diventato padre durasse ben poco, perché dopo otto ore di estrema felicità, entrambe i bambini sono volati in cielo. Io, anche se non li ho con me fisicamente, li sento sempre al mio fianco, giorno per giorno. Caro Gilles spero che tu lassù ti prenda cura di loro, perché sia da pilota che da padre sei stato il numero uno. Sapendo che ci sei tu al loro fianco sono più felice. Grazie di cuore Gilles e dai un forte abbraccio ai miei due piccoli angeli.
    Alex

- 2010 -

  • Buon compleanno Gilles... #27
    Bruno
  • Buon compleanno Gilles. In qualunque cielo tu stia volando. Qualunque stella tu stia inseguendo.
    Mario
  • Sono ormai quasi 28 anni... e mi lacrimano ancora gli occhi al solo tuo pensiero...
    Gabriele
  • Oggi è sabato 8 maggio... proprio come in quel 1982... quando sei volato via... sei ancora il mio sogno sai?! E sei ancora il mio grande eroe... non importa quanto tempo passerà... i grandi amori non si dimenticano mai... per sempre... e con me sempre e solo Gilles...
    "monny76"
  • Ciao Gilles.
    Gilberto
  • 8 maggio. Vola Gilles, vola... nel mio cuore continui a vincere.
    Bruno
  • Ciao Gilles. Come sempre , non levare il gas, mai! Sei sempre nel mio cuore.
    Moreno
  • Avevo otto anni ed ero a letto con la febbre. Salì mio padre in camera con gli occhi lucidi, sforzandosi di non piangere come un bambino davanti al proprio figliolo. Riuscì a malapena a pronunciare il suo nome. Io non ci credevo e gridavo a mio padre che si sbagliava, che non era possibile perché doveva vincere il "Campionato del mondo". Già, dissi proprio così, con le lacrime che mi grondavano dalle guance, come in questo momento che scrivo. Quegli occhi pieni di coraggio, passione e soprattutto genuini, mi emozionavano sempre e ancora adesso è così. Guardando e riguardando all'infinito quello che combinava ogni volta che infilava quel casco rosso e si metteva al volante... semplicemente MAGIA allo stato puro. Nessuno mai, come lui. Non ti dimenticherò mai, caro Gilles. Ti voglio e ti vorrò sempre tanto bene. Ciao piede pesante...
    Sebastiano

- 2011 -

  • Ciao Gilles. Finalmente ho trovato le parole e il modo di ringraziarti per tutto quello che ci hai dato. Anche se non ero ancora nato, sono riuscito a scoprire e vedere molto di te e sono rimasto senza parole. Solo adesso capisco la tua grandezza e non smetterò mai di ringraziarti per tutto quello che ci hai dato. Non alzare mai il piede perché ti voglio bene anche io!
    Matteo
  • O eroe, poeta, santo, navigatore, si rialzano mille voci esaltate! E non chiederti "perché?" Siamo di fronte alla tua modestia e tal è... che esalta a dismisura il nostro narcisismo... L'attrazione gravitazionale provoca un'altra increspatura nella penisola ed un coro inutile elogia l'indomita volontà di volare. Quale decadente bellezza vedo nella tua francescana semplicità nell'essere fiducioso amico una purezza che ci pare di ritrovare. Sei un "minuscolo fascio di nervi" e in Romagna nelle officine ti chiamano Jil...
    Francesco
  • 8 maggio 2011. Come te nessuno mai... Hai vinto l'oblio del tempo... J'ai encore la fièvre Villeneuve... e l'avrò per sempre.
    "monny76"
  • Sembra ieri, ma sono già passati 29 lunghi anni. Non sono bastati a cancellare il rimpianto di non rivederti più, non basteranno a cancellare il tuo ricordo e il tuo esempio di vita. Grazie di tutto Gil.
    Alessandro
  • 8 maggio 2011 - Ho quasi 45 anni. Quel giorno, come oggi, era il Patrono del mio paese; la sera andai alla festa del Patrono con il mio giubbotto Ferrari e il lutto al braccio. In terrazza a casa, la bandiera listata a lutto e per tutto il giorno la visita dei miei amici e parenti che venivano a trovarmi in camera che piangevo. Perché non ci sei più?! Perché non sei qui ad insegnare a guidare e a correre a tutti quei mediocri campioni del mondo, ripeto TUTTI, che si sono susseguiti dal 1982 in poi?! La tua foto è sopra il mio comodino con Papa Giovanni XXIII, col mio basco da Parà. Grazie Gilles! Grazie...
    Anton Giulio
  • Ciao Gilles sei senpre nei nostri cuori, ci facevi sognare, tremare per le vittorie che erano qualcosa di particolare, erano l'espresione che un pilota ci metteva il cuore in macchina e facevi cose eccezionali, che nessun altro riusciva a fare. Eri una cometa tutta splendente che emanava simpatia e coraggio che una persona deve avere. Eri il simbolo di una Formula 1 che non c'è più e per noi eri unico e irripetibile. Quando penso a te e a quel periodo, mi scendono le lacrime che onorano quei giorni fantastici e che rimarranno sempre con me.
    Mario

- 2012 -

  • Venerdì 7 maggio 1982: non va, non va. Per la prima volta, non so perché sono qui. Non mi piacciono queste gomme, le vorrei morbide. Lo sterzo non risponde ai comandi, si blocca nei rettilinei. Quando arrivo alla Terlamenbocht e vorrei accelerare, non succede niente. Mi guardo allo specchio, mi scopro triste. Non mi piace questo circuito. Non mi piace che in quattro chilometri ci siano trenta macchine, ogni volta che acceleri ne trovi una davanti. Anche oggi, non so come ho fatto a evitare la March numero 17, quella di Jochen. Non so come ho fatto. So solo che sta diventando tutto troppo difficile. Sabato 8 maggio 1982, alle 21.52 il più grande artista della Formula 1 usciva per sempre di scena per entrare nella leggenda. Ciao Gilles, non ti dimenticherò mai.
    Andrea
  • 8 maggio 1982 - 8 maggio 2012
    Ciao Gilles, in questi trenta anni di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, Tanti piloti si sono succeduti sulle piste di tutto il mondo, in motocicletta o in automobile. Diverse generazioni di piloti sono subentrate in questi anni. I miei padri negli anni sessanta, i miei fratelli maggiori negli anni settanta, i miei coetanei negli anni ottanta, i miei fratelli minori negli anni novanta e ora i miei figli negli anni duemila. Eppure, caro Gilles, sei uno dei pochi che sei riuscito a passare attraverso tutte queste generazioni. Perfino il nostro caro Sic che quando vincevi non era ancora nato ha voluto sapere di te, e a te il Sic somigliava, anche se correva in una categoria diversa. Una cosa avete in comune tutti voi piloti di tutte le generazioni passate e future: per voi la velocita è una religione, come per me e, infatti, ero e sono un tuo fan, e per tutti noi che amiamo guidare i nostri mezzi in una certa maniera, alla faccia dei perbenisti da quattro soldi che marciano a trenta l’ora. Gilles, tu sei uno dei nostri, e come te ne nascono pochi (uno era Nuvolari), ma quei pochi hanno lasciato il segno attraverso le varie generazioni di piloti che si sono via via succedute nelle piste di tutto il mondo, come te che nonostante in Formula 1 sei stato per poco tempo ti abbiamo amato e abbiamo sofferto quando avresti potuto vincere un mondiale meritatamente e invece per vari motivi non successe. Se ci fosse stato Facebook ai tuoi tempi credo che i “mi piace” avrebbero inondato il tuo profilo. Caro Gilles ci manchi ancora tanto, però ti ricorderemo sempre. Non so se riuscirò mai a portare un fiore sulla tua tomba, se non altro per dirti grazie per avermi accompagnato nella mia giovinezza. A presto Gilles.
    Massimo
  • Un ricordo sentito: non sembra vero ma sono passati ben trenta anni. 8 maggio 1982, una giornata uggiosa, grigia, con una pioggerellina nebbiosa a rendere ancor più triste la notizia dell'incidente di Gilles Villeneuve. Per un ragazzo che allora aveva diciassette anni, Gilles era un vero e proprio mito, come capita spesso a quell'età. Gilles era qualcosa di unico e irripetibile. Bastava uscire poco dopo la scuola, a Imola, e aspettare nei pressi dell'autodromo, a 100 metri, arrivava un elicottero blu, faceva tre, quattro acrobazie, impennava (mai visto cose simili!) e atterrava sempre in quel modo (!) e, dopo appena dieci minuti, la Ferrari n°27 era in pista per le prove libere. È passato tanto tempo ma sei sempre nel mio cuore e nel rivedere certe immagini mi ritornano i brividi, ora come allora.
    Stefano
  • 8 maggio 2012
    Ciao Gil... sono passati trent'anni... tanti e pochi allo stesso tempo, ma il tuo ricordo nel mio cuore non è cambiato. Il tuo volto, il tuo sorriso, sono racchiusi nella mia mente e nel mio cuore e sono tanto chiari che penso che nemmeno il tempo, con il suo inesorabile potere, potrà mai mutare. Sei stato il mio grande amore e come tutti i grandi amori non ti dimenticherò mai. Le emozioni che ci hai regalato sono state così intense che rimarranno sempre, ma anche il dolore provato per la tua perdita sarà meno intenso quello sì, ma il vuoto rimarrà ugualmente incolmabile. Dicono che il tempo cancelli i ricordi... non penso proprio! Penso che una persona non morirà mai finché sarà nel cuore degli altri e tu Gil lo sei! Sei stato come una cometa, la tua vita è stata così breve, ma quello che hai fatto è stato così straordinario, così fuori dal comune che ti ha fatto amare subito da tutti ed è proprio quella tua irruenza, quella tua voglia di vincere, la tua lealtà, la tua onestà, la tua sincerità, la tua passione, il fatto di aver messo tutto te stesso in quello che facevi, che ti ha reso unico, che ti ha reso così amato. Ero solo una bambina, ma avevo riconosciuto in te una persona di gran cuore che si batteva fino in fondo per ottenere quello che voleva, sempre con lealtà verso se stesso e verso gli altri e questa è una gran lezione di vita. Già ero solo una bambina... ma mi sei entrato nel cuore con la forza di un ciclone e dopo trent'anni il mio amore per te è rimasto puro come allora perché solo l'amore di un bambino è chiaro, limpido e trasparente. Con te se n'è andata una Formula 1 che non tornerà mai più, la Formula 1 della mia infanzia, la Formula 1 più bella. Oggi è tutto troppo legato all'elettronica, mentre allora chi aveva gran talento e coraggio spiccava e sovrastava su tutti, come hai fatto tu. Tra tanti bei ricordi il più grande e il più bello sei tu e lo sarai sempre perché finché vivrò, ti avrò nel cuore... non importa quanto tempo passerà... le sue unghie non graffieranno mai via dal mio cuore il tuo ricordo, il mio amore per te. Sei stato, sei e sarai per l'eternità il più gran pilota di Formula 1. Ricordati... il cuore dei bambini non dimentica mai...
    "monny76"
  • Ciao Gilles, sono passati trent'anni e mi sembra ancora ieri, anzi oggi. Ricordo ogni sensazione e momento di dolore e sgomento di allora. Sei stato il più grande pilota della Formula 1 e rimarrai per sempre in me. Ciao grande Gilles...
    Giorgio
  • Certo è strano trovarsi in una camera d’albergo trent’anni dopo e pensare nel buio di un luogo sconosciuto a quanto successo trent’anni prima. Il piccolo televisore di colore arancione in bianco e nero della cucina, appena acceso tornato da scuola, comunicava quella notizia. Ero da solo in casa e come tornò papà, glielo dissi: "Sai... è morto Villeneuve". Ricordo tutto di quel momento, così come ognuno di noi ricorda dov'era l'11 settembre 2011, dov'era quando è nato il proprio figlio. Ed io guardavo quel poster con la macchina rossa numero 27 appeso sopra il mio letto, tra un poster di Kenny Roberts e quello di McEnroe. Quello che non va è quella sensazione di assenza che espresse il buon Giancarlo, mio vicino di banco, tifosissimo della Ferrari, che per la disperazione il lunedì non venne a scuola. Ecco... ma come si fa? Questo mi chiedo. Com'è possibile essere dispiaciuti per la morte di qualcuno che in fondo non si conosce, che non hai mai visto dal vivo? Come si fa esserlo dopo trent'anni in cui la Rossa ha avuto campioni e campionissimi, dove ci sono stati momenti bassi e momenti di assoluta gioia. La risposta è in un mondo. Un mondo di passione, dove il business era il contorno del coraggio, dove la follia era calcolata senza computer, dove uno sguardo o una parola non era passata prima al vaglio di un direttore del marketing, dove volere andare "oltre", in ogni senso, era la pulsazione prima di una persona destinata a diventare leggenda. Tutti bravi dopo, forse molto, molto più bravi di Peterson, Lauda, Hunt, ma nessuno è entrato nel cuore come te. Grazie Gilles... non potrò mai dimenticarti...
    Marco
  • Ciao Gil... ti scrivo oggi perché pensavo facesse meno male di ieri, invece non cambia nulla... non cambia mai nulla. Tutte le volte che penso a te mi s'inumidiscono gli occhi e penso che questo dolore non passerà mai, ma se è l'unica cosa che ti tiene vivo, allora lascerò che continui...
    Massimiliano
  • Chi non c'è più rimane per sempre... A presto Gilles. 27 rosso forever.
    Stefano
  • Sono passati trent'anni e sei sempre il mio pilota preferito, quello che mi faceva battere il cuore quando ti vedevo correre. Grazie Gilles per le forti emozioni che mi hai dato e grazie per la lealtà che hai dimostrato. Sarai per sempre il mio campione nelle corse e nella vita. Ciao.
    Enzo
  • Lo sai Gilles perché, da quando per caso ho scoperto questo sito nell'anniversario della tua morte, continuo a guardare i tuoi video, a leggere quello che dicevi tu, quello che dicevano gli altri? Perché mi hai toccato il cuore, mi hai commosso e mi hai fatto piangere... perché tu hai trovato quello in cui eccellere e diventare il migliore, dando tutto di te, fino al sacrificio più alto: la vita. Anch’io cercavo questo qualcosa e ho dato tutto di me, fino a diventare quello che non ero pur di riuscire a eccellere, ma non potevo perché avevo problemi psicologici che poi ho risolto. Facevo tutto con il cuore, la gentilezza, pensavo a mio padre e ai sacrifici che aveva fatto e li facevo anch'io, per avvicinarmi a lui. Anche tu eri così, davi tutto te stesso e sei riuscito a toccare le note della mia anima perché anch'io sono genuina, timida, ho modi gentili, ma sono terribilmente ambiziosa. Anch'io non riesco a stare senza la mia famiglia e adoro mio marito. Ti voglio bene senza averti mai conosciuto.
    Roberta
  • Caro Gilles, devi sapere che il 25/04/1982 il mio babbo mi portò a Imola per le prove di F.1 e per la prima volta ti vidi con una bella Ferrari. Da quel giorno è nata la mia passione per la Ferrari e la Formula 1. Avevo otto anni quando vidi il filmato del tuo tragico incidente. Mi misi a piangere perché grazie a te era nata la mia passione e mi feci una promessa molto audace: "Un giorno comprerò una Ferrari". Sono passati trent'anni, anche il mio babbo è scomparso e mi ripeteva sempre: "Mannaggia a quella volta che ti ho portato a vedere Villeneuve." Perché dicevo sempre che un giorno mi sarei comprato una Ferrari e il babbo diceva che era solo un sogno e che sarebbe stato difficile perché le Ferrari costano molto. Sono un operaio, ho fatto molti sforzi ma il 26/04/2012 ho ritirato la mia sognata Ferrari 328GTS. Sarà stata una fatalità, ma sono riuscito a realizzare il mio sogno grazie a te. Molta gente mi da del matto come dicevano a te, ma sedere sopra a una Ferrari di quei tempi da un'emozione indescrivibile. Con questo gesto ho voluto dimostrare che i tuoi pensieri sono sempre vivi e che abbiamo ereditato da te la vera passione e la sincerità. Grazie di essere esistito. Con affetto.
    Michele

- 2013 -

  • Sì, quel maledetto 8 maggio 1982 alle ore 13,52 ancora lo ricordo, anche se ormai sono passati trenta anni. Avevo quattordici anni e già seguivo la F.1, il giorno dopo avrei fatto la mia prima comunione e in casa si stavano ultimando i preparativi per la festa, quando mio fratello più grande mi viene a dire che nelle prove del GP del Belgio Gil aveva avuto un bruttissimo incidente. Mi è caduto il mondo addosso. Gil era già il mio idolo incontrastato, e trascorsi il pomeriggio a sentire tutte le notizie possibili sulla salute di Gil, con la speranza di una buona notizia… ma purtroppo alle 21,12 è arrivata la notizia che non avrei voluto ascoltare: Gil purtroppo era salito in cielo. Io ogni anno, l’8 maggio alle 13,52 mi fermo un attimo e dico una preghiera per te, caro Gil. Ogni volta che ti penso o vedo qualcosa che ti riguarda, mi emoziono e non ce la faccio a trattenere le lacrime. Sei nel mio cuore e sempre ci resterai. Onore a te grande Gilles 27.
    Fabrizio
  • Buon compleanno Gil. Ti voglio bene.
    Alessandro
  • Il mio unico rimpianto nella vita è stato quello di essere nato troppo tardi e di non averti visto correre dal vivo. Grande Gilles...
    Mirco
  • Ciao Gilles, il mio mito da giovane, il mio esempio da uomo maturo. Mai mollare!!!
    Gilberto
  • Anche oggi, come sempre, il mio pensiero va a te... a te... che da quel sabato 8 maggio 1982 sei diventato la stella più luminosa di tutto il firmamento... un bacio... sempre e per sempre Gilles...
    "monny76"
  • Un'altra stella è giunta vicino a te, caro Gil. Si chiama Maria e il suo coraggio è un altro esempio per tutti noi.
    Alessandro
  • Un grazie immenso per tutte le emozioni che mi hai fatto vivere. Più nessuno come te... Arrivederci Gilles.
    "Lory"

- 2014 -

  • Buon compleanno Gilles. In tutto il mondo milioni di tifosi oggi pronunciano nel loro cuore queste parole, alcuni con qualche lacrima di rimpianto perché non sono riusciti ancora ad elaborare pienamente il fatto che tu non ci sia più, nonostante siano già 32 gli anni trascorsi da quel maledetto 8 maggio e io sinceramente sono tra questi. Altri invece più serenamente esprimono il pensiero, consolati dal fatto che la tua figura è ancora oggi intatta e scolpita nella storia della Formula 1, che mai come oggi avrebbe bisogno di un vero pilota. Sai Gil, in questi giorni un pluricampione del mondo purtroppo sta lottando contro la nera signora... e come sempre accade in questi casi, scattano i paragoni con altri piloti e capita a volte che anche tu venga coinvolto e a volte, qualcuno ha la stupidità di dichiarare che sono i titoli mondiali vinti che fanno la differenza e quindi si ricorderà maggiormente chi ha vinto di più. Non temere Gil che noi, siamo tantissimi te lo assicuro, continueremo a tenere vivo il tuo ricordo ogni qualvolta si renda necessario, contro tutto e tutti, perché se è vero che non sei riuscito a fare tuo il Titolo, è verissimo anche il fatto che sei riuscito a conquistare i nostri cuori e credo che nessun trofeo iridato sia lontanamente paragonabile a ciò. Dimenticavo, il tuo numero 27 tornerà a sfrecciare in pista quest'anno, no non sarà rosso, a Maranello hanno avuto la decenza di lasciarlo ad altri, però sarà emozionante rivederlo correre. Certo è che non farà a sportellate con altri piloti o giri su tre ruote e non spunterà il casco arancione e blu dall'abitacolo, ma credo che chi lo porterà cercherà di onorarlo come merita. Quindi Gil stai pronto e quando il semaforo è verde... scatta! Sarai sempre primo nei cuori di chi ti vuole bene. Tanti auguri Gilles!
    Alessio
  • La tua stella aiuti chi, come Michael, lotta ogni giorno per sopravvivere. Tanti auguri Gil.
    Alessandro
  • Ciao Gilles, come va? Qui da noi le cose vanno avanti come al solito. I politici rubano, il lavoro scarseggia, la Juve vince il campionato e nella Formula 1 la Rossa arranca. Si, lo so che a te la Rossa dopo Imola non piace più, come darti torto, anche io da allora non la tifo più, ma in quella squadra c'erano persone che ti volevano bene, lo sai e quindi dai, continua a divertirti coi traversi e i sorpassi impossibili tra le strade celesti, dove so che sei il migliore anche se un po' indisciplinato. Sono passati 32 anni da Zolder, che postaccio quello, ma ti assicuro che noi discepoli tuoi, raccontiamo alle nuove generazioni le gesta impossibili che hai compiuto, cosi che ancora oggi tu sia ricordato come il pilota più veloce di sempre. Mi raccomando allora Gil, fai il bravo e stai attento ai vigili... sai come sono quelli... un bacio e un abbraccio forte. Ciao!
    Alessio
  • Trentadue anni senza di te... nessun addio, c'è solo l'amore.
    Giuseppe
  • 8 maggio indimenticabile... ciao Gilles.
    Fabio
  • 8 maggio, il bagliore della tua stella fa brillare le lacrime che ancora oggi scendono sul mio viso. Gilles forever...
    "Monny76"
  • Sono trascorsi trentadue anni Gilles e tu sei sempre accanto a me e giorno dopo giorno mi insegni ancora come si guida. Da venti invece continui a sfidare Ayrton, Michele e altri campioni, ma vinci sempre tu... non è possibile! Il mio desiderio è quello di portarti 27 rose rosse e spero che il mio sogno possa avverarsi. Un abbraccio mio "carissimo e grande amico"! Adieu Gilles, adieu!
    Salvo
  • Ciao Gilles, dopo tanti anni ti ho ritrovato su questo sito. Chissà, forse ti sono venuto a cercare perché la Formula Uno mi sta deludendo o forse perché sento che oggi mancano persone come te un po' in tutti i campi. Mai dimenticherò quel tragico momento in cui mi dissero che ti era successo un grave incidente ed eri in coma. Avevo dodici anni, piansi per tanti giorni, pregai perché non fosse vero, perché succedesse un miracolo. Dopo che te ne sei andato le corse non sono state più le stesse per me, ma quel che più mi è mancato di te è stata la figura dell’uomo che sapeva, con la determinazione ed il coraggio, cambiare le cose. Mi ricordo le tue vittorie dell'81 a Monte-Carlo ed in Spagna, il tuo duello con Arnoux, i tuoi sorpassi in curva all’esterno, la tua onestà nel portare Scheckter a vincere il mondiale. Quante cose belle ci hai fatto vedere e quante emozioni ci hai fatto provare. Sarai sempre nel mio cuore. Ciao Gil...
    Gianluca

- 2015 -

  • Il tempo passa, ma ogni 8 di maggio sento che manca qualcosa d'importante... stasera alzerò gli occhi al cielo, di sicuro lì ti troverò. Salut Gilles.
    Giuseppe
  • Eccomi qua come ogni anno, da quando ho scoperto questo bellissimo sito, a mettere per iscritto quello che sento e provo per te, ma stavolta voglio usare le parole di Mario Donnini perché mi hanno colpito molto e perché le condivido appieno: "...Gilles è riuscito a sconfiggere, tra gli altri, tempo e morte." Sei alle porte ed oltre dell'eternità...
    "Monny76"
  • Sono un grande appassionato di Formula 1, passione che mi è stata trasmessa da te caro Gil, vedendo fin da bambino le tue gesta sportive ed eroiche. Tu, cavaliere coraggioso senza macchia e senza paura, sei rimasto nel mio cuore. Quel maledetto 8 maggio 1982 è ancora nella mia mente anche se sono passati molti anni. Ci hai lasciato dei ricordi e delle emozioni che questo sport attualmente non ci regala più. Mi sono tatuato il mitico numero 27 sul corpo, cosi ti porterò sempre con me! Sarai sempre nei nostri cuori di tifosi ferraristi.
    "Fabrizio 68"

- 2016 -

  • Ciao Gilles, sono passati più di trentatré anni dal quel giorno che te ne andasti da questo mondo e vorrei chiederti come va lassù. Vi sarete trovati in parecchi, chissà che divertimento nel ricordare i vecchi tempi. Sai ero a Monza il giorno che arrivasti secondo dietro a Jody e mi ricordo che eri arrivato con il camper di tuo fratello nel parco dietro ai box. Eri lì con tua moglie e i tuoi figli che giocavano fuori, tutto sembrava tranne che la famiglia di un pilota di Formula 1. Quando arrivasti in Ferrari mi chiedevo chi fossi, come tutti i tifosi della Rossa e ricordo che si diceva: "ma hanno perso Lauda e questo chi è?" Vedemmo dopo chi eri e cosa sei diventato. Comprai un modellino della tua 126C2 al tempo, ma non ebbi il coraggio di costruirla perché dicevo: "forse passerà". Allora avevo 21 anni e un’auto con l’adesivo gigante (che presi a Monza) del tuo casco sulla capotta. Appresi la notizia che ero al mercato lontano dal mio paese, non sapevo più come fare per tornare a casa perché ero con dei parenti ed ero a piedi. Ho passato come tutti i tuoi tifosi, momenti di sconforto per la notizia, sempre nella speranza che arrivasse l’annuncio che ce l’avresti fatta ancora una volta. Sai, ora ho quasi terminato un modellino simile a quello che stavo facendo nell’82 e non ho più 21 anni, ma 55 e ne ho ordinato un altro, dettagliatissimo e più grande. Come vedi, allora dicevo: "magari passa", ma non è passata e non passerà mai. Ciao Gilles.
    "Vitale"
  • Ciao Gilles, è un po’ di tempo che non mi faccio sentire, hai ragione non ho scuse. Ho saputo però che continui a far impazzire i vigili e questo non va bene, devi fare il bravo. Sai Gilles, ultimamente ho potuto vedere sul web dei video registrati in occasione di eventi organizzati per te, come mostre e anniversari in cui i tuoi meccanici e persone che ti vogliono bene hanno raccontato tante cose che non conoscevo su di te e ne sono rimasto affascinato come sempre. Ho visto pure la tua sposa Joanna che orgogliosa di te raccontava le tue pazzie come nulla fosse, talmente ne era abituata e devo dire sinceramente che dai suoi occhi si capiva che è ancora innamorata di te. Ho visto per la prima volta Melanie, parlava del babbo eccezionale che ha avuto e anche lei ovviamente ti ama ancora. Poi ho scoperto che lei e Jacques hanno inciso una canzone per te, devo dire che cantano bene e la canzone è stupenda. È vero non mi sono fatto sentire per un po’ ma nel frattempo mi sono ulteriormente documentato e a volte ci siamo incontrati nei miei sogni, ma credo che tu non lo sappia. Ad ogni modo ti prometto che mi farò sentire più spesso a patto che tu mi prometta di non fare più i traversi o almeno non davanti ai vigili che poi loro si mettono ad inseguirti e finiscono nei fossati. Già, mi hanno detto pure questo... beccato. Ciao Gilles, un bacio e un abbraccio forte, mi manchi un sacco. Ti voglio bene.
    Alessio
  • Il tempo dovrebbe affievolire il vuoto causato dalla tua assenza. Ed invece ci manchi sempre di più... Salut Gilles
    Giuseppe
  • Nel cuore per sempre. Grazie.
    Marinella Vanda

- 2017 -

  • 18 Gennaio 2017. Buon Compleanno Gilles! Come stai vecchio mio? Lo so che a nessuno piace venga ricordato che gli anni passano e che s'invecchia, ma una volta l’anno tocca a tutti e oggi tocca a te. Ad ogni modo devo ammettere che tu i 67 anni li porti benissimo. Allora, ti aggiorno un po’ su quello che capita quaggiù: comincio dicendoti che a Imola hanno finalmente ripristinato l’area in cui è posto il monumento dedicato a te ed ora finalmente ti rende giustizia, quindi ottima notizia. Come seconda novità devo dirti, ma onestamente non so come devo interpretarla, che a Maranello sia in Ferrari sia per le vie del paese, parecchi tifosi hanno dichiarato di vedere la tua immagine in varie occasioni, tanto da far giungere sul posto un team di scienziati per verificare che non si trattasse di bufale fuori luogo. Sembra che non ci siano cose strampalate, ma non si è saputo più nulla. Se effettivamente stai cercando di metterti in contatto con noi, ti prego non smettere, non immagini quanti di noi vorrebbero che la cosa fosse possibile, io in primis. Infine come già saprai, ci ha lasciati Paolino, sai a chi mi riferisco, al tuo capo meccanico, come amava precisare; sono convinto che stiate già progettando qualche bolide stratosferico a triplo turbo! Quando ho appreso la notizia sono andato a vedere tutte le interviste che il buon Paolo aveva rilasciato negli anni sul tuo conto. Sai Gilles, ti voleva davvero bene e per quanto sia triste per l’accaduto, sono contento che ora finalmente vi possiate ritrovare e sbizzarrirvi ancora come ai vecchi tempi. La cosa negativa è che se prima avevo una speranza che la smettessi con i traversi per le strade, adesso con l’arrivo di Paolo mi verranno a dire che ha trovato pure il sistema di farti impennare! Poveri vigili... Ora ti saluto Gilles, non voglio che Paolo ti sgridi perché non sei a collaudare le sue diavolerie, salutamelo tanto, un abbraccio forte e ancora buon compleanno! Mi manchi, ti voglio bene.
    Alessio
  • Cher Gilles, tu es dans mon coeur toujours.
    Ho sempre avuto l'istinto di rivolgermi a te nella tua lingua natia, che non ho mai studiato. Qualche parola appresa da bambina (forse proprio per una curiosità che partiva dalla passione che ispiravi) e poi qualche breve frase imparata sui posti di lavoro non bastano per esprimersi correttamente. Ma in qualche modo a me oscuro, pensando a te, desiderando di poterti parlare e volendo credere che per vie misteriose anche tu possa ascoltare, le parole si prendevano per mano e, inspiegabilmente e per pochi attimi, riuscivo a pensare in francese. Con nessun altro francofono mi riusciva il trucco, purtroppo: con il passeggero del volo di linea cui dovevo confermare la prenotazione, o con il turista sperduto al centro della mia città, non potevo che tentare il dialogo in inglese, o in italiano. Non tutti avevano la tua stessa buona volontà nell'imparare. Che meraviglia mi faceva, quando ero bambina, sentirti parlare la mia lingua. Ti sentivamo anche per questo "uno di noi", oltre al modo così particolare di porti al pubblico, e la liturgia laica della domenica pomeriggio si compiva per te con un affetto del tutto irrazionale. D'altronde chissà chi eri nel privato, se il tuo sorriso timido alla fine non fosse altro che una maschera... ma tutti quelli che ti conoscevano, a noi spettatori raccontavano di un uomo sincero e leale, che faceva breccia nei cuori di tutti. Non si poteva non amarti. Di solito le bambine desiderano le bambole, io no, volevo la pista con le macchinine, e la montavo per giocarci mentre vedevamo il Gran Premio, col nostro televisore in bianco e nero. Anche se erano due modelli Gran Turismo e non da Formula 1, con la fantasia ero anch'io in pista, e come immaginavo i colori che non potevo vedere in televisione, la rossa era la tua macchina, eri in pista con me. Finché la sera di quel maledetto sabato non giunse la notizia del terribile incidente. Sono andata a dormire sapendo che stavi ancora lottando tra la vita e la morte e l'indomani, nel fare la mia prima comunione (so che anche tua figlia avrebbe dovuto farla lo stesso giorno) ho pregato per la tua vita. Tristemente, al ritorno a casa seppi che non ce l'avevi fatta. Ne fui straziata, forse avendo anch'io finito col credere che tu fossi indistruttibile e immortale; amandoti insensatamente come una persona di famiglia, come l'esempio dell'uomo che avrei voluto conoscere, bello ma timido, tanto leale nei rapporti umani quanto folle al volante. Poi, in una sera di festa, una settimana prima dell'undicesimo anniversario del tuo volo verso il cielo, mentre guidavo verso casa correndo all'impazzata con la rabbia che mi pulsava nelle vene e la mente annebbiata dalla delusione e dalla stanchezza, come forse anche tu nel tuo ultimo giro a Zolder, la pioggia battente non mi perdonò la terribile imprudenza e la mia 127 decollò come aveva fatto la tua Ferrari. Mentre la macchina roteava e rimbalzava ho invocato i miei Lari e Penati e ho gridato il tuo nome. Inspiegabilmente sono stata spinta tra i sedili, che mi si sono chiusi intorno proteggendomi, mentre ciò che rimaneva della mia macchina era letteralmente atterrato sul ramo più basso di un pino lungo la strada. L'avantreno, completamente rientrato, aveva trafitto l'abitacolo; se non fossi stata schiacciata tra i sedili avrei subìto la stessa orribile sorte che esattamente un anno dopo costò la vita ad Ayrton Senna. Riflettei spesso da allora su questo, ebbi più cara la vita. Misi su famiglia e man mano che mio figlio cresceva, avvicinandosi il momento in cui anche lui avrebbe potuto fare idiozie al volante, cercavo di insegnargli tutto ciò che potevo affinché non cadesse facilmente nei trabocchetti che l'irruenza gioca spesso ai ragazzi, con conseguenze a volte terribili. L'ho portato con me alla mostra allestita in tuo onore a Maranello, nel trentennale della tua scomparsa: mai così tanti chilometri mi sono stati lievi, mai avevo avuto per così tanta strada la voglia di arrivare presto, perché era come se tu mi stessi aspettando. Mio figlio, anche lui appassionato di motori e all'epoca quasi dell'età in cui tu iniziavi a correre con le motoslitte, quel giorno ha conosciuto te e la tua storia, ammirato i tuoi cimeli e i filmati delle tue imprese esaltanti; eravamo entrambi commossi mentre gli raccontavo la tua vita e la tua morte e del perché non si deve guidare in preda alla rabbia o alla stanchezza. È stata un'emozione incredibile poter vedere le tue tute da pilota e le tue macchine. Confesso di non aver resistito e, temendo di essere allontanata per non aver rispettato la regola del "non toccare", ho obbedito al bisogno fisiologico di impugnare per un attimo il volante della tua monoposto più gloriosa, chiudendo gli occhi e immaginando, per un attimo, la griglia di partenza, con il tuo sguardo attraverso la visiera, come facevo da bambina mentre giocavo con le macchinine della pista elettrica. Che fortuna, nessuno se n'è accorto. Ma tu sicuramente mi avresti capita. Sono stata fortunata ad aver vissuto la generazione delle tue gesta: dopotutto sono quasi quarant'anni che ho la "febbre Villeneuve", non credo che guarirò, né desidero farlo, perché mi aiuta a vivere meglio, a mantenere viva la passione attraverso il ricordo. Tu vivi nel nostro cuore... per sempre. Con amore,
    Serena
Imola 1982 - L'antefatto
Imola 1982Imola 1982Imola 1982
È un podio triste quello di Imola nel giorno del Gran Premio di San Marino del 25 aprile 1982. La vittoria di Pironi viene accolta con un boato di disappunto dai 180.000 tifosi presenti sul circuito del Santerno. Tutti sapevano che quella doveva essere la gara di Gilles perché negli anni precedenti si era guadagnato quel diritto. Il diritto di essere rispettato da una squadra a cui egli aveva dato tanto in termini di notorietà, risultati e perché no, di leggenda.
Come tutti però sappiamo, il risultato di quella corsa, l'ultima per Gil, si sarebbe rivelato l'innesco di una situazione esplosiva culminata poi nei fatti di Zolder quindici giorni più tardi. Nel mezzo ci fu una situazione non chiarita, un moto d'orgoglio, ma soprattutto una stampa italiana che alimentò il fuoco della vendetta e del rancore nell'animo offeso del pilota canadese.
Gli ordini di scuderia erano chiari: chi si fosse trovato in testa dopo il probabile ritiro delle due Renault, sarebbe stato il vincitore designato e quando questo accadde proprio Gilles era al comando, davanti al suo compagno di squadra Didier Pironi. Dai box Ferrari venne immediatamente esposto il cartello con la scritta "Slow" e le posizioni, per quanto stabilito, erano "congelate" in quello stesso istante, in modo da garantire il successo sicuro alla Ferrari sulla pista di casa.
È pur vero che Gilles commise subito dopo un piccolo errore alla curva della Rivazza e che Pironi non poté fare a meno di superarlo, ma per correttezza, spirito d'amicizia e lealtà, dopo che venne nuovamente superato da Villeneuve, il francese avrebbe dovuto rinunciare alla battaglia, permettendo così a Gilles di occupare quel primo gradino del podio che gli spettava per diritto acquisito, per quella stessa cavalleria dimostrata al team tre anni prima, a Monza, permettendo al compagno Jody Scheckter di conquistare il campionato del mondo senza troppe incertezze e preoccupazioni.
Ma tant'è che i fatti narrano tutt'altra vicenda, quella di un uomo ferito profondamente nell'intimo da un amico e da una squadra che invece credeva leali. La parte meno conosciuta nella vita del "canadese volante" sono proprio quei lunghi giorni che intercorrono tra la gara di Imola e quella successiva in Belgio, dove Gil non riesce a dar pace al suo senso di sconforto, arrivando all'appuntamento di Zolder ancora visibilmente scosso e amareggiato.
Poi la tragedia e un senso di sconforto generale per un conto in sospeso ancora da saldare di un'inaccettabile sgarbo e le lacrime... tantissime lacrime.
Zolder 1982 - Le ultime immagini di Gilles
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Gilles Villeneuve non è stato una semplice stagione che passa, ma un periodo che racchiude lo spirito dell'eternità, un tempo felice che abbiamo passato insieme con lui. Gil ci ha fatto sognare, ci ha fatto tremare e battere il cuore ed è per questo, caro amico, che non ti dimenticheremo mai.
gli altri
Joanna Barthe

1974
Venne da me e mi disse: "Ho venduto la casa per comprare una macchina." Pensai che forse era impazzito.




Joanna Barthe
Moglie di Gilles
Seville Villeneuve

1976
Gilles non ha davvero paura. Guida sempre molto forte, al massimo. Qualunque cosa guidi, lo fa sempre andare al massimo.



Seville Villeneuve
Papà di Gilles
Ray Wardell

1976
Gilles è consapevole di quali siano i suoi limiti. Limiti che sono diversi da quelli di un pilota normale e che Gilles è pronto a raggiungere più spesso.



Ray Wardell
Tecnico della Écurie Canada
Gaston Parent

1977
Lo osservo, noto che è un ragazzo molto sveglio. E quando parla di corse lo vedo fremere.




Gaston Parent
Manager di Gilles
Chris Amon

1977
Ha un eccezionale talento naturale e un entusiasmo illimitato. Fa ancora molti testacoda ma troverà i propri limiti. Il suo controllo di macchina è sorprendente e penso che sia anche un pilota tremendamente coraggioso.

Chris Amon
Ex pilota di Formula 1
James Hunt

1977
Sono rimasto molto impressionato dal suo ovvio talento e dal suo modo di affrontare le corse in maniera tanto professionale: l'abilità di pilotare una Formula 1 o si ha o non si ha.


James Hunt
Campione del mondo di Formula 1 1976
Ronnie Peterson

1977
Quell'uomo è un pericolo pubblico.






Ronnie Peterson
Ex pilota di Formula 1
Antonio Tomaini

1978
È un allievo diligente. Più passa il tempo e più mi piace.





Antonio Tomaini
Ex direttore sportivo della Ferrari
Clay Regazzoni

1978
Ha tentato un sorpasso impossibile, credo che si tratti di inesperienza. In quel posto, lo ripeto, è umanamente impossibile fare un sorpasso.



Clay Regazzoni
Ex pilota di Formula 1
Mauro Forghieri

1979
Gilles ha la rabbia di vincere, più di qualsiasi altro pilota.





Mauro Forghieri
Ex direttore tecnico della Ferrari
Carlos Reutemann

1979
Ho capito subito che avrebbe potuto fare una buona carriera. Gli è stato sufficiente un anno di Formula 1 per divenire, in assoluto, uno dei piloti più veloci che vi siano in circolazione.


Carlos Reutemann
Ex pilota di Formula 1
Jackie Stewart

1979
Penso che Villeneuve sia molto, molto bravo. Commette ancora degli sbagli, sbaglia qualche curva, passa sopra i cordoli. Ma penso comunque che sia superbo e credo che migliorerà sempre di più.

Jackie Stewart
Tre volte campione del mondo di F.1
René Arnoux

1979
So di essere stato battuto dal miglior pilota al mondo.









René Arnoux
Ex pilota di Formula 1
Jody Scheckter

1979
Peccato solo che Gilles sia così forte. Il pilota più veloce che ci sia attualmente in Formula 1. Ha commesso delle piccole ingenuità a inizio campionato, che gli hanno forse precluso la corsa al titolo ma debbo molto a lui, in quanto essendo un pilota veloce ha contribuito moltissimo a far diventare la Ferrari più competitiva e quindi mi ha permesso di vincere il campionato del mondo.

Jody Scheckter
Campione del mondo di Formula 1 1979
Riccardo Patrese

1980
Gilles è molto maturato. Siamo arrivati insieme in Formula 1 ed ho avuto modo di seguire i suoi progressi.




Riccardo Patrese
Ex pilota di Formula 1
Bruno Giacomelli

1981
Va sempre meglio. Un anno dopo l'altro. Adesso non commette neanche più il minimo errore.




Bruno Giacomelli
Ex pilota di Formula 1
John Watson

1981
È un campione, ormai non ci sono più dubbi. Lo ha dimostrato in troppe occasioni, per me merita di conquistare il titolo mondiale.



John Watson
Ex pilota di Formula 1
Nelson Piquet

1981
È un po' matto ma sicuramente è anche un fenomeno.





Nelson Piquet
Tre volte campione del mondo di F.1
Alan Jones

1981
È tipico di Gilles. Bisogna riconoscere che non cede mai.





Alan Jones
Campione del mondo di Formula 1 1980
Emerson Fittipaldi

1981
Mi piacerebbe avere in squadra un pilota come Gilles. Sono convinto che tutti i team sarebbero felici di disporre di uno come lui. È una garanzia, per bravura e impegno.


Emerson Fittipaldi
Due volte campione del mondo di F.1
Elio De Angelis

1982
Il suo valore non si discute, lo riconoscono ormai tutti. È un aspirante al titolo per la sua classe e per la sua calcolata irruenza, oltre che per la sua smania di vittoria.


Elio De Angelis
Ex pilota di Formula 1
Siegfried Stohr

1982
Di Gilles ce n'è uno solo, ma le qualità che ammiravamo in lui sono anche in altre persone, magari anche vicino a noi. Cerchiamole, è anche un modo per applicare, per vivere, quello che Gilles può averci insegnato.

Siegfried Stohr
Ex pilota di Formula 1
Jacques Laffite

1982
So che nessun essere umano può fare miracoli, ma Gilles a volte riusciva davvero a stupirci.




Jacques Laffite
Ex pilota di Formula 1
Eddie Cheever

1982
Tutti sono concordi nell'affermare che Gilles fosse il pilota che prendeva più rischi. E questo è anche quello che gli ha fatto fare carriera.



Eddie Cheever
Ex pilota di Formula 1
Niki Lauda

1982
Gilles Villeneuve mi è sempre piaciuto. Mi piaceva tutto di lui, anche se non condividevo i rischi che era solito correre. Era il tipo più pazzo che io abbia mai incontrato in Formula 1.


Niki Lauda
Tre volte campione del mondo di F.1
Keke Rosberg

1982
Non c'è alcun dubbio, Gilles era straordinariamente coraggioso. Era il più gran bastardo contro cui si potesse correre e che io abbia mai conosciuto, ma era assolutamente leale. Un pilota grandissimo.

Keke Rosberg
Campione del mondo di Formula 1 1982
Enzo Ferrari

1982
Ci ha lasciato per motivi ancora incomprensibili. Il destino ci ha privato di un grande campione, un campione al quale ho voluto molto bene. Il mio passato è pieno di dolore e di tristi ricordi: mio padre, mia madre, mio fratello e mio figlio. Ora quando mi guardo indietro, vedo tutti quelli che ho amato. E tra loro vi è anche questo grande uomo, Gilles Villeneuve.

Enzo Ferrari
Fondatore della Ferrari
Juan Manuel Fangio

1982
Rimarrà nella famiglia dei veri grandi piloti della storia delle corse. Gilles Villeneuve non correva per finire la gara. Non correva per i punti. Lui correva per vincere. Era piccolo di statura, ma era un gigante.





Juan Manuel Fangio
Cinque volte campione del mondo di F.1
Alain Prost

1982
Gilles è stato l'ultimo grande pilota. Il resto di noi è solo un gruppo di buoni professionisti.




Alain Prost
Quattro volte campione del mondo di F.1
Patrick Tambay

1983
Non potremo dimenticarlo, perché stiamo parlando di una ferita che non si rimarginerà mai del tutto. Nessuno potrà riempire il vuoto lasciato da lui.



Patrick Tambay
Ex pilota di Formula 1
Beppe Gabbiani

1984
Certe volte lo incontravo in auto a Monte-Carlo, lui mi sorrideva e mi salutava. Altre volte invece non si accorgeva di me neppure guardandomi in faccia. Ragazzo strano, Gilles, ma buono.








Beppe Gabbiani
Ex pilota di Formula 1
Ayrton Senna

1985
Gilles Villeneuve mi piaceva in modo fantastico. Probabilmente non era il migliore o il più produttivo in chiave-campionato, ma nella sua epoca quello che ha fatto vedere è stato bellissimo ed entusiasmante. Lo ammiravo tantissimo e, all'inizio, quando guidavo mi sentivo come lui. Poi mi sono reso conto che dovevo moderarmi, imparare prima di spingere forte. Gilles era un mito, lo amavano ovunque andasse. Deve essere bello sentirsi così vicino alla gente.

Ayrton Senna
Tre volte campione del mondo di F.1
Jacques Villeneuve

1997
La maggioranza della gente sostiene che mio padre fosse matto e io ne sono felicissimo.




Jacques Villeneuve
Campione del mondo di Formula 1 1997
Bernie Ecclestone

2007
Gilles Villeneuve è stato un grande pilota, una grande personalità. Credo che la Formula 1 moderna avrebbe ancora bisogno di figure come la sua.



Bernie Ecclestone
Ex presidente F.O.C.A.
Jochen Mass

2009
Gilles era dotato di un incredibile talento. Era spettacolare e veloce sin dall'inzio; lui era subito il più veloce di tutti noi.







Jochen Mass
Ex pilota di Formula 1
Mario Andretti

2012
Gilles è sempre stato un ragazzo piacevole, calmo e divertente. Aveva questo atteggiamento affabile, ma aveva anche i piedi piantati per terra. Si era subito fatto apprezzare dagli altri piloti e non era affatto pretenzioso. Aveva dentro di sé il cuore di un leone ed è per questo motivo che era molto amato dalla Ferrari.

Mario Andretti
Campione del mondo di Formula 1 1978
Gilles Villeneuve


Era giunto in cima alla sua montagna e certamente, da lassù, vedeva le cose in un'ottica
diversa  dalla  nostra,  di  noi  che,  umili  formiche,  abbiamo  scelto  di  vederle  dal  basso.


(Jeff Hutchinson da "Grand Prix International magazine" del 13 maggio 1982)